Superbollo 2026: dovuto anche con esenzione regionale del bollo
Superbollo: dal 2026 sarà dovuto anche se la regione prevede l'esenzione dal normale bollo auto. La novità nello schema del D.lgs. di riforma dei tributi locali
Superbollo: dal 2026 sarà dovuto anche se la regione prevede l'esenzione dal normale bollo auto. La novità nello schema del D.lgs. di riforma dei tributi locali
Altro che eliminare il Superbollo: nel 2026 la tassa sulle auto di grossa cilindrata risulterà perfino più severa perché sarà dovuta anche per i veicoli che beneficiano di esenzioni regionali dal bollo auto. La novità, insieme ad altre che riguardano la tassa automobilistica, fa parte dello schema del D.lgs. di riforma dei tributi locali varato dal Governo a maggio e ora al vaglio delle commissioni parlamentari.
CHE COS’È IL SUPERBOLLO E QUANTO SI PAGA
Il superbollo, imposta addizionale erariale del normale bollo auto incassato dalle regioni, è stato introdotto nel 2011 dal governo Berlusconi sulle auto di potenza superiore a 225 kW (306 CV), e poi riformato nel 2012 dal governo Monti con l’abbassamento della soglia d’ingresso a 185 kW (252 CV) e il raddoppio dell’importo da 10 a 20 euro per ogni kW sopra il limite. Il superbollo funziona con una sorta di meccanismo a scalare, ossia l’importo si riduce con il passare del tempo. Nello specifico i possessori dei veicoli interessati pagano inizialmente 20 euro per ogni kW sopra la soglia di 185, che però scendono a 12 euro dopo 5 anni dalla data di immatricolazione, a 6 euro dopo 10 anni, a 3 euro dopo 15 anni e infine a zero dopo 20 anni. Come per il normale bollo auto anche per il superbollo sono previste esenzioni e riduzioni.
SUPERBOLLO NON SI PAGA SE REGIONE PREVEDE UN’ESENZIONE DAL BOLLO AUTO
Una delle esenzioni più note dal pagamento del Superbollo riguarda l’applicazione delle medesime esenzioni regionali dal bollo auto. In pratica se una regione o provincia autonoma prevede l’esenzione dalla tassa automobilistica per una determinata categoria di veicoli (ad esempio per le vetture ibride), il beneficio vale anche per i veicoli soggetti al superbollo. Lo ha confermato, di recente, anche la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Roma, accogliendo con la sentenza 14704/5/2022 il ricorso di un contribuente proprietario di un’auto ibrida immatricolata nel Lazio, esentata dalla normativa regionale. Sebbene l’Agenzia delle Entrate avesse comunque preteso il pagamento del superbollo, i giudici della CGT hanno invece ritenuto che l’esenzione dal tributo principale comporti anche quella dell’addizionale.

DAL 2026 CAMBIA TUTTO: IL SUPERBOLLO SARÀ DOVUTO ANCHE SE LA REGIONE PREVEDE L’ESENZIONE DAL BOLLO
Ma dal 2026 non sarà più così e, per non creare equivoci, il governo ha deciso di metterlo nero su bianco. L’articolo 13 comma 2 dello schema del D.lgs. di riforma dei tributi locali dispone infatti che, dal 2026, il superbollo sarà dovuto anche nei casi in cui la normativa regionale o di una provincia autonoma preveda l’esenzione dal bollo auto standard. Il pagamento del superbollo resterà invece escluso nei casi in cui l’esenzione sia stabilita da una norma statale. Quindi se l’esenzione è regionale: il superbollo si paga. Se l’esenzione è nazionale: il superbollo non si paga. Un esempio di esenzione nazionale (per un periodo di 5 anni) è quella che riguarda i veicoli elettrici, ai sensi dell’art. 20 del DPR n. 39/1953.
Come specifica Il Sole 24 Ore, la modifica introdotta dal governo attua l’articolo 13 della legge-delega per la riforma fiscale (legge n. 111/2023), che prevede la trasformazione di alcuni ‘tributi propri derivati’ in ‘tributi propri regionali’, dotati quindi di maggiore autonomia. In tale contesto, il superbollo, che era e resta tributo statale, viene sganciato dalle discipline agevolative locali, in coerenza con i principi del federalismo fiscale.
Certo, le intenzioni iniziali erano di eliminarlo del tutto, ma magari se ne riparlerà un’altra volta. Anche perché vanno trovati da un’altra parte i 197 milioni di euro (dato del 2022) che il gettito del superbollo garantisce annualmente, con un andamento peraltro in crescita.