Ferrari Luce in Cina: i concessionari accettano ancora ordini, giallo sul “tutto esaurito”
Nonostante le indiscrezioni su un sold out immediato dei soli 88 esemplari della Luce destinati alla Cina, i concessionari di Pechino continuano ad accettare prenotazioni
Nonostante le indiscrezioni su un sold out immediato dei soli 88 esemplari della Luce destinati alla Cina, i concessionari di Pechino continuano ad accettare prenotazioni
Si accavallano le indiscrezioni su un sold out immediato dei soli 88 esemplari della Ferrari Luce destinati alla Cina. La cifra è tutt’altro che casuale, dato che l’8 è tradizionalmente il numero della prosperità e della buona sorte nella cultura locale. La narrazione di una frenetica gara per accaparrarsi il gioiello a batterie del Cavallino Rampante ha subito riempito le pagine dei blog specializzati e dei forum automobilistici internazionali.
Ma è proprio così? In realtà, i saloni continuano ad accettare prenotazioni. Alla fine di un articolo di CarNewsChina si legge: “Il Beijing Business Today ha riferito il 29 giugno che un concessionario Ferrari di Pechino sta ancora accettando ordini per la Luce, in vista del lancio dell’auto elettrica previsto dal 3 al 5 luglio“.
La notizia ridimensiona il presunto boom iniziale dell’elettrica di Maranello, smentendo la tesi della corsa all’oro. I canali di vendita ufficiali accettano ancora le prenotazioni dietro il versamento di una consistente caparra fiduciaria. Nessun cartello con la scritta “esaurito”, nessuna lista d’attesa chilometrica e blindata.
TUTTO PROCEDE PER IL VERSO GIUSTO
Visitando i punti vendita del distretto finanziario della capitale cinese, l’atmosfera che si respira è di assoluta disponibilità commerciale. I venditori, pur mantenendo il consueto e rigoroso riserbo sulle cifre esatte, confermano che gli slot allocati per il mercato asiatico non sono affatto terminati e che la procedura di configurazione prosegue regolarmente.
Un sales manager di una nota concessionaria pechinese ha spiegato, dietro anonimato, che il posizionamento della vettura resta esclusivo: i clienti stanno valutando con estrema attenzione le personalizzazioni del programma Tailor Made. Secondo la stessa fonte, non c’è stata alcuna chiusura immediata dei registri, smentendo di fatto le voci di un successo istantaneo e automatico.
SARÀ UNA LUNGA BATTAGLIA IN CINA
Avrà successo la Luce in Cina? Occorre abbattere una parziale resistenza psicologica da parte della clientela ultra-high-net-worth cinese, storicamente incline alle novità ma ancora diffidente all’idea di una supersportiva Ferrari priva del leggendario motore V12 o V8. L’assenza del rombo originale rappresenta uno scoglio culturale non indifferente per i puristi del marchio in Oriente.
A questo si aggiunge un contesto competitivo estremamente aggressivo. Il Paese del Dragone è l’epicentro mondiale dell’elettrificazione e i costruttori locali dominano ormai i segmenti premium con hypercar elettriche iper-tecnologiche a prezzi competitivi.
I marchi europei storici devono compiere uno sforzo d’immagine supplementare per giustificare listini decisamente più elevati.
Non va sottovalutato il contesto economico attuale: il mercato del lusso in Cina sta attraversando una fase di normalizzazione e di maggiore prudenza, che frena gli acquisti d’impulso anche tra le fasce più abbienti della popolazione.
Infine, c’è da capire se un design estremamente particolare come quello della Luce piaccia, oppure se questa audace rottura stilistica finirà per penalizzare le vendite nel mercato locale.

QUANTO COSTA LA LUCE IN CINA
In Cina, la Ferrari Luce ha un prezzo di listino di 3.988.000 yuan, pari a 514.000 euro ai cambi dell’annuncio. In Europa 550.000 euro. Il prezzo cinese è inferiore del 7% circa rispetto a quello europeo una volta convertito.
Si tratta di una scelta insolita per il Cavallino Rampante, favorita dal fatto che le auto elettriche in Cina non subiscono la tassa sul consumo legata alla cilindrata che grava pesantemente sulle supercar d’importazione dotate di motori termici tradizionali.
UNA PARTITA PIENA DI INCOGNITE
Più che il numero delle prenotazioni raccolte nelle prime ore, sarà il comportamento del mercato nei prossimi mesi a dire se la scommessa di Ferrari sarà stata vinta. Le supercar della Casa di Maranello non si misurano infatti con la logica delle vendite di massa, ma con la capacità di conservare desiderabilità, esclusività e valore del marchio anche in un’epoca di profonda trasformazione tecnologica.
Nel Regno di Mezzo, questo passaggio è ancora più delicato. Da un lato, esiste una clientela estremamente facoltosa, giovane e aperta all’innovazione, che considera l’auto elettrica una scelta ormai naturale. Dall’altro, proprio questa fascia di acquirenti dispone di un’offerta domestica sempre più ricca, con costruttori capaci di proporre prestazioni eccezionali, tecnologie d’avanguardia e un forte contenuto digitale a prezzi nettamente inferiori.
SI RAGIONA SUL SIMBOLO
Ferrari, quindi, vende un simbolo, una storia, un patrimonio costruito in quasi ottant’anni di successi sportivi e di esclusività. È questo il vero elemento che dovrà convincere gli acquirenti cinesi.
La partita si giocherà infatti sulla capacità della Luce di diventare un oggetto del desiderio stabile nel tempo, conquistando nuovi clienti senza alienare gli appassionati storici del Cavallino Rampante.
Soltanto quando inizieranno le consegne e saranno disponibili dati più concreti sull’andamento degli ordini si potrà capire se la prima Ferrari elettrica avrà davvero trovato il proprio spazio nel mercato più competitivo del mondo.