Ddl concorrenza: Rca, possibile che l'Ivass si schieri con le assicurazioni?

L'authority che vigila sulle assicurazioni sembrerebbe favorevole al ddl concorrenza. Mentre in Francia gli automobilisti sono più tutelati

29 giugno 2015 - 10:00

Il disegno legge concorrenza, almeno per quanto riguarda la Rc auto, è una delle chiavi per capire da che parte pendono il governo Renzi e il parlamento: se stanno con le lobby assicurative, oppure con i danneggiati, le vittime degli incidenti, e le migliaia di carrozzieri indipendenti. Ma se governo e parlamento sono sotto la fortissima pressione delle compagnie, che spingono affinché il ddl concorrenza (un regalone alle assicurazioni, le quali controllerebbero ancora di più il mercato della riparazione Rca) venga approvato, stupisce la linea dell'Ivass, l'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni. Un'authority che invece ha espresso parere favorevole al ddl concorrenza. Un bizzarro binomio, quello di Ivass e Antitrust (si legga qui l'attacco al Garante da parte del grillino Andrea Colletti), così sbilanciate verso regole che tutto sono fuorché pro concorrenza.

LE PAROLE DELL'IVASS – Alla camera, davvanti alle commissioni riunite finanze e attività produttive, s'è appena tenuta l'audizione informale dell'Ivass nell'ambito dell'esame del disegno di legge AC 3012 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza). A parlare, il consigliere dell'Istituto, Riccardo Cesari: “L'Ivass esprime il proprio apprezzamento sull'impianto generale del disegno di legge che, in campo assicurativo, interviene su aspetti che sono stati più volte dibattuti e unanimemente ritenuti bisognosi di urgente riforma”. Già, peccato che il risarcimento in forma specifica spedisca l'automobilista dritto dritto fra le braccia del carrozziere convenzionato con le compagnie: il primo regalo alle assicurazioni, che così evitano la concorrenza delle carrozzerie indipendenti. Peccato che il divieto di cessione di credito al carrozziere indipendente impedisca al danneggiato di farsi tutelare da un esperto della Rca, costringendolo a fare un “uno-contro-uno”: assicurato-contro assicurazione. In un settore, come quello della Rca, enormemente complesso e delicato.

I TESTIMONI – A proposito delle truffe, è chiaro che vanno combattute con ogni mezzo, per abbattere i costi della Rca. Stupisce però la presa di posizione dell'Ivass: “L'articolo 6 del disegno legge concorrenza integra l'articolo 135 del codice delle assicurazioni private, per evitare testimonianze prodotte in un momento successivo a quello della denuncia del sinistro”. Quelli dei testi fasulli e degli incidenti inventati è tumore da estirpare, specie in determinate zone del Sud: Napoli e Caserta su tutte le province, tant'è che qui le tariffe schizzano a livelli stellari. Ma c'è un ma. Vietare la raccolta di testimonianze in un momento successivo al sinistro significa dare una mazzata letale a tutti quegli automobilisti onesti, pulitissimi, con la sola colpa di essere sotto choc dopo l'impatto: in quei momenti, anche dopo un tamponamento (guai a sottovalutare un qualsiasi incidente), il guidatore può perdere lucidità. E non avere le energie nervose per raccogliere subito testimonianze a proprio favore.

FERITI GRAVI E MORTI – Lascia perplessi quanto l'Ivass dice a proposito dei feriti gravi e dei morti in incidenti stradali: “Una recente ricerca pubblicata dall'Ivass e basata su dati delle Autorità di vigilanza europee, ha messo in risalto, nell'àmbito di un confronto internazionale tra i sistemi risarcitori di Italia, Spagna, Francia (tutti fondati a vario titolo su sistemi risarcitori tabellari), Germania e Regno Unito (con sistemi non tabellari) che il nostro Paese presenta, rispetto agli altri, nel caso di morte, sia una più vasta platea di aventi diritto al risarcimento per danno morale (esempio il nonno per la morte del nipote) che, in generale, valori tabellari molto più elevati”. Attenzione, a parte che quei dati sono stati più volte contestati (specie dal Cupsit, patrocinatori stragiuziali, di Stefano Mannacio) qui l'Associazione delle assicurazioni (Ania) ha appena picchiato duro, e stupisce la sostanziale uniformità di pensiero con le varie authority: “Il provvedimento non affronta il problema della valutazione del danno da morte né quello dell'individuazione coerente dei beneficiari del risarcimento. In Italia, i valori economici del danno derivante dalla morte sono stabiliti dai vari Tribunali sulla base di tabelle che prevedono importi minimi e massimi in relazione al grado di parentela: tali tabelle tendono a estendere oltre misura la platea dei legittimati (arrivando nei casi estremi a considerare persino parenti oltre il terzo grado, quali i cugini della vittima) e prevedono importi molto elevati che nel caso degli stretti congiunti arrivano nei valori massimi (ad esempio nel Tribunale di Milano) fino a circa 328.000 euro per ciascun parente. Noi riteniamo che al fine di contemperare l'esigenza di tutelare i familiari delle persone decedute e di calmierare il costo dell'assicurazione andrebbero disciplinati in modo univoco sia la platea degli aventi diritto (a esempio, individuando i parenti entro il secondo grado di parentela e i conviventi con una stabile relazione affettiva) sia l'ammontare di quanto risarcire (prevedendo una rivalutazione automatica in funzione dell'inflazione). Non spetta a noi dire quale sia il valore della vita umana. Ma non possiamo nascondere la realtà: se vogliamo avvicinarci al prezzo delle assicurazioni negli altri Paesi, anche il livello dei risarcimenti in caso di morte deve essere coerente”. Una questione bollente, sulla quale s'è espressa più volte anche l'Associazione vittime della strada, che vede il tentativo, da parte delle lobby assicurative, di ledere i diritti dei feriti gravi, e dei parenti dei morti.

LA FRANCIA CI SUPERA – Vari Paesi europei, specie la Francia, vengono spessi paragonati al nostro per quanto riguarda la Rca. E allora andiamo a vedere che accade proprio in Francia: qui, è entrata in vigore dal 1° gennaio 2015 la legge Hamon a tutela del consumatore, che consente la risoluzione dei contratti anche nel corso dell'anno, in qualsiasi momento (trascorsa la prima annualità di assicurazione), senza spese o penalizzazioni. L'assicuratore deve rimborsare l'importo “non goduto” entro 30 giorni dalla risoluzione del contratto. Secondo uno studio condotto daOpinionWay, l'8% dei francesi ha provveduto alla risoluzione dei contratti auto nel primo trimestre dell'anno, solo la metà delle disdette lo sono a titolo della legge Hamon (58%). Ecco che cosa vuol dire tutelare gli automobilisti e fare regole a favore della concorrenza…

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