India: da terra promessa all'incubo dei Costruttori occidentali

Il Mercato indiano si rivela pieno di insidie e i Costruttori corrono ai ripari per evitare una batosta colossale

1 settembre 2015 - 15:00

Come una marea impazzita il mercato globale dell'auto oscilla e cambia forma, mutando praticamente all'improvviso. Appena qualche settimana fa avevamo discusso sulle manovre dei costruttori per insediarsi nel mercato indiano, un nuovo Eldorado che avrebbe offerto, secondo gli analisti, grandi opportunità di vendita ed ottime prospettive a breve termine. Ma lo scenario è mutato quasi da un giorno all'altro e mettere le mani sul nuovo filone d'oro non sembra affatto semplice. Scopriamo cosa è cambiato.

IL PERCORSO A OSTACOLI INDIANO – Il mercato indiano si è rivelato una piazza commerciale piuttosto ostica e complessa; nonostante il trend di vendita positivo degli ultimi mesi, gli operatori occidentali sembrano non avvertire questa “brezza” benefica, anzi; case come General Motors, Nissan e Renault hanno patito perdite tali da indurle a ridimensionare la produzione ed operare tagli consistenti al personale locale. Quello che sembrava un mercato facile da colonizzare si sta rivelando una fortezza blindata, nella quale continuano a risiedere e prosperare gli storici operatori Maruti Suzuki e Hyundai, profondamente radicati nel paese, sia a livello di infrastrutture che per le gamme di modelli, praticamente cucite su misura dell'utenza indiana. Volendo identificare gli ostacoli che i brand europei, nordamericani e nipponici stanno incontrando lungo il loro cammino, metteremmo al primo posto proprio la mancanza di modelli idonei alla reale domanda del mercato, per dimensione, stile e prezzo. La seconda lacuna è la disponibilità di una rete di vendita capillare, che raggiunga anche i centri abitati più piccoli e lontani dalle grandi città. La maggiore domanda di auto nuove è infatti registrata nelle zone rurali e periferiche, mentre il trend nelle metropoli sembra quello di una cauta esitazione nell'acquisto di nuove vetture. Questo ha stroncato le vendite dei modelli a marchio Datsun, immessi sul mercato dall'alleanza Renault Nissan; pur essendo vetture di taglia piccola e decisamente low cost, non hanno trovato spazio proprio per la mancanza di concessionari. Infine a compromettere la scalata al mercato indiano contribuiscono seriamente i costi di manutenzione e dei servizi post-vendita.

SOLUZIONE: MODELLI AD HOC E RETE VENDITA CAPILLARE – Quello che sembra essere sbagliato è quindi l'approccio che i marchi multinazionali hanno adottato in India; la formula “creare grandi impianti di produzione e assemblare modelli in loco” questa volta non sembra proprio bastare. La lezione, imparata a caro prezzo, è senz'altro servita e le Case costruttrici stanno decisamente ridimensionando le proprie strategie per ottenere un posto al sole in quello che, comunque, secondo gli analisti finanziari, sarà entro il 2020 il terzo mercato mondiale. La cordata franco-nipponica di Renault e Nissan sembra voler provvedere a creare una nuova e più efficace rete di vendita, oltre a voler puntare su nuovi e più idonei modelli. Soluzione analoga sembra essere stata adottata da Ford e Volkswagen, decise ad immettere sul mercato indiano inediti modelli compatti. La Casa di Wolfsburg inoltre è decisa a spingere in particolar modo le vendite del proprio brand Skoda lanciando, entro il prossimo anno, tre nuovi modelli di berlina. Più radicale è il comportamento di General Motors, la quale ha già sospeso la produzione in uno dei due stabilimenti ed accantonato l'idea di immettere gli annunciati dieci nuovi modelli; il brand americano punterà piuttosto sull'esportazione di modelli dei segmenti A e B.

I PIU' FORTI SI GUARDANO LE SPALLE – Mentre gli “stranieri” corrono ai ripari, Maruti Suzuki e Hyundai si contendono la grande torta indiana, registrando incrementi di vendita in doppia cifra e preparando le difese in segmenti nuovi, almeno per il mercato locale. I due marchi sembrano infatti voler presenziare anche nel segmento dei SUV, ampliando le proprie gamme con modelli inediti e commercialmente allettanti, soprattutto rispetto alla concorrenza.

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