Donbass: un’enorme riserva di materie prime che fa gola alla Russia

Perché la Russia vuole il Donbass a tutti i costi? Ecco la mappa dei giacimenti di materie preziose, risorse energetiche e metalli nel Donbass

26 aprile 2022 - 13:00

I conflitti bellici sono tradizionalmente legati a interessi più economici che politici e le ingenti riserve attribuite al Donbass non sono casualmente sul fronte dello sconto tra la Russia e l’Ucraina. I giacimenti minerari, ben oltre a carbone, gas e greggio su cui la Russia basa le sue relazioni internazionali, sono fondamentali per mantenere un’dipendenza che sta indebolendosi sempre di più E’ l’analisi degli esperti che hanno stimato per cosa e in quali quantità la Russia vuole il Donbass a tutti i costi.

DONBASS, PERCHÉ LA RUSSIA LO VUOLE A TUTTI I COSTI

Come riporta il Corriere della Sera, il Donbass è da sempre stata un’area di particolare interesse industriale, polo nevralgico per molti Paesi confinanti tra cui anche la Russia. Si evince da una vecchia mappa risalente al 19 secolo, secondo il giornale, conservata nell’archivio di un collezionista USA. Il Donbass è un’area dell’Ucraina che comprende in parte i bacini dei fiumi Donez e Dnepr. Ma ingloba anche le repubbliche di Donetsk e Luhansk su cui fin dal 2014 si sono consumati scontri militari e politici per l’annessione alla Russia. Oggi però l’interesse al controllo di questi territori affiora scavando il sottosuolo del Donbass, una delle aree più ricche di metalli, minerali e terre rare in Europa.

QUALI MATERIALI E RISERVE SI TROVANO NEL DONBASS

Nel Donbass sarebbero presenti 20 mila tra depositi e siti di almeno 97 minerali differenti, di questi almeno 4 mila siti sono attualmente interessati da attività estrattive. Secondo gli esperti ci sarebbero almeno 100 miliardi di tonnellate di carbone sufficienti per almeno 500 anni, in barba alla transizione energetica e al traguardo della Zero Carbon Footprint. Avvenire, riporta che i giacimenti delle risorse da cui è in parte dipesa la recente crisi dei chip e dei componenti sono a:

Mariupol: giacimento equivalente al 20% delle riserve mondiali di Titanio;

Harlivka: riserve di Tantalio, Niobio, Berillio, Mercurio;

Mariupolske: Ferro (30 miliardi di tonnellate);

Bobrikivske: Oro;

– Bacino del Donbass, Lugansk-Lisychansk: gas e greggio, Grafite (20% delle riserve globali), Potassio (2,5 milioni di tonnellate) e Caolino (18%);

– Bacino del Dnepr: 2,25 miliardi di tonnellate di Manganese;

– Poi Uranio (principale giacimento europeo);

DONBASS: IL VALORE DEI GIACIMENTI

Mentre i Paesi maggiormente dipendenti dalle forniture di gas naturale russo si affrettavano a siglare nuovi accordi con alleati meno belligeranti, si è perso di vista il più ampio controllo sulle materie prime e sul suo valore stimato. L’infografica pubblicata da Avvenire, stima un valore delle riserve complessivo (minerali rari, preziosi e terre rare, carbone, metalli, greggio e gas) di 7,5 trilioni di dollari. L’aspetto più rilevante, a parte le dimensioni sono i proventi dell’export, per il 60% derivanti da giacimenti minerari.

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