Prezzo diesel oggi a 2,261 €: il Governo valuta di nuovo lo sconto
Prezzo diesel stellare con la fine del taglio accise: adesso, il Governo starebbe valutando le tasse mobili, in baso a quanto incassato durante settembre 2026
Prezzo diesel stellare con la fine del taglio accise: adesso, il Governo starebbe valutando le tasse mobili, in baso a quanto incassato durante settembre 2026
Una mattinata da incubo per chi fa il pieno di diesel: stando al Mimit, il prezzo medio del gasolio su rete ordinaria è di 2,261 euro, in salita di 0,017 euro su ieri. Perché? Ieri è sparito il taglio accise, e a seguire le compagnie hanno cambiato il price cap, alzandolo. In quanto alla benzina, è a 2,040 euro, senza beneficiare di sconti: comunque una stangata. Adesso, stando al Sole, il Governo starebbe pensando alle accise mobili con nuovo decreto interministeriale, che sono cosa ben diversa dalla decurtazione diretta delle tasse: le aliquote dinamiche rappresentano un meccanismo fiscale introdotto in Italia per mitigare gli sbalzi del prezzo dei carburanti alla pompa (benzina, gasolio e GPL). “Ci stiamo lavorando“, ha detto il viceministro all’Economia Maurizio Leo. Smentite le voci secondo cui le accise mobili sarebbero entrate in vigore immediatamente dopo la fine del taglio accise.
PREZZO DIESEL STELLARE: COME FUNZIONANO LE ACCISE MOBILI
Quando il prezzo del greggio e dei carburanti sale significativamente a livello internazionale, lo Stato incassa più IVA di quanto preventivato (poiché l’IVA del 22% si calcola sul prezzo finale comprensivo di materia prima ed accisa). La legge consente al Governo di utilizzare quell’extra-gettito IVA per ridurre, tramite decreto ministeriale, l’importo fisso dell’accisa sulla benzina e sul gasolio.
Il valore complessivo delle tasse per litro rimane teoricamente costante o contenuto, attutendo l’impatto dei rincari del petrolio sulle tasche dei consumatori. Visto che il price cap non è, a quanto pare, soddisfacente: il tetto sale se il taglio accise non c’è: ENI, IP, Q8 e Tamoil si muovono in ordine sparso.
LE NORME SULLE ACCISE MOBILI
Il meccanismo è stato introdotto dalla Finanziaria 2008 sotto il Governo Prodi II, pensato per scattare in automatico al superamento di determinate soglie di prezzo del greggio indicate nel Documento di Economia e Finanza (DEF). Con il decreto Carburanti (legge 23/2023), l’Esecutivo Meloni ha reso le regole più flessibili: il sistema può essere attivato se il prezzo medio del carburante aumenta in maniera costante su base bimestrale rispetto al valore di riferimento del DEF.
L’intervento avviene con un decreto interministeriale (MEF e MASE) senza dover attendere tempi legislativi lunghi. Le accise mobili fungono da ammortizzatore fiscale: quando la materia prima sale, l’accisa scende attingendo dal surplus di IVA incassato dallo Stato.

COSA C’ENTRA BRUXELLES
Nel frattempo, prosegue il serrato confronto sull’asse Roma-Bruxelles, con un gruppo sempre più numeroso di Paesi membri pronto a fare fronte comune per chiedere risposte strutturali alle pressioni economiche e alle tensioni sui prezzi energetici.
Stando alle ultime indiscrezioni, l’alleanza guidata da Italia, Germania, Spagna, Polonia, Portogallo e Austria starebbe premendo sui vertici comunitari lungo due direttrici principali: l’introduzione di un prelievo sugli extraprofitti del settore energetico a livello UE e la concessione di un margine di manovra nell’applicazione del nuovo Patto di Stabilità.
I Governi sottolineano come le rigide traiettorie di spesa del nuovo quadro di governance europea mal si concilino con la necessità di finanziare investimenti strategici (transizione verde, autonomia energetica e difesa). Da qui la richiesta di attivare o calibrare le clausole di salvaguardia per sterilizzare tali voci dal calcolo del deficit.
La Commissione Europea osserva con estrema cautela l’avanzare della proposta: se da un lato l’Esecutivo di Bruxelles riconosce la necessità di garantire la sicurezza energetica e la coesione sociale, dall’altro ribadisce l’importanza primordiale della disciplina di bilancio e della sostenibilità dei debiti sovrani.