La Cina frena e General Motors scommette sull'India

La puntata pesante di General Motors per un posto al sole nel mercato indiano, entro il 2020 è atteso un boom di vendite

24 agosto 2015 - 10:00

Il mercato cinese dell'auto lancia da mesi preoccupanti segnali di una imminente contrazione; il filone d'oro sulla Via della Seta sembra destinato a esaurirsi e i grandi Gruppi automobilistici orientano la bussola verso le più promettenti mete di mercati emergenti alternativi. Tra le destinazioni dei futuri investimenti dei costruttori abbiamo scoperto poco tempo fa l'Iran, riaperto all'Occidente dopo il cambio di rotta nella politica nucleare, ma sembra esercitare una forte attrattiva anche l'immenso bacino del mercato indiano. L'americana General Motors sembra infatti determinata a investire 1 miliardo di dollari in India, auspicando entro il 2020 il raddoppio della quota di mercato.

RADDOPPIO VENDITE ENTRO IL 2020 – Il miliardo indiano rappresenta un quinto del budget che General Motors ha stanziato per gli investimenti a medio termine; il piano industriale del colosso USA prevede la realizzazione di una nuova gamma di veicoli a marchio Chevrolet in partnership con SAIC, Shanghai Automotive Industry Corporation, il marchio controllato dal Governo Cinese. La campagna espansionistica è una delle priorità del marketing strategico; il Presidente del Gruppo, Mary Barra, durante un briefing a Nuova Delhi afferma: ” la posizione predominante sul mercato globale di General Motors non può essere mantenuta senza corposi investimenti in un mercato in crescita come l'India”. Gli analisti, nonostante gli ultimi anni non siano stati proprio floridi, prevedono entro il 2020 una vera esplosione delle vendite nel mercato indiano. Un boom che porterebbe l'India direttamente al terzo posto nella classifica mondiale, appena dietro USA e Cina.

L'INDIA NUOVO POLO PRODUTTIVO – Il mercato indiano è tradizionalmente orientato verso brand giapponesi e coreani, Suzuki e Hyunday su tutti. I marchi occidentali hanno sempre incontrato difficoltà ad aquisire fette di mercato consistenti, finendo relegati ai margini delle classifiche di vendita. Nelle intenzioni della General Motors rientra il progetto di realizzare in India un vero e proprio “HUB” per l'esportazione nei paesi emergenti, cioè una piattaforma di produzione e distribuzione, dislocata e a basso costo. Stefan Jacoby, il responsabile per i mercati esteri della Casa americana, svela che negli stabilimenti indiani verranno prodotti dieci nuovi modelli da immettere sul mercato locale e da commercializzare anche su altre piazze in “crescita”. Inoltre, una volta avviato, l'HUB indiano sostituirà, per quanto riguarda la produzione low cost, l'analoga struttura che GM ha impiantato nella Corea del Sud. La piattaforma coreana sta patendo l'aumento del costo della manodopera e quindi verrà convertita per produrre modelli di gamma medio alta da veicolare a mercati “maturi” come quello europeo o nordamericano.

LA CINA SCRICCHIOLA, VW E FORD FANNO ROTTA PER L'INDIA – La scelta di insediarsi in un mercato promettente, di stabilirvi una struttura articolata per la produzione e per le l'esportazione, godendo del basso costo della manovalanza, sembra essere condivisa anche da altri Big delle quattro ruote. Marchi come Ford e Volkswagen stanno operando e investendo in maniera analoga proprio sul territorio indiano come contromisura alla prevista contrazione del mercato cinese. Gli analisti della Casa di Wolfsburg tengono in grande conto i trend globali e non fanno mistero delle perplessità sull'andamento delle vendite in Cina e in altri Paesi a rischio di instabilità, come Brasile e Russia. Dopo anni di crescita in doppia cifra percentuale in Cina, Volkswagen incassa un -4% nel primo semestre del 2015; il calo di consegne sarebbe attribuibile alla maggiore richiesta di modelli compatti e a basso costo, destinati alle zone rurali e meno sviluppate del Paese. Interpellato, Hans Dieter Poetsch, il responsabile controllo e finanze di Wolkswagen, dichiara che “passerà del tempo prima che in Cina il mercato torni ad offrire condizioni favorevoli, nell'attesa Volkswagen si concentrerà sul controllo e l'ottimizzazione dei costi”, lasciando presagire un ridimensionamento di investimenti e organico.

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