Perché negli incidenti stradali è più facile dare la colpa agli altri?

“Non è colpa mia è stata l’auto!”. Ecco il nuovo capro espiatorio in caso di incidente. Quanto siamo però responsabili delle nostre azioni?

30 maggio 2022 - 9:50

Gli incidenti automobilistici sono una delle principali cause di morte in tutto il mondo, prevalentemente riconducibili all’errore umano. Anche in questo caso è spesso difficile ammettere di aver sbagliato, anzi si tende a dare la colpa agli altri. Focalizzarci sull’altro o sull’esterno ci fa sentire meno colpevoli. Ecco che la guida autonoma parrebbe essere un ottimo capro espiatorio. Da un lato si potrebbe sostenere che l’aumento dell’automazione dei veicoli possa ridurre gli incidenti stradali grazie ad un minore coinvolgimento del conducente. Dall’altro, però, l’automazione solleva ulteriori preoccupazioni sul livello di colpa del conducente e sulla responsabilità delle parti interessate, come produttori e governo. Uscire da questa impasse e individuare il vero colpevole è possibile?

FATTORE UMANO E INCIDENTI STRADALI: DI CHI E’ LA COLPA?

Uno studio ha esaminato l’attribuzione di colpa negli incidenti stradali, considerando diverse condizioni di comportamenti e automazione dei mezzi. Le quattro forme di comportamenti di distrazione del conducente analizzate sono state:

– Utilizzo del cellulare alla guida;

– Driver Fatigue, stanchezza al volante;

– Lavoro mentre si è in auto;

– Guida in stato di ebbrezza.

Queste sono state intersecate con quattro livelli di automazione del veicolo (manuale, parzialmente automatizzata, altamente automatizzata, completamente automatizzata). I risultati, ottenuti dall’osservazione dei 205 partecipanti, hanno rivelato che, a prescindere dal comportamento o livello di automazione, i conducenti sono stati ritenuti responsabili dell’incidente.  Con l’aumentare dell’automazione, l’attribuzione della colpa al conducente è diminuita, ma non è scomparsa. Con l’aumento dell’automazione è aumento poi il livello di colpa di altre parti interessate come la casa produttrice e il governo. Questi risultati ci riportano all’imprescindibile colpa dell’uomo. Ma sono tutti d’accordo?

IL DILEMMA DELLA GUIDA AUTONOMA: PAROLA AI PRODUTTORI

La guida autonoma, a livello legale, è ancora un campo minato con un regolamento non ben definito. Nemmeno per chi queste auto dovrebbe produrle. Alcuni marchi non sono disposti a esimere il conducente da ogni responsabilità. Audi, ad esempio, continua ad interrogarsi su chi sia il responsabile in caso di sinistro. Tesla, dal canto suo, rifiuta categoricamente ogni responsabilità e lascia la colpa all’automobilista, colpevole soprattutto di affidarsi troppo ad una tecnologia non ancora perfetta. Di recente, a cambiare le carte in tavola ci ha pensato Mercedes. Controcorrente ha dichiarato che è pronta ad assumersi le proprie responsabilità in caso di sinistro con un sistema di guida autonoma attivato. Secondo il produttore, il sistema funzionerebbe fino a 65 km/h su percorsi predeterminati, per cui l’auto sarebbe capace di gestire velocità, sterzo e frenata Mercedes, così, dichiara che il conducente è libero di vedere film, leggere e addirittura dormire. In caso di sinistro, sarà Mercedes stessa ad assumersi la colpa. Sbalorditivo o incosciente? Nessuna delle due, ma un’astuta strategia comunicativa e di marketing.

DARE LA COLPA AGLI ALTRI: LA TRAPPOLA DEL LOCUS OF CONTROL ESTERNO

Il Drive Pilot di Mercedes fornirebbe un avviso di 10 secondi per consentire al conducente di riprende in mano il volante con la massima attenzione. In auto vi sarebbero telecamere e microfoni per captare segnali come sirene e luci lampeggianti con tempo sufficiente per trasferire le responsabilità al conducente. Così come in condizioni di maltempo, che potrebbe causare una falsa lettura dei segnali. Eccoci quindi al punto di partenza. Ancora una volta il conducente che non riuscirà a reagire prontamente sarà il solo responsabile in caso di sinistro. Dare la colpa agli altri evita di mettere in discussione il nostro operato. Ragionare attraverso un locus of control esterno, ovvero giustificare le nostre azioni sulla base delle incorrettezze degli altri, è controproducente perché:

– Attiva uno scarico di responsabilità;

– Non si mette in discussione il proprio operato;

– Non si migliora;

– Si rimane in una stasi improduttiva;

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