Mercato auto. Volkswagen: non ci interessa arrivare primi

L'AD Mueller del Gruppo tedesco parla del sorpasso subito da Toyota nella classifica mondiale: dopo il dieselgate "i numeri non mi interessano?

22 dicembre 2015 - 11:18

Strano a dirsi, ma a quanto pare la Volkswagen non sembra più interessata ai grandi numeri, alle unità di vendita, alla scalata della classifica dei costruttori di automobili, che vede sempre la Toyota al comando. L'annuncio è arrivato dall'A.D. Mueller, in un'intervista rilasciata alla WirtschaftsWoche, anticipata dal settimanale. Causa principale lo scandalo “dieselgate”, che ora vede impegnato il Gruppo tedesco a risanare tutta la situazione, interna ed esterna; ma ciò che è interessante sarà vedere come Volkswagen intenderà riposizionarsi sul mercato. Ecco le parole di Mathias Mueller.

SORPASSO E CONTROSORPASSO – Nello scorso mese di luglio avvenne il tanto sofferto sorpasso su Toyota, con Volkswagen in testa alla classifica dei costruttori di automobili (leggi qui la notizia del “sorpasso”!) La storia recitava che non succedeva dal 2012, da quando il Costruttore nipponico si era saldamente insediato sul gradino più alto del podio. Così nel primo semestre 2015 i giapponesi avevano venduto 5,02 milioni di veicoli, in contrazione dell'1,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente per effetto di un calo della domanda in Giappone (il primo in due anni). Volkswagen invece aveva venduto 5,04 milioni di auto, raggiungendo il primato. A settembre poi il Costruttore tedesco è stato “beccato” nell'affare “dieselgate”, che tra le tante conseguenze ha portato la perdita  della testa della classifica da parte di Volkswagen, che si è nuovamente vista ripassare dalla Toyota, che nel mese di ottobre passato annunciava di aver venduto 7,49 milioni di veicoli a settembre, superando i tedeschi, che invece ne avevano venduti 7,43 milioni. Insomma, nonostante le consegne facevano registrare una diminuzione dell'1,5% sia per la Toyota che per VW, sono bastate 60 mila automobili a ripristinare le vecchie posizioni e ad oggi nulla è cambiato.

NUOVE STRATEGIE – Essere la prima casa automobilistica del mondo per le vendite non sarà più l'obiettivo primario di Volkswagen, è quanto ha detto il Ceo Mathias Mueller in un'intervista alla WirtschaftsWoche: “questo strabismo verso i numeri dei pezzi e sempre nuovi record di vendite, dal mio punto di vista non ha molto senso”. Proprio così, il Capo ha delineato la nuova linea di condotta, per traghettare il Gruppo tedesco verso nuovi orizzonti, proiettati in una nuova ricostruzione dell'immagine da definire dopo la bufera scaturita dallo scandalo dieselgate (guarda qui le foto della lettera del richiamo Volkswagen inviata ai clienti italiani). Nell'intervista sono emerse altre interessanti dichiarazioni, come quelle che vedono i manager di Volkswagen pronti a “stringere la cinghia” nel nuovo corso, in merito “ai bonus per il 2015”. Ciò che è importante è quanto ancora dovrà emergere, perché queste dichiarazioni mettono in risalto la volontà di cambiamento rispetto a quanto fatto dal Gruppo tedesco fino a oggi; per cui è probabile che il Ceo nei prossimi mesi offra nuovi dettagli delle future strategie che Volkswagen adotterà (leggi qui chi è l'uomo delle future strategie del Costruttore tedesco).

GLI STESSI VALORI – Tutto ciò non vuol dire che le vendite non avranno in Volkswagen un ruolo importante anche in futuro, è quanto ha fatto capire lo stesso Mueller: “io non dichiarerò certamente la mera quantità come unico obiettivo; essere numero uno, due o tre per volume di vendite è per me la stessa cosa”, così come si sa che da ora in poi Volkswagen non rinuncerà alle ambizioni di guida ma queste verranno semplicemente “definite diversamente”. In merito a quanto successo e ai valori del Gruppo tedesco il Ceo ha ribadito che “in alcuni settori dell'azienda sono stati compiuti gravi errori” ma ha poi difeso Vw dall'accusa di aver agito in maniera criminale: “mi oppongo quando a Volkswagen viene attribuito un comportamento generalmente criminale. Criminale significa per me che le persone si arricchiscono danneggiando consapevolmente altri e questo da noi non l'ha fatto nessuno”. Infine Mueller ha assicurato che Volkswagen non perderà mai i suoi valori, perché “siamo una famiglia e questo vale nei tempi buoni e in quelli cattivi”.

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