Roma passa all’incasso: in 2 giorni 200.000 € dal pass auto elettriche
A Roma, l'introduzione del pass ZTL a pagamento per le auto elettriche genera 200.000 euro di incassi in quarantotto ore
A Roma, l'introduzione del pass ZTL a pagamento per le auto elettriche genera 200.000 euro di incassi in quarantotto ore
Due giorni d’oro per il Comune di Roma: 200 proprietari di auto elettriche hanno pagato il pass annuale di 1.000 euro per entrare nelle Zone a Traffico Limitato della capitale, così da fare incassare al Campidoglio 200.000 euro in 48 ore, riferisce Romatoday. Poi se ne ridiscuterà fra 12 mesi, quando il permesso va di nuovo chiesto con relativo bonifico. Questo flusso iniziale di registrazioni certifica una risposta tempestiva da parte degli automobilisti, desiderosi di evitare multe di 95 euro per ogni accesso vietato. Sino a fine giugno 2026, le elettriche entreranno gratuitamente nelle ZTL: i nuovi ticket diventeranno operativi e vincolanti dal 1° luglio. È probabile che da qui al 30 del mese ci sia un’impennata di acquisti dei “via libera”, che in futuro scenderanno. Lo stesso permesso sarà invece gratuito per i residenti nella singola ZTL, per i domiciliati nelle ZTL di San Lorenzo e Testaccio, mentre sarà a pagamento per i domiciliati delle ZTL Centro e Trastevere, con importi differenziati.
AUTO ELETTRICHE A ROMA: REBUS IN EUROPA
La decisione della giunta capitolina rappresenta un’inversione di tendenza rispetto alle politiche adottate nell’ultimo decennio. Inizialmente, l’amministrazione romana aveva introdotto la totale esenzione tariffaria per le auto elettriche con l’obiettivo primario di incentivare la transizione ecologica e premiare la scelta di mezzi di trasporto non inquinanti. Questa agevolazione escludeva completamente i veicoli a batteria dai costi sostenuti dai proprietari di motorizzazioni termiche, come benzina, diesel, ibride e ibride plug-in. In linea con gli orientamenti UE, che spinge per il green. Tuttavia, racconta il Comune, il mercato dell’auto verde ha registrato una crescita negli ultimi anni. Il parco circolante a emissioni zero nella sola area metropolitana di Roma ha raggiunto la quota rilevante di 75.000 unità complessive. Questa ha parzialmente vanificato, sostiene la Giunta, i benefici legati alla decongestione del traffico stradale nel centro storico. Le ZTL si sono ritrovate sature di veicoli che, pur non emettendo gas di scarico diretti, contribuivano in modo significativo al blocco della circolazione e all’occupazione prolungata degli spazi di sosta pubblici.
NON PER I SOLDI
Di fronte a questa nuova realtà, l’amministrazione ha ritenuto indispensabile intervenire con uno strumento di deterrenza economica. L’obiettivo dichiarato del provvedimento non è fare cassa, bensì mira a un reale miglioramento della fluidità stradale e della vivibilità del perimetro urbano protetto. Riducendo il numero di accessi indiscriminati, Palazzo Senatorio punta a restituire spazi alla mobilità dolce e al trasporto pubblico.

DAL SOGNO BONUS ELETTRICO ALL’INCUBO MALUS
Sia Bruxelles sia il Governo italiano ci parlano da anni dell’esigenza di incentivi a favore dell’elettrico: bonus all’acquisto da parte dello Stato e degli Enti locali. Invece, l’iniziativa del municipio di Roma porta a parlare di malus per le macchine green, con 1.000 euro di tassa annua, e la spinta ad andare a piedi o su monopattino elettrico o in bici oppure coi mezzi pubblici. Il maxi ticket porta incertezza e disorientamento per i consumatori privati, per i professionisti e per le imprese che operano in ambito urbano. Proprio in un momento delicatissimo per la mobilità italiana, paralizzata da un mercato del nuovo asfittico, con un usato che punta a benzina e diesel.
GIOCO CON REGOLE A SORPRESA
Prima si colpevolizza il cittadino, spingendolo a investire capitali significativi per acquistare veicoli a zero emissioni sotto la promessa di agevolazioni e mobilità sostenibile, e subito dopo lo si punisce con una tassa: l’amministrazione cambia le regole del gioco, proprio durante lo svolgimento della “partita“. Così, le ZTL rischiano di diventare un club ancora più esclusivo di quanto già siano nella Città Eterna, creando un cortocircuito politico che frena lo sviluppo green nazionale. Comunque, per info pratiche (non sempre chiarissime, a dire il vero), ecco il link.