Auto elettriche: la Cina blinda le terre rare contro lo spionaggio straniero
Pechino rafforza i controlli sulle terre rare strategiche per difendere industria hi-tech e produzione di auto elettriche dalla pressione straniera
Pechino rafforza i controlli sulle terre rare strategiche per difendere industria hi-tech e produzione di auto elettriche dalla pressione straniera
La Cina si protegge contro lo spionaggio straniero in materia di terre rare, elementi preziosissimi per le auto elettriche, strategici per industria tecnologica e difesa. Come riferisce l’organo del Partito, il Global Times, il ministero della Sicurezza di Pechino ha lanciato un nuovo allarme, perché le agenzie estere sarebbero sempre più interessate a infiltrarsi nei comparti industriali più sensibili del Paese. Nel mirino ci sono anche semiconduttori, pannelli fotovoltaici, chip avanzati e intelligenza artificiale. La stretta arriva in una fase delicata per il mercato delle vetture, sempre più dipendente da materiali indispensabili per batterie, motori e magneti permanenti.
SPIONAGGIO ESTERO SULLE TERRE RARE: COME AVVIENE
Le agenzie di spionaggio straniere utilizzano metodi come il monitoraggio di fonti aperte (open-source scraping), attacchi di phishing e acquisti sul dark Web per raccogliere in modo aggressivo informazioni sensibili relative ai settori chiave della Cina esposti sulle piattaforme online. Questi metodi consentono una rapida analisi dell’intelligence, un’infiltrazione precisa e attacchi mirati, aumentando l’efficienza e riducendo al contempo rischi e costi. Secondo il ministero, all’interno della stessa superpotenza asiatica, ci sarebbe troppo spesso una certa superficialità: mancano conoscenze di base sui rischi moderni, come la raccolta dati dei dispositivi intelligenti, la sincronizzazione sul cloud e i permessi delle app. Alcuni antepongono la comodità e l’efficienza alla sicurezza, aggirando le regole, semplificando le procedure e ignorando i protocolli.
LA CINA RAFFORZA I CONTROLLI
Il ministero ha dichiarato che le agenzie di intelligence straniere stanno aumentando le operazioni di reclutamento all’interno dei comparti industriali strategici del Paese: secondo Pechino, gli obiettivi principali riguardano industrie considerate decisive per la competitività tecnologica nazionale. Le autorità cinesi sostengono che alcuni soggetti stranieri abbiano tentato di ottenere informazioni sensibili sulle tecnologie di estrazione, raffinazione e commercio delle terre rare. In diversi casi, sarebbero emersi tentativi di esportazione illegale di materiali strategici attraverso documentazioni falsificate e triangolazioni commerciali.

COSA SONO LE TERRE RARE
Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici utilizzati nella produzione di componenti elettronici ad alte prestazioni. Nonostante il nome, non sono necessariamente rare in natura, ma risultano difficili da estrarre e soprattutto da raffinare. Questi materiali vengono impiegati nella realizzazione di magneti permanenti, motori elettrici, batterie, turbine eoliche, smartphone, sistemi militari e tecnologie digitali avanzate. Inoltre, sensori, inverter, radar e sistemi di assistenza alla guida dipendono da componenti che includono elementi rari. Elementi come neodimio, disprosio e terbio sono essenziali per costruire motori elettrici efficienti e compatti. La Cina domina il settore (si stima che abbia in mano l’80% del comparto) grazie alla propria capacità di estrazione, raffinazione e produzione industriale. Secondo diverse analisi internazionali, Pechino controlla gran parte della lavorazione mondiale delle terre rare e dei magneti utilizzati nell’industria tecnologica. Da anni, l’UE tenta di recuperare l’enorme svantaggio, senza riuscirci.
IL LEGAME CON LE AUTO ELETTRICHE
Le terre rare sono diventate centrali nello sviluppo delle auto elettriche: i motori di molti veicoli elettrici utilizzano magneti permanenti costruiti proprio con elementi come neodimio e disprosio. Questi materiali consentono di aumentare efficienza energetica, autonomia e prestazioni del motore. Anche le batterie e diversi sistemi elettronici presenti nelle vetture elettriche dipendono da materiali critici raffinati nella nazione del Dragone. Per questo motivo, qualsiasi stretta cinese sulle esportazioni o sulla produzione può avere effetti diretti sull’industria automobilistica internazionale: negli ultimi anni, molte Case automobilistiche hanno cercato alternative per ridurre la dipendenza dalle terre rare cinesi (non per nulla il Donbass fa gola a tanti). Alcuni costruttori stanno sviluppando motori elettrici privi di magneti permanenti oppure con quantità inferiori di materiali critici. Tuttavia la transizione richiede tempo e investimenti elevati. Le nuove tensioni sulle terre rare rischiano di avere ripercussioni importanti sul settore dell’auto elettrica: eventuali limitazioni all’export potrebbero provocare rincari e rallentamenti.