Meno Car sharing, più auto privata e vite online: cambierà così l’Italia?

L’Italia cambierà dopo il Coronavirus o forse stava già cambiando? Spunti di riflessione sul rapporto tra italiani, auto, car sharing e vita online

23 aprile 2020 - 19:00

L’emergenza Coronavirus è tra gli eventi più catastrofici che si siano abbattuti sull’economia mondiale e l’automotive è uno dei settori industriali che ne farà le spese. Guardandoci intorno però il Coronavirus è anche l’impulso che ha cambiato e cambierà l’Italia. Oggi tutto ciò che scaturisce dal “distanziamento sociale”, sarà fondamenta del dopo Coronavirus. Dalla vita online cui ci stiamo abituando alla celebrazione dell’auto privata di cui ci siamo quasi privati. Dalle officine aperte 7/7 a una nuova visione di tutto ciò che è diventato superfluo con il Coronavirus e forse potremo fare a meno. Ecco una finestra su ciò che cambierà ed è già cambiato nel rapporto tra italiani e auto.

LA VITA ONLINE CON IL CORONAVIRUS

L’industria automotive è tra le prime ad aver incassato il colpo con l’emergenza Coronavirus: si è fermato tutto, dagli stabilimenti alle concessionarie e le vendite sono andate a picco. Mentre in questi giorni gli stabilimenti delle Case auto riaccendono le macchine, qualcosa fuori dalle fabbriche è già cambiato. E’ cambiato il modo con cui gli automobilisti immaginano l’acquisto dell’auto nuova. E’ stato necessario il ricorso allo smart working, per ridefinire il valore del tempo e della distanza azzerata da social network e  conferenze call. Fino a qualche anno fa era impensabile acquistare un’auto online convinti che “se non ti ci siedi dentro non è la stessa cosa”. Ma le abitudini degli italiani in fatto di auto sono cambiate in pochissimo tempo: l’82%, secondo un sondaggio di questi giorni vorrebbe configurare online l’auto assieme al venditore. Ma non solo: il 70% sarebbe felice di ricevere video e schede tecniche delle auto senza dover mettere piede in concessionaria.

CONCESSIONARIE PIU’ DIGITALI E SMART

Un cambiamento che smusserà molti spigoli dell’automotive al di fuori degli stabilimenti delle Case auto. Le concessionarie saranno più digitali per evitare l’estinzione, riducendo notevolmente i costi di magazzino, tra le voci del bilancio più pesanti. Faranno più consulenza online e ci sarà un contatto diretto tra cliente e Casa auto. Non è il futuro, è qualcosa che Tesla ha rodato dal 2012 e ha già ispirato anche Volkswagen e Renault. Nulla vieta che, come le concessionarie, i saloni auto internazionali potranno diventare digitali: le dirette streaming delle presentazioni mondiali nelle prime fasi del Coronavirus hanno funzionato lo stesso. E’ probabile che i contabili delle Case auto stiano già facendo i conti su quanti miliardi risparmierebbe l’azienda. E se il distanziamento sociale avesse innescato semplicemente un meccanismo che aspettava solo di essere attivato? Pensiamoci un attimo.

L’OFFICINA SOCIAL E SOLO SU APPUNTAMENTO

Fino a qualche anno fa meno del 50% delle officine indipendenti più piccole avevano un sito online (fonte MotorK). L’emergenza Coronavirus però ha innescato un cambiamento anche nel post vendita. Le linee guida sanitarie della fase 2 richiederanno più efficienza nell’organizzare gli appuntamenti, maggiore assistenza tramite i social e meno passeggiate in officina del sabato mattina. Dopo il Coronavirus è molto probabile che le officine vorranno recuperare parte dei ricavi persi con la limitazione agli spostamenti. Se durante l’estate bisognava essere fortunati a trovare un’officina aperta ad agosto, dopo il Coronavirus molti potrebbero aprire le serrande anche la domenica e soprattutto ad agosto. Più turni di lavoro anziché uno solo in un giorno (come tra le ipotesi dal Governo), sono un’eventualità piuttosto credibile ragionando sulle previsioni dell’aftermarket che riguardano le officine indipendenti.

L’AUTO PERSONALE COME IN UNA BOLLA

Non tutto però sarà digitale nella nostra vita, anzi forse proprio la necessità di ritrovare qualcosa che ci è stato sottratto riporterà tra i desideri, la voglia di rivivere l’auto. Ma l’auto privata, non quella condivisa: forse il car sharing sarà visto per un po’ con diffidenza. Perché se mettersi nel traffico per tornare a casa può essere poco piacevole, sedersi al volante della propria auto sarà più rassicurante, nonostante tutto.

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