Il parcheggio autonomo sarà legale in UK, in arrivo leggi ad hoc

La comodità del parcheggio autonomo via app entrerà nel Codice della Strada inglese. Il Governo UK si muove ma l'Italia è ferma

20 dicembre 2017 - 16:16

Fantascienza qualche anno fa, realtà oggi. Se l'automobile che guida da sola sempre e in ogni condizione è ancora in fase sperimentale, un suo “riassunto” è già disponibile. Parliamo del parcheggio automatico con il guidatore fuori dell'abitacolo, una possibilità che può essere utile in tante situazioni. Si tratta, ad oggi, di una capacità riservata ad automobili top di gamma ma è probabile che essa si estenda, sulla scia della crescente diffusione degli ADAS anche nelle auto medie e piccole (leggi i consigli per acquistare un'utilitaria con frenata automatica d'emergenza). Il Regno Unito ha presente la situazione e sta discutendo di modifiche al suo Codice della Strada ma non sembra che iniziative simili siano state prese in Italia.

AUTOMATICO E LEGALE Le automobili che prevedono questa possibilità sono diverse (già nel 2015 la BMW Serie 7 parcheggiava senza nessuno a bordo) e, in alcuni casi, siamo arrivati a degli aggiornamenti di sistemi preesistenti, come l'update del sistema Summon di Tesla. Esistono già oggi Marchi che prevedono questa possibilità, ad esempio da Mercedes, BMW, Audi e Volvo, e la cosa ha fatto muovere i legislatori del Regno Unito che stanno valutando come modificare il Codice della Strada per renderli legali.

UTILE A MOLTI Non ci stupiamo dell'esistenza di un sistema che permette all'auto di parcheggiare da sola: in fondo le “tessere” di questo puzzle ci sono già tutte su molte vetture, ad esempio in quelle che hanno il mantenimento automatico della corsia e il cruise control adattivo. Se trovate questi ADAS vuol dire che il controller dell'auto ha la capacità non soltanto di “percepire” l'ambiente circostante ma anche di agire su sterzo, freni e acceleratore (il cambio sarà sicuramente automatico) e può quindi manovrare l'auto senza nessuno a bordo.

Una app ed un link con lo smartphone potranno quindi dare il via alla manovra o, al contrario, interromperla. Una possibilità che può essere molto utile per le persone a ridotta mobilità o in presenza di spazi così ristretti da non poter uscire dall'auto parcheggiata. Preso atto dell'esistenza di questi sistemi e di una loro prevedibile e progressiva diffusione, il Governo del Regno Unito ha annunciato di aver avviato una consultazione per esaminare la questione.

ZONA GRIGIA La definizione di norme ad hoc è necessaria perché in UK gli attuali regolamenti lasciano i sistemi di parcheggio a controllo remoto in una specie di area grigia perché per i veicoli in movimento è richiesta la presenza del guidatore a bordo. Secondo il documento in fase di consultazione è infatti possibile che i sistemi di parcheggio a distanza possano essere interpretati, dagli organi di vigilanza e dai Tribunali, come l'agire in violazione dei regolamenti. La proposta in fase di valutazione, come riportato da Autoexpress, ipotizza l'aggiunta di una nuova regola al Codice della Strada, che reciterebbe: “È possibile parcheggiare il veicolo tramite telecomando, utilizzando un'applicazione o un dispositivo di parcheggio legalmente conforme usati in maniera tale da non mettere in pericolo gli altri”. È stata comunque proposta un'altra modifica: “Anche se si utilizzano sistemi avanzati di assistenza alla guida, come sistemi di mantenimento della corsia e il parcheggio a controllo remoto, il conducente è comunque responsabile del veicolo e deve poter esercitare il pieno controllo su questi sistemi in ogni momento”. Annunciando l'inizio della consultazione il Ministro dei trasporti Jesse Norman ha dichiarato che “il parcheggio a distanza e l'assistenza autostradale possono potenzialmente trasformare i viaggi in auto, aggiungendo maggiore praticità e accessibilità ai conducenti in modo che possano parcheggiare e guidare con più sicurezza”.

Anche Mike Hawes, AD di SMMT, l'Associazione britannica dei costruttori e venditori dei veicoli, ha commentato positivamente: “Queste notizie sono buone perché danno chiarezza e fiducia ai consumatori. Registriamo favorevolmente il costante impegno del Governo teso a confermare il Regno Unito in prima linea nello sviluppo e nella diffusione dei veicoli connessi e autonomi” (leggi che il governo del Regno Unito spinge per lo sviluppo della guida autonoma anche sul versante delle assicurazioni). In Italia, invece, tutto tace: non si ha notizia di una presa d'atto dell'esistenza degli ADAS e men che meno dei sistemi di parcheggio a controllo remoto. Se qualcosa si muoverà in questa direzione, questo avverrà probabilmente in seguito alla volontà del Parlamento europeo di rendere obbligatori gli ADAS in Europa e non per un “moto” autonomo (è il caso di dirlo) delle nostre Istituzioni.

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