Tesla aggiorna Summon: il parcheggio automatico ora è a prova di incidenti

Dopo l'incidente della Tesla senza guidatore Musk lancia il fix di Summon che suona come una mezza ammissione di responsabilità

19 maggio 2016 - 9:58

Tesla ha aggiornato la funzione di parcheggio remoto con smartphone per le Model S e Model X chiamata “Summon” (leggi della presentazione della funzione di parcheggio remoto di Tesla), che adesso chiede all'utilizzatore di decidere la direzione verso la quale deve muoversi l'auto.

L'AGGIORNAMENTO DELL'APPLICAZIONE Le Tesla Model S e Model X hanno la possibilità di parcheggiarsi in autonomia così come di essere “richiamate” dal parcheggio – da qui il nome “Summon” – per raggiungere la posizione del proprietario alla velocità di un miglio l'ora. Tutto ciò può avvenire via smartphone, attraverso l'applicazione proprietaria di Tesla, che adesso ha subito un aggiornamento: dopo aver prima introdotto una funzione grazie alla quale l'auto cammina solo ed esclusivamente quando il proprietario tiene premuto il pulsante nell'applicazione, adesso l'utilizzatore dovrà prima scegliere la direzione di spostamento, per evitare di incorrere in errori. Così facendo Tesla ha allineato il proprio sistema con la concorrenza che ha in dotazione simili sistemi (leggi del parcheggio Pilot remoto di Mercedes).

SUMMON NON E' INFALLIBILE Una versione aggiornata dell'applicazione sembra essere una risposta all'incidente avvenuto in Utah (leggi come la Tesla Model S ha provocato danni parcheggiandosi da sola), che ha visto coinvolta una Model S durante il parcheggio in modalità Summon. L'auto ha cominciato a muoversi ed ha urtato contro un rimorchio che i sensori non hanno intercettato, probabilmente a causa dell'elevata altezza da terra dello stesso, e di conseguenza hanno permesso al veicolo di bloccarsi. Il proprietario ha però lanciato un'accusa contro Tesla ed il suo sistema, ritenendolo del tutto responsabile dell'accaduto.

TESLA NON SI RITIENE RESPONSABILE Dal lato suo Tesla ha cominciato a declinare qualsiasi responsabilità, soprattutto dopo aver analizzato i dati di utilizzo della vettura in questione: secondo quanto emerso dai logs il proprietario avrebbe deliberatamente ignorato i messaggi di pericolo mostrati dopo aver avviato la funzione di parcheggio autonomo, mentre l'auto avrebbe iniziato la manovra pochi secondi dopo l'uscita del conducente. A questo si aggiungerebbe anche la disattivazione, da parte sempre del proprietario, dell'opzione di sicurezza che permette all'auto di muoversi solo con la pressione prolungata del tasto di parcheggio, lasciando così all'auto il beneficio di eseguire l'operazione previo blocco ordinato attraverso la pressione dell'icona dell'applicazione o del tasto sul telecomando.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto elettriche FCA: l’assemblaggio delle batterie dal 2020 in Italia

Pressione pneumatici invernali: perché le gomme si sgonfiano col freddo

Automobilisti senza cintura multa

Automobilisti senza cintura: una multa ogni cinque minuti