Revisione auto: novità in vista, l’UE mette gli ADAS nel mirino

Revisione auto: novità in vista, l’UE mette gli ADAS nel mirino

La Commissione UE mira a nuove regole UE per la revisione auto dal 2026 con controlli più rigorosi su ADAS ed emissioni

 

La Commissione UE mira a nuove regole UE per la revisione auto dal 2026 con controlli più rigorosi su ADAS ed emissioni

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8 Maggio 2026 - 16:15

L’Unione Europea vuole dare l’ennesimo giro di vite alla revisione periodica dei veicoli: è una proposta che passa al vaglio degli organi competenti, riferisce l’ANSA. Per capirci, il passaggio burocratico è questo: la Commissione per i Trasporti e il Turismo (TRAN) del Parlamento UE ha approvato la bozza sul controllo obbligatorio a vetture e commerciali. Se leggete nel web che la norma è operativa, si tratta di una fake. Se leggete che la Commissione UE ha deciso in tal senso, è una seconda fake: questa è la Commissione Trasporti del Parlamento, un’altra cosa rispetto all’esecutivo. Ecco il link preciso per chi volesse addentrarsi nei mille cavilli.

COSA CAMBIERÀ: 1) ADAS SOTTO TORCHIO

Oggi, gli ADAS – sistemi avanzati di assistenza alla guida -, airbag e frenata automatica d’emergenza non sono oggetto di ispezioni: la Commissione ha votato affinché siano inclusi. In più ecco prove specifiche per veicoli elettrici a batteria e ibridi. Si mira all’introduzione delle misurazioni di particolato e ossidi di azoto su base volontaria: i singoli Paesi decideranno. Approvati i test per verificare la conformità dei veicoli dopo richiami obbligatori: altrimenti, si è bocciati alla revisione. Sempre a favore della sicurezza stradale e dell’ambiente.

COSA CAMBIERÀ: 2) ANTI SCHILOMETRAGGIO

Per contrastare le truffe di chi porta indietro i contachilometri, per vendere auto usate a prezzi superiori rispetto a quelli di mercato, si propone l’obbligo per le officine di registrare le letture. Le Case devono inserire i dati dei veicoli connessi in un database nazionale: obbligo solo per riparazioni superiori a un’ora.

Revisione periodica obbligatoria, l’Europa mette gli ADAS nel mirino

COSA CAMBIERÀ: 3) REVISIONE OVUNQUE

Se la proposta diverrà legge, si potrà effettuare la revisione di un’auto in un Paese diverso da quello di immatricolazione: verrà rilasciato un certificato temporaneo di idoneità alla circolazione, valido per sei mesi. La revisione successiva dovrà comunque essere effettuata nel Paese di immatricolazione. Obiettivo: agevolare la libera circolazione delle persone all’interno dell’UE.

COSA CAMBIERÀ: 4) MOTOCICLI

I deputati sostengono anche la proposta di eliminare l’attuale flessibilità per i test periodici delle motociclette di cilindrata oltre 125 cc, rendendoli obbligatori. Supportano inoltre l’estensione dei controlli di idoneità stradale alle motociclette elettriche pesanti.

COSA CAMBIERÀ: 5) SU STRADA

Le norme attuali prevedono l’obiettivo UE del 5% di autobus e camion controllati tramite ispezioni tecniche su strada. I deputati concordano che il 5% debba invece diventare un obiettivo nazionale e chiedono che le ispezioni su strada siano estese anche ai furgoni. È stato inoltre concordato che queste ispezioni debbano monitorare le emissioni inquinanti di auto, moto, furgoni, camion e autobus, richiedendo ulteriori verifiche tecniche per i veicoli potenzialmente ad alte emissioni. I Paesi UE potrebbero utilizzare lo stesso sistema per contrastare l’inquinamento acustico.

RESTA LA CADENZA DEI DUE ANNI

C’era in ballo la proposta di ridurre da due a un anno gli intervalli di revisione tecnica per auto e furgoni con più di dieci anni: idea respinta. La misura non è proporzionata: mancano prove sufficienti sulla sua efficacia nella riduzione degli incidenti. Se ne riparla in Parlamento, in seduta plenaria, verso metà maggio, tanto per iniziare.

PARLA IL RELATORE

Il relatore Jens Gieseke (PPE, DE) ha dichiarato: “Il nostro traguardo è rendere le strade europee più sicure e le ispezioni più efficienti, intensificando la lotta contro le frodi, senza imporre oneri aggiuntivi a consumatori e imprese. Nessuna revisione annuale per i veicoli con più di 10 anni e nessun requisito di test supplementare per i veicoli commerciali leggeri: questo invia un chiaro segnale di sollievo per i consumatori e, in particolare, per le piccole e medie imprese“.

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