BYD punta a 2,5 milioni di auto vendute all’estero nel 2027

BYD punta a 2,5 milioni di auto vendute all’estero nel 2027

Il produttore cinese di veicoli elettrici e ibridi plug-in, celebre per la tecnologia delle batterie Blade, alza l'asticella delle immatricolazioni fuori dal proprio Paese

 

Il produttore cinese di veicoli elettrici e ibridi plug-in, celebre per la tecnologia delle batterie Blade, alza l'asticella delle immatricolazioni fuori dal proprio Paese

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8 Settembre 2026 - 09:03

Obiettivi sempre più ambiziosi per BYD nel mondo: il colosso cinese punta a vendere 2,5 milioni di auto all’estero nel 2027 e alza le stime per il 2026: circa 2 milioni contro un target di 1,3 milioni annunciato a gennaio e quello revisionato a 1,5 milioni stabilito a marzo. Il tutto anche grazie all’ampliamento della propria flotta cargo e all’aumento della produzione proprio fuori dalla Cina. Pertanto il pressing di Build Your Dreams sui mercati stranieri è duplice: in parte costruisce in Cina e trasporta fuori su navi immense, in parte sforna le macchine direttamente in loco. Vedi a tale proposito la fabbrica in Ungheria, che permette anche di non pagare dazi UE sulle elettriche ed eventuali dazi futuri sulle ibride plug-in. A svelare tutto sono gli analisti di Deutsche Bank guidati da Wang Bin, che hanno citato i commenti dei vertici dell’azienda durante la conference call sui risultati finanziari, riferisce CnEVPost.

AUTO VENDUTE ALL’ESTERO DI BYD: IRRESISTIBILE ASCESA

Iniziando da tre anni fa, ecco la scalata del gigante asiatico.

  • Nel 2023: 242.765 auto vendute
  • 2024: 417.204
  • 2025: 1.046.083
  • Gennaio-agosto 2026: 1.162.260
  • Target 2026: 1.500.000
  • Target 2026 attuale: 2.000.000
  • Target 2027: 2.500.000

MERCATO AUTO CINESE IN CALO: SERVE ESPANDERSI FUORI

I mercati esteri sono diventati un contrappeso fondamentale rispetto al calo delle vendite interne in Cina, dove domina la guerra dei prezzi fra 100 marchi. Nei primi 8 mesi dell’anno, le vendite interne del costruttore sono scese del 32,72% a 1.505.755 veicoli, trascinando il totale complessivo verso il basso del 6,84% a 2.668.015 unità. Così, le consegne internazionali crescono dell’85,72% su base annua toccando quota 1.162.260 unità.

Ad agosto le vendite oltreconfine hanno raggiunto il record di 189.466 unità (+134,45% su base annua), rappresentando il 43,03% del totale mensile del marchio. Facendo due conti, il Gruppo dovrà registrare una media mensile compresa tra circa 184.000 e 209.000 consegne all’estero nei restanti 4 mesi per centrare la nuova stima annuale.

BYD punta a 2,5 milioni di auto vendute all’estero 2027

URGONO ALTRE NAVI E ALTRI SITI

Il management ha spiegato che la capacità di trasporto marittimo ha limitato le vendite esterne quest’anno, precisando che con volumi di stiva sufficienti i risultati sarebbero stati superiori. Per raggiungere il target del 2027, l’azienda punta sull’espansione della propria flotta di navi cargo dedicate, sull’aumento delle quote di mercato e sul rafforzamento della produzione all’estero.

Lo stabilimento in Indonesia ha avviato la produzione, il sito in Brasile sta incrementando i volumi verso una capacità annua di 300.000 veicoli e la fabbrica in Ungheria dovrebbe iniziare l’assemblaggio tra novembre e dicembre, evidenzia Deutsche Bank. La dirigenza sta inoltrando valutazioni su ulteriori siti produttivi esteri.

IL PROFITTO BYD PER OGNI AUTO VENDUTA ALL’ESTERO

L’espansione internazionale sta inoltre sostenendo la redditività. Nel primo semestre di quest’anno, l’utile per veicolo targato all’estero è stato di 20.000 yuan (2.565 euro). L’azienda prevede che il profitto unitario all’estero rimanga sostanzialmente stabile nel breve termine: i benefici derivanti dai maggiori volumi saranno compensati dai continui investimenti per la rete di vendita e l’avvio dei nuovi impianti.

UNIONE EUROPEA PRESA IN CONTROPIEDE

L’offensiva globale del colosso cinese mette sotto pressione l’UE, costretta a fronteggiare una concorrenza sempre più strutturata. Il mix tra efficienza produttiva, prezzi competitivi e la realizzazione di impianti manifatturieri direttamente sul suolo continentale rischia di erodere rapidamente le quote di mercato dei brand tradizionali.

La strategia di localizzare le fabbriche in Europa permette infatti al marchio di aggirare le barriere doganali, azzerando l’efficacia delle misure protettive introdotte da Bruxelles. Di qui l’idea di un’ennesima “barriera”: dazi anche sulle PHEV, settore in cui BYD va fortissimo. Sempreché un altro “muro” serva a qualcosa: lo “scudo” dei dazi BEV ha potuto ben poco. Non era certo questo il Green Deal auto elettrica sognato dall’Unione Europea nel 2019, condito da uno tsunami di disoccupazione mai visto prima.

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