La guida autonoma metterà in crisi il business delle assicurazioni auto

Le auto senza conducente faranno diminuire entro il 2040 i sinistri dell'80% e potrebbero mandare in crisi il sistema assicurativo. Lo dice uno studio

30 giugno 2015 - 16:00

Mentre la tecnologia applicata al mondo auto fa passi da gigante soprattutto in chiave sicurezza e la guida autonoma corre veloce verso un proclama di sicura concretezza, molti esperti del settore automotive si domandano (visti gli scenari che si prospettano) come il comparto assicurativo affronterà questi cambiamenti.

ASSICURAZIONI ALLA FINESTRA – A parlar chiaro si va: tutto corre molto veloce, ma gli assestamenti in un mondo in evoluzione, ci sono sempre stati. Gli aspetti legali e normativi della guida autonoma (molti costruttori non arrestano la ricerca), ad esempio, sono un nodo ancora da sciogliere, in particolare per quel che riguarda le responsabilità del proprietario o delle Case automobilistiche con il loro sistemi, proprio quando questi comandano autonomamente la vettura. Ad ogni modo, guida autonoma a parte, una certezza c'è e cioè che la tecnologia sta portando maggior sicurezza durante la guida di un'automobile, condizione che porterà a consistenti ribassi sui premi delle polizze.

PROSPETTIVE FUTURE – L'ultimo rapporto della società di consulenza Kpmg ha evidenziato delle sottolineature che lasciano riflettere le parti in gioco. Ci spieghiamo meglio: la tecnologia sta permettendo ai costruttori di mettere sul mercato automobili sempre più sicure, anche nell'assistenza alla guida aiutano il conducente a prevenire distrazioni ed errori (Ford ne è un esempio). Ciò potrebbe significare un calo di lavoro per le assicurazioni, quindi tale da modificarne il business. Gli Usa prevedono che tra dieci anni “tutte le auto” saranno dotate di sistemi autonomi e quindi, di riflesso, la tecnologia sempre più diffusa dovrebbe ridurre i sinistri, fino all'80% nel 2040. Chiaramente negli Stati Uniti hanno preso in considerazione tutti i sistemi di assistenza alla guida (come la frenata automatica di emergenza, che secondo Euro NCAP è in grado di tagliare il 38% dei tamponamenti) e messo a conto i “meriti” dell'auto-robot vera e propria, affiancata dalle piattaforme di comunicazione V2V (vehicle-to-vehicle) e V2I (vehicle-to-infrastructure).

COSA ACCADRA'? – Non ci resta che tirare le somme, certamente non definitive, rimangono calcoli ipotetici e approssimativi, però la sensazione è che la logica di tutto questo discorso abbia delle fondamenta solide. Di fronte a questo scenario il giro d'affari delle polizze (qui le ultime sul ddl concorrenza) dovrebbe calare, al punto che Kpmg prevede “gravi problemi finanziari” per le compagnie assicurative: “l'effetto dirompente sulle compagnie sarà profondo, con un ristretto numero di vincitori e un ampio gruppo di perdenti”. A voler “sconfinare” di naso (tradotto: curiosare se qualcun altro sostiene teorie simili), ci si accorge che perfino un recente studio di Volvo conferma che la sicurezza high-tech porterà a sconti assicurativi pari al 20-25%. Insomma, di fatto ci viene da pensare che ognuno, tirando le somme, non lesina in cifre, tenendole comunque, chi più chi meno, abbastanza alte. Pertanto, anche in questa circostanza adoperiamo un'espressione a noi tanto cara e usata già in evenienze simili: la partita è appena iniziata, sarà lunga, i protagonisti sono scesi in campo con tattiche diverse. Le case automobilistiche, molto aggressive, non arrestano la loro scalata verso auto sempre più sicure e che potranno guidare da sole; le compagnie assicurative aspettano nella loro metà campo…pronte al contropiede. Ne vedremo delle belle!

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