Abolizione Superbollo: Salvini riaccende la questione, ma per ora solo chiacchiere

Abolizione Superbollo: Salvini riaccende la questione, ma per ora solo chiacchiere

Scopri le ultime novità sull'abolizione del superbollo e le possibili modalità di cancellazione nel 2026, in base alle dichiarazioni del ministro Salvini

 

Scopri le ultime novità sull'abolizione del superbollo e le possibili modalità di cancellazione nel 2026, in base alle dichiarazioni del ministro Salvini

25 Giugno 2026 - 15:30

Si torna a parlare dell’abolizione del superbollo e non è la prima volta dopo i tentativi andati a vuoto nel 2024 e nel 2023). Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è tornato sulla questione nel corso di un evento organizzato da Aniasa, confermando che il Governo sta valutando una revisione della tassa sulle supercar. Tuttavia per il momento si tratta soltanto di annunci, e per giunta fumosi, di concreto non c’è nulla.

CHE COS’È IL SUPERBOLLO E QUANTO SI PAGA

Il superbollo, imposta addizionale rispetto alla normale tassa automobilistica, è stato introdotto nel 2011 dal governo Berlusconi sulle auto di potenza superiore a 225 kW (306 CV), e poi riformato nel 2012 dal governo Monti con l’abbassamento della soglia d’ingresso a 185 kW (252 CV) e il raddoppio dell’importo da 10 a 20 euro per ogni kW sopra il limite. Il superbollo funziona con una sorta di meccanismo a scalare, ossia l’importo si riduce con il passare del tempo. Nello specifico i possessori dei veicoli interessati pagano inizialmente 20 euro per ogni kW sopra la soglia di 185, che però scendono a 12 euro dopo 5 anni dalla data di immatricolazione, a 6 euro dopo 10 anni, a 3 euro dopo 15 anni e infine a zero dopo 20 anni. Come per il normale bollo auto anche per il superbollo sono previste esenzioni e riduzioni.

PERCHÉ SI VUOLE ABOLIRE IL SUPERBOLLO?

Introdotta in un periodo di grave crisi economica per l’Italia, nel corso degli anni la misura del superbollo ha mostrato chiari limiti, riconosciuti quasi all’unanimità, perché a fronte di un gettito tutto sommato modesto (in media circa 200 milioni di euro all’anno) ha penalizzato il mercato delle auto sportive che garantiva notevoli introiti allo Stato sotto forma di IVA sull’acquisto, IPT, bollo, accise sui carburanti e IVA sulla manutenzione. E i costi di riscossione si sono spesso rivelati più alti degli introiti generati dalla tassa. In pratica, più che ‘dare’ ha ‘tolto’. Quello del superbollo è un problema comune ad altri ‘micro-prelievi’ che spostano poco o nulla nel bilancio dello Stato ma tartassano i cittadini e ingolfano inutilmente la macchina burocratica.

Superbollo auto calcolo

ABOLIZIONE SUPERBOLLO 2026: COSA PUÒ SUCCEDERE

In realtà nel 2023 il Governo ha mosso passi concreti per abolire il Superbollo, inserendo la misura nella legge delega per la riforma fiscale, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 14 agosto dello stesso anno, che nell’articolo 10 cita testualmente l’esigenza di “riordinare le tasse automobilistiche, anche nell’ottica della razionalizzazione e semplificazione del prelievo, valutando l’eventuale e progressivo superamento dell’addizionale erariale sulla tassa automobilistica per le autovetture e gli autoveicoli destinati al trasporto promiscuo di persone e cose, aventi potenza superiore a 185 chilowatt, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica a carico del settore delle tasse automobilistiche“.

Dunque l’appiglio legale per abolire il superbollo auto ci sarebbe pure, anche se la norma contiene più una dichiarazione d’intenti (“valutare l’eventuale e progressivo superamento…“) che una vera e propria disposizione. Quello che manca sono le risorse per mettere in pratica, con un apposito decreto attuativo, quanto auspica la legge delega 2023.

Ostacolo che per Salvini non sarebbe però insormontabile. Intervenendo il 24 giugno 2026 all’evento “Le nuove frontiere della mobilità” organizzato a Roma da ANIASA, l’associazione di Confindustria che rappresenta il settore del noleggio e dei servizi di mobilità, il ministro dei Trasporti ha rivelato che il dossier sul superbollo è ancora aperto e in fase di valutazione. Secondo quanto emerso dall’intervento, l’obiettivo dichiarato è quello di valutare interventi che possano ridurre il peso fiscale su chi utilizza veicoli ad alte prestazioni. “Stiamo lavorando sulla revisione del superbollo per venire incontro alle esigenze di chi lavora e muove benessere e ricchezza“, ha assicurato Salvini. Molto bene ma si tratta di dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano visto che non contengono alcun dettaglio su come il Governo intenda muoversi per abrogare, o quanto meno ridurre, la tassa. Allo stato attuale, non possiamo fare altro che attendere.

Commenta con la tua opinione

X