PEC obbligatoria per comprare l’auto? Salvini dice no
Dopo le indiscrezioni sull’obbligo di PEC per comprare l’auto nel futuro nuovo Codice della Strada 2026/27, il ministro delle Infrastrutture blocca tutto
Dopo le indiscrezioni sull’obbligo di PEC per comprare l’auto nel futuro nuovo Codice della Strada 2026/27, il ministro delle Infrastrutture blocca tutto
PEC obbligatoria per comprare l’auto e per fare la revisione: questa la pseudo news che ha scaldato l’estate. In realtà si trattava di un testo-base su cui ragionare per la riforma del Codice della Strada 2026/27, mentre si attendevano le osservazioni delle associazioni competenti per il 13 settembre. Alla fine, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha stoppato tutto, dicendo che le cose restano come prima. Molti siti hanno dato la novità per certa, come se fosse una legge già approvata. In realtà, non è vero che esiste una nuova normativa secondo cui tutti i proprietari di auto e i titolari di patente devono avere un indirizzo di Posta Elettronica Certificata necessario per il rilascio e l’aggiornamento dei documenti di circolazione. Niente PEC neppure per effettuare la revisione periodica obbligatoria in Motorizzazione civile e per ottenere e rinnovare la patente di guida.
PEC OBBLIGATORIA PER L’AUTO: TUTTO RESTA COM’È
Era una delle decine di proposte su cui oltre 100 fra associazioni di settore, tecnici, professionisti, sindacati e imprese stanno mandando al ministero riflessioni e suggerimenti.
Di conseguenza, per i conducenti e i proprietari di veicoli non cambia nulla rispetto al passato: l’attivazione e la registrazione di una PEC tramite l’Indice Nazionale dei Domicili Digitali (INAD) restano una scelta del tutto facoltativa e volontaria, contrariamente a quanto previsto per professionisti e imprese.
IL NO DI SALVINI ALLA PEC: COME MAI?
Sentiamo Salvini: “Nessuna obbligatorietà e nessun nuovo vincolo. Lavoriamo per semplificare le procedure e la vita dei cittadini, e soprattutto per garantire a tutti più sicurezza sulle strade italiane”. Quindi, la PEC avrebbe complicato l’esistenza degli automobilisti, stano all’interpretazione delle parole del ministro.
L’intervento politico del ministero ha voluto evitare un cortocircuito normativo, privilegiando un approccio graduale che non trasformi la transizione digitale in un ulteriore fattore di esclusione sociale. Ma allora, perché la regola è stata inserita nel testo-base? E perché si chiedeva il parere delle associazioni di settore?

RESTA IL MISTERO: PRIMA LA PROPOSTA DELLA PEC, POI L’INVERSIONE DI MARCIA
La circolazione di indiscrezioni allarmanti durante agosto ha generato confusione tra gli automobilisti italiani, convinti che l’acquisto di una vettura o il rinnovo della licenza di guida potessero presto dipendere dal possesso di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata.
L’impatto mediatico della vicenda PEC ha messo in luce quanto sia delicato l’equilibrio tra la digitalizzazione della pubblica amministrazione e la reale accessibilità dei servizi per l’intera cittadinanza. Molti esperti del settore automotive avevano evidenziato come un simile obbligo generalizzato avrebbe rischiato di penalizzare le fasce di popolazione meno avvezze all’uso degli strumenti digitali, creando barriere burocratiche significative per la compravendita di veicoli tra privati o per le normali operazioni di gestione quotidiana dell’auto.
Parallelamente, le associazioni di categoria continuano a monitorare l’evoluzione del dibattito legislativo, chiedendo maggiore trasparenza e un confronto preventivo strutturato prima che bozze preliminari di questa portata vengano diffuse pubblicamente, generando inutili allarmismi.
CODICE DELLA STRADA APPENA RIFORMATO IN ATTESA DI ALTRE REGOLE
Ricordiamo che a dicembre 2024, dopo una gestazione lunghissima, è arrivata la più recente riforma del Codice della Strada, accompagnata da decreti attuativi successivi. Questa sarebbe seconda ondata di nuove norme nel 2026/27.
È vero che occorre inseguire le nuove tecnologie e le nuove forme di mobilità, nel tentativo di arginare l’abnorme numero di incidenti, feriti e morti. Ma la giungla normativa sulla circolazione stradale continua a infittirsi, rischiano di creare non poche difficoltà di orientamento per automobilisti e operatori a causa del succedersi ravvicinato di interventi legislativi e decreti attuativi. Questo ritmo incessante di modifiche trasforma il quadro giuridico in un cantiere perenne.