Multe stradali 2027: buona notizia o stangata? Tutta la verità

Multe stradali 2027: buona notizia o stangata? Tutta la verità

L’aggiornamento degli importi delle multe non sarebbe più automatico ogni due anni in base all’inflazione: scatterebbe quando la variazione dell’indice dei prezzi al consumo supererà il 5%

 

L’aggiornamento degli importi delle multe non sarebbe più automatico ogni due anni in base all’inflazione: scatterebbe quando la variazione dell’indice dei prezzi al consumo supererà il 5%

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31 Agosto 2026 - 13:35

Ecco una delle novità contenute nel testo-base del possibile nuovo Codice della strada 2027, voluto dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e attualmente in discussione. L’aggiornamento degli importi delle sanzioni non avverrebbe più automaticamente ogni due anni sulla base dell’inflazione, ma soltanto al superamento di una soglia del 5%. Secondo gran parte dei siti web, sarebbe una buona notizia per gli automobilisti: niente piccoli rincari automatici ogni due anni, anche per le multe per infrazioni rilevate da autovelox, telecamere e altri dispositivi. Ma è davvero così?

MULTE STRADALI OGGI E DOMANI

Oggi la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie viene aggiornata ogni due anni in misura pari all’intera variazione, accertata dall’Istat, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti. È quanto prevede l’articolo 195 del Codice della strada. Negli ultimi anni, però, questo meccanismo è stato congelato dal Governo, anche alla luce della forte crescita del costo della vita.

Domani, con il nuovo meccanismo, la logica cambierebbe. Se dall’ultimo adeguamento l’inflazione cumulata rimane sotto il 5%, le multe restano ferme. Ma se la soglia del 5% viene superata, l’adeguamento scatterebbe sulla base dell’inflazione maturata dall’ultimo aumento. Ed è qui che potrebbe esserci la sorpresa.

RINCARI DELLE SANZIONI: RINVIO TEMPORALE

Il nuovo meccanismo non equivale necessariamente a un blocco definitivo degli aumenti. Piuttosto, può essere letto come uno spostamento nel tempo degli adeguamenti. Finché l’inflazione cumulata rimane sotto la soglia del 5%, le sanzioni restano congelate. Si evitano così i piccoli aumenti periodici che, con il sistema precedente, potevano scattare automaticamente ogni due anni. Ma cosa succede quando il 5% viene superato?

Se il testo-base confermerà il meccanismo attualmente previsto, l’adeguamento non riguarderà soltanto la parte di inflazione superiore al 5%. L’aumento potrebbe infatti tenere conto dell’intera variazione maturata dall’ultimo adeguamento. In altre parole, la soglia del 5% funziona come un interruttore: sotto quel limite non succede nulla; una volta superata, però, può arrivare in un’unica soluzione l’adeguamento dell’inflazione accumulata. Morale, secondo noi parlare semplicemente di “sconto” per gli automobilisti potrebbe essere fuorviante.

Multe stradali 2027

PRO E CONTRO DELLA REGOLA

Il vantaggio immediato per chi prende una multa è evidente: per un certo periodo l’importo rimane invariato. Il rovescio della medaglia è che, quando arriverà l’adeguamento, il rincaro potrebbe essere più consistente rispetto a quello che si sarebbe avuto con piccoli aumenti periodici. Un aumento differito e concentrato in un’unica soluzione. Non si applica infatti retroattivamente alle multe già pagate: l’eventuale nuovo importo varrebbe per le sanzioni alle quali sarà applicabile dopo l’entrata in vigore dell’adeguamento.

PER I COMUNI COSA CAMBIA COL NUOVO MECCANISMO DELLE MULTE

Nel breve periodo, il congelamento degli adeguamenti può significare che i Comuni non beneficiano dei piccoli aumenti periodici delle sanzioni. Ma, se l’inflazione supera la soglia prevista e l’adeguamento viene effettuato sulla base dell’intera variazione maturata dall’ultimo aumento, l’importo delle multe potrebbe crescere in modo più significativo in un’unica occasione.

Questo può avere un effetto anche sulle entrate derivanti dalle sanzioni, soprattutto negli Enti che effettuano un elevato numero di accertamenti attraverso autovelox, telecamere e altri sistemi di rilevazione. Insomma, non necessariamente una riduzione delle multe. Piuttosto, un cambio di meccanismo: meno piccoli rincari automatici, ma il rischio di aumenti più consistenti quando l’inflazione supera la soglia prevista.

In chiusura, giusto per cercare di mettere un minimo di ordine, questa nuova riforma del Codice della strada arriverebbe dopo quella varata nel 2024, che non si è esaurita con le norme entrate in vigore il 14 dicembre di quell’anno, ma ha previsto anche una delega per la revisione complessiva del Codice e numerosi ulteriori provvedimenti attuativi.

Insomma, tra modifiche normative, decreti legislativi, regolamenti e decreti ministeriali, il quadro non sembra esattamente improntato alla massima semplificazione di una materia già di per sé piuttosto complicata, con vari colpi di scena (vedi PEC, visite degli automobilisti over 85 anni).

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