Dieselgate: ecco l'uomo della strategia VW per il futuro

Da ex dirigente General Motors Thomas Sedran diventerà il braccio destro di Müller nella rinascita di Volkswagen dopo lo scandalo

14 dicembre 2015 - 12:54

Riorganizzazione e visione strategica: dopo lo scandalo, Volkswagen guarda al futuro e affida il difficile compito del suo ridisegnarsi a un manager che viene da General Motors, più precisamente da Opel. Il suo compito sarà, fra le altre cose, di riposizionare e e definire meglio alcuni marchi del Gruppo e in questo ruolo Thomas Sedran riferirà personalmente al CEO Matthias Müller.

DAI CONCORRENTI È MEGLIO? – Si narra che in Volkswagen la parola d'ordine fosse “Just do not be like Opel”, l'importante è non essere come Opel. Questo slogan un po' snob sembra oggi appartenere ad un'era lontana, molto lontana, dato che uno dei nuovi top manager di Wolfsburg, viene proprio dal branch europeo di General Motors. Il suo nome è Thomas Sedran, ha 51 anni ed è entrato in Opel nel 2012, prima nel ruolo di Chief Strategy Officer e successivamente come CEO ad interim per diventare successivamente CEO di Chevrolet Europa. Nei tempi procellosi del DieselGate era già successo che manager di altri Marchi approdassero a Wolwsburg: a ottobre, anche sull'onda delle preoccupazioni per le cause che i grandi azionisti avrebbero potuto intentare, era arrivata Christine Hohmann-Dennhardgt – ex Daimler – per prendere lo spinoso, oggi più che mai, incarico di capo dell'ufficio legale. Già nel 2010 Volkswagen aveva reclutato Hans Demant, all'epoca Managing Director di Opel ed in forze a Rüsselsheim dal 1972: l'allora CEO del Gruppo, Martin Winterkorn, lo aveva attirato proponendogli l'incarico di coordinare i progetti internazionali e valorizzando le sue capacità di problem solver e di saper guardare in avanti.

UNA CARRIERA DA CONSULENTE – Sedran ha accettato l'incarico anche perché percepiva che in Opel-GM non c'erano molte prospettive di carriera (dopo soli pochi mesi di lavoro per recuperare Chevrolet, GM ha deciso di staccare la spina al marchio); in ogni caso esponenti della sua ex-socità continuano a manifestare apprezzamento per le sue capacità. Sedran non è il prototipo del car guy cresciuto a CV e pistoni: il suo percorso professionale – dopo aver conseguito un Master Degree in business administration all'Università Hohenheim e un Ph.D. all'Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera – inizia infatti nella società di consulenza Roland Berger per approdare poi in AlixPartners. Le sue competenze nel mondo dei motori risalgono al periodo in Roland Berger, società nella quale è stato, fino al 2006, responsabile a livello globale del Competence Automotive Center. Successivamente ha ricoperto il ruolo di Managing Director della divisione Automotive Business Affairs di AlixPartners a Monaco. Sedran è diventato poi membro del Management Board di Adam Opel AG con il ruolo di responsabile delle operazioni e della strategia e, durante il suo interim come CEO di Opel, ha sviluppato il piano Drive Opel 2022, concepito per far ritornare l'azienda ad una redditività sostenibile. VW ha anche la necessità di uscire dal “regno” un po' statico del patriarca Ferdinand Piëch, che prediligeva figure professionali interne al Gruppo: oggi occorre cercare la crème del management, ovunque essa si trovi.

VALORIZZARE E DIFFERENZIARE I MARCHI – L'importantissimo ruolo di Sedran nel Gruppo VW – riferisce direttamente a Müller – è finalizzato a migliorare il posizionamento dei marchi “di volume” Seat, Skoda e Volkswagen. Essi, con particolare riferimento a Volkswagen, dovranno recuperare redditività perché l'ottimismo di Matthias Müller riguardo la gestibilità dei richiami del DieselGate si possa effettivamente concretizzare. In effetti, se gli sforzi del recupero di Seat stanno dando risultati e Skoda, grazie al riuscito mix di prezzi accessibili e auto spaziose e “intelligenti”, ha portato a casa un margine operativo del + 7,9% nei primi 9 mesi del 2015, Volkswagen langue un po' con il suo + 2,8%. Sedran dovrà preparare un piano per impedire la concorrenza interna fra i marchi non premium del Gruppo, “affilare” e caratterizzare i loro profili sul mercato e creare nuovi modelli di business che siano consoni all'era digitale. Un ex collega di Sedran ha lodato le sue capacità di capire fino in fondo le società ed i loro dipendenti, portando avanti l'idea che l'austerità da sola non basta ma occorrono nuovi modelli e la capacità di guardare in avanti: ad esempio perseguendo quell'elettrificazione della gamma che il DieselGate non ha cancellato.

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