Divieto di transito

Divieto di transito autoveicoli: segnali e multe

Focus sul divieto di transito autoveicoli: i segnali stradali specifici e le multe previste in caso di infrazione del divieto

9 aprile 2021 - 13:00

I segnali di divieto sono tantissimi, quelli di divieto di transito parecchi e quelli ancor più specifici di divieto di transito autoveicoli in buon numero e molto comuni specie nelle strade urbane. Ma chi si ricorda con esattezza tutti i cartelli? Proviamo a riepilogarli nelle prossime righe ricordando anche multe e sanzioni in caso di infrazione.

IL SEGNALE DI DIVIETO DI TRANSITO

I segnali di divieto sono generalmente circolari e bordati di rosso (a differenza dei segnali di pericolo che sono triangolari), anche se vi sono delle eccezioni. Il cartello generico di divieto di transito, valido per tutti i veicoli (ma non per i pedoni), è quello circolare bianco con bordo rosso, senza alcuna figura. È posto su entrambi gli accessi della strada e vieta la circolazione nei due sensi di marcia. Può essere integrato da pannelli che indicano una validità del divieto limitata nel tempo (ad esempio dalle 8 alle 22), o che escludono una o più determinate categorie di veicoli (spesso capita con i velocipedi). Il segnale di divieto di transito si differenzia dal segnale di senso vietato (cartello circolare rosso con banda orizzontale bianca) perché il secondo vieta di entrare in una strada comunque accessibile dall’altra parte, ossia a senso unico.

DIVIETO DI TRANSITO AUTOVEICOLI

Come scrivevamo all’inizio esistono specifici segnali di divieto di transito per gli autoveicoli. Ci riferiamo in particolare al cartello che vieta l’accesso in una strada agli autoveicoli e ai motoveicoli con 3 o più ruote (tricicli e quadricicli a motore). Questo segnale si riferisce esplicitamente ai suddetti veicoli: significa che ciclomotori e motocicli a 2 ruote hanno libero accesso, così come tutte le altre categorie, per le quali esistono appositi segnali di divieto. Il regolamento del Codice della Strada prevede infatti segnali di divieto di transito per numerosi altri veicoli a motore come motocicli, autotreni e autoarticolati, autobus, autocarri che superano 3,5 tonnellate e quelli che superano 6,5 tonnellate, veicoli a motore trainanti un rimorchio, macchine agricole e veicoli che trasportano merci pericolose, esplosivi o prodotti facilmente infiammabili oppure sostanze che potrebbero contaminare l’acqua.

Ci sono inoltre cartelli di divieto di transito che riguardano non la tipologia ma la dimensione dei veicoli: ad esempio veicoli di larghezza superiore a 2,30 metri, di altezza superiore a 3,50 metri e tutti i veicoli o complessi di veicoli lunghi più di 10 metri. E anche divieti che si riferiscono alla massa: tutti i veicoli di massa superiore a 7 tonnellate e tutti i veicoli di massa per asse superiore a 2,5 tonnellate.

SEGNALI DI DIVIETO DI TRANSITO VEICOLI NON A MOTORE

Il variegato mondo dei segnali di divieto di transito in Italia include anche diversi veicoli non a motore: biciclette (che riguarda i velocipedi in genere, tra cui i monopattini elettrici), veicoli a braccia e veicoli a trazione animale. C’è poi il segnale di divieto di transito per i pedoni che, fate bene attenzione, non va confuso con il segnale di percorso pedonale, sebbene abbiano al centro la medesima figura. Il cartello di divieto è infatti quello classico bianco con bordo rosso, mentre quello di percorso pedonale, che indica appunto un’area riservata ai pedoni su cui i veicoli non possono circolare, ha lo sfondo completamente azzurro.

DIVIETO DI TRANSITO: MULTE E SANZIONI

In base agli articoli 6 e 7 del Codice della Strada (l’ente proprietario della strada o il Sindaco possono stabilire obblighi, divieti e limitazioni di carattere temporaneo o permanente per ciascuna strada o tratto di essa, o per determinate categorie di utenti, in relazione alle esigenze della circolazione o alle caratteristiche strutturali delle strade), chi viola il divieto di transito fuori e dentro i centri urbani è soggetto a una multa da 87 a 344 euro. Non è prevista l’applicazione di sanzioni accessorie come la perdita di punti patente, anzi pagando la multa entro 5 giorni dall’accertamento o dalla notifica si ottiene uno sconto del 30% sull’importo.

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