Exploit Tesla in Germania: 1.000 assunzioni e produzione record
La Tesla Gigafactory di Grünheide accelera per rispondere alla forte ripresa della domanda europea guidata dai rincari dei carburanti e dai nuovi incentivi
La Tesla Gigafactory di Grünheide accelera per rispondere alla forte ripresa della domanda europea guidata dai rincari dei carburanti e dai nuovi incentivi
La Tesla Gigafactory di Grünheide, alle porte di Berlino, si prepara a una nuova accelerazione industriale. Dopo un 2025 caratterizzato da forti turbolenze e da una netta contrazione delle immatricolazioni sul mercato continentale, la Casa guidata da Elon Musk ha annunciato un piano di espansione della capacità produttiva volto a soddisfare una domanda europea in risalita, specifica la Reuters.
Il target fissato dal management è ambizioso: incrementare l’output di veicoli del 25%, portando il ritmo di assemblaggio della Model Y a 7.500 unità settimanali a partire dal prossimo ottobre. Per sostenere questa nuova fiammata produttiva, l’azienda procederà all’assunzione immediata di ulteriori 1.000 lavoratori specializzati, un contingente che va a sommarsi alle manovre di potenziamento dell’organico già deliberate nei mesi precedenti.
TESLA GIGAFACTORY TEDESCA: QUALE OBIETTIVO
L’annuncio, confermato ufficialmente dai portavoce del costruttore e rilanciato via social dal Senior Director of Manufacturing di Giga Berlin, André Thierig, certifica la fine della fase di stallo dello stabilimento tedesco, l’unico hub produttivo di veicoli finora attivo per Tesla nel Vecchio Continente. Se l’obiettivo di ottobre verrà centrato, la fabbrica viaggerà a un ritmo teorico di circa 390.000 vetture l’anno.
Si tratterebbe del livello di produzione più alto mai registrato su base continuativa dall’inaugurazione del sito avvenuta circa quattro anni fa. Anche se tale volume rimane ancora al di sotto della capacità massima teorica di 500.000 unità annue sbandierata al momento del lancio del progetto, il trend indica una netta inversione di marcia rispetto ai tagli ai turni e alle incertezze strutturali che avevano rallentato le linee nel recente passato.
SECONDA ONDATA DI ASSUNZIONI
Già lo scorso aprile, Tesla aveva annunciato l’ingresso di 1.000 dipendenti per elevare la produzione a circa 6.000 auto a settimana entro la fine di giugno.
La strategia di espansione occupazionale non si esaurisce però alle sole linee di montaggio dei veicoli: lo scorso maggio, l’azienda ha confermato massicci investimenti nel comparto della produzione locale di celle batteria (con l’obiettivo di installare fino a 8 GWh di capacità entro il 2027), mossa che richiederà l’inserimento di oltre 1.500 addetti nel medio termine.
Sommando le tre distinte fasi di potenziamento industriale (auto e batterie), i nuovi posti di lavoro creati a Grünheide raggiungeranno quota 3.500 nel breve e medio periodo.

A GONFIE VELE
A fare da volano a questa improvvisa e decisa accelerazione è la ritrovata fiducia del mercato europeo, che ha invertito la rotta dopo una flessione prolungata. I dati della scorsa primavera indicano un progresso robusto per le immatricolazioni del marchio, con exploit particolarmente evidenti nei mercati del Nord e dell’Ovest Europa come Francia, Svezia, Danimarca e Irlanda.
In aggiunta, la spinta verso i listini elettrici è stata fortemente condizionata da fattori macroeconomici esterni alle dinamiche di prodotto, in primis l’incremento costante e progressivo dei prezzi dei carburanti fossili alla pompa registrato a partire dalla fine di febbraio. Tale scenario, unito alla rimodulazione degli ecoincentivi statali in vari Paesi della UE (Germania inclusa), ha spinto una cospicua fetta di automobilisti a riconsiderare il passaggio alla mobilità a zero emissioni, premiando proprio il crossover compatto prodotto localmente nel Brandeburgo.
MODEL Y SEMPRE AL CENTRO
La centralità della Model Y per le strategie europee di Tesla resta assoluta, essendo l’unico modello assemblato sulle linee di Grünheide. Il potenziamento delle infrastrutture e della forza lavoro potrebbe inoltre creare il margine industriale necessario per l’introduzione di varianti inedite: le indiscrezioni di settore vedono come forte candidata la nuova Model Y L a sei posti, configurazione a passo lungo che ha già ottenuto l’omologazione tecnica da parte delle autorità dell’Unione Europea.
Nel frattempo, sul fronte commerciale, un ruolo chiave per il consolidamento dei volumi di vendita sarà giocato anche dai progressi sul rilascio del Full Self-Driving (FSD) Supervised. Tesla sta spingendo per ottenere un’approvazione regolatoria estesa a livello comunitario dopo i primi via libera registrati a metà giugno in Paesi pilota come Olanda, Belgio, Danimarca ed Estonia.
L’efficacia della strategia di Musk si misurerà nei prossimi mesi, quando la fabbrica dovrà dimostrare di saper mantenere i ritmi record di fronte a una concorrenza cinese (BYD in testa) sempre più agguerrita ed economicamente competitiva.