Daimler raddoppia la puntata in Cina, quote azionare a BAIC

Daimler punta sulla Cina e nonostante il mercato sia instabile offre le proprie quote a BAIC. Il pessimismo però serpeggia tra gli altri costruttori

17 settembre 2015 - 11:00

Negli ultimi mesi l'andamento dei mercati asiatici è stato alquanto altalenante. Abbiamo visto andare in frantumi le speranze di alcuni costruttori internazionali e abbiamo assistito alla decisa frenata del mercato cinese, la prima dopo sette anni di crescita continua. Ma statistiche e grafici non vengono letti da tutti allo stesso modo e c'è chi, come il solido gruppo Daimler AG, continua a guardare a oriente con positività. Scopriamo i progetti Mercedes all'ombra della Grande Muraglia e come vivono il momento gli altri Big delle quattro ruote.

MATRIMONIO D'INTERESSE – Dieter Zetsche, il baffuto presidente Daimler, ha dichiarato di essere in trattative con la Beijing Automotive Group Holding, azienda cinese a controllo statale nota anche come BAIC Group, per offrire l'opportunità al colosso asiatico di acquisire quote societarie del gruppo tedesco. Ad oggi non è stato ufficializzato alcun atto, ne è stata specificata la quota che lo storico brand teutonico andrà a consegnare agli investitori cinesi. Tra i due gruppi industriali corre buon sangue e questa non è una novità. Già dal 2013 Daimler detiene il 13% di BAIC ed è in essere una joint venture per produrre in Cina automobili a marchio Mercedes Benz (prevalentemente i modelli Classe C  – vedi la prova in pista in anteprima – e il Crossover GLA. Secondo alcuni analisti il prossimo accordo economico potrebbe essere di proporzioni ben superiori rispetto a quanto in atto finora. Le motivazioni di questo “intreccio” a doppia trama sono da ricercare proprio nel particolare asset societario di Daimler: al contrario di altre grandi realtà, come BMW e Volkswagen, nelle quali la maggior parte delle azioni sono in mano a singole famiglie, il capitale dell'azienda di Stoccarda è invece frammentato tra gruppi finanziari e investitori privati. Il rischio di una scalata non “gradita” è quindi tangibile e l'ingresso di un grosso investitore, amico e alleato, potrebbe rappresentare una garanzia di stabilità a lungo termine. Dal punto di vista dei cinesi di BAIC avere una quota di controllo su Daimler significa poter mettere le mani su un bagaglio di conoscenze tecnologiche di proporzioni stellari e disporre di prodotti e soluzioni tecnologiche made by Mercedes potrebbe cambiare radicalmente la storia delle auto prodotte in Cina, consentendone il rilancio sui mercati internazionali.

CHI VEDE IL BICCHIERE MEZZO PIENO – Nonostante la batosta presa in India, con pesanti tagli al personale degli stabilimenti locali, l'alleanza Renault Nissan sembra non essere impensierita dallo stato di salute del mercato cinese. Carlos Ghosn, il numero uno del gruppo franco-nipponico, ha mostrato ottimismo sul futuro dei propri brand in Oriente. Puntando sull'apertura del nuovo stabilimento produttivo in Cina e sulla determinazione del Governo locale nel voler rilanciare in tempi brevi l'economia. Interessante è la metafora usata da Ghosn per definire la filosofia dell'Alleanza riguardo le attività del Gruppo nei Paesi Emergenti: “è proprio per l'alta volatilità di questi mercati che bisogna essere attivi in ognuno di essi, se su un Paese si addensano le nubi di una crisi, in un altro si coglieranno i segni di una ripresa”.

E CHI PREPARA IL PIANO DI FUGA – Atteggiamento diametralmente opposto è quello dei vertici Volkswagen, i quali sembrano fortemente preoccupati riguardo agli scricchiolii dell'economia cinese; sono già stati attuati diversi correttivi, prevalentemente tagli, per arginare le perdite negli stabilimenti VW in Cina. Sono stati azzerati bonus e premi di produzione e sono stati pesantemente rivisti i turni di lavoro degli operai. Nello stesso stato d'animo sono BMW e General Motors, quest'ultima particolarmente esposta economicamente, per via di colossali investimenti sui mercati cinese e indiano. Non ci resta che attendere gli eventi e vedere se verrà premiato l'audace ottimismo o se avrà ragione chi ha avuto timore e ha limitato i danni.

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