Taglio accise: sconto ridotto a 12,2 cent, poi sarà dimezzato
Il Governo proroga lo sconto sulle accise del diesel, ma lo riduce: 12,2 centesimi fino al 25 settembre, poi 6,1. Intanto, è boom dei prezzi
Il Governo proroga lo sconto sulle accise del diesel, ma lo riduce: 12,2 centesimi fino al 25 settembre, poi 6,1. Intanto, è boom dei prezzi
Accise sul diesel, nuovo taglio allo sconto: 12,2 centesimi fino al 25 settembre, poi la riduzione scenderà a 6,1 centesimi al litro (come avevamo previsto): il Governo ha deciso ieri sera di prolungare l’intervento sul gasolio, modificando però progressivamente il beneficio riconosciuto agli automobilisti. La nuova misura entrerà in vigore domani, quando terminerà l’attuale riduzione di circa 17 centesimi al litro, considerando anche l’effetto dell’IVA. La seconda riduzione scatterà invece dal 26 settembre. Da quella data e fino al 5 ottobre, il beneficio verrà dimezzato, passando a 6,1 centesimi al litro. Si tratta dunque di una proroga costruita su due diversi livelli di intervento. L’obiettivo è continuare a contenere, almeno temporaneamente, l’impatto del caro carburanti, riducendo però progressivamente il sostegno fiscale. Per gli automobilisti che utilizzano il diesel, il cambiamento sarà quindi visibile nel costo effettivo del rifornimento, soprattutto nella seconda parte del periodo previsto.
SCONTO ACCISE DIESEL: COSA SUCCEDE
La misura (proroga numero 16 da inizio guerra USA-Iran) riguarda in particolare il gasolio per autotrazione, mentre restano confermati gli interventi specifici destinati ad alcuni comparti produttivi, tra cui l’autotrasporto e il gasolio agricolo.
Il passaggio successivo è previsto per il 5 ottobre. Secondo quanto annunciato dal Governo, da quel momento dovrebbe tornare a operare il meccanismo delle cosiddette accise mobili, attraverso il quale utilizzare una parte delle maggiori entrate fiscali generate dall’aumento dei prezzi dei carburanti per finanziare nuovi interventi di riduzione.
DIESEL PROSSIMAMENTE A UN MILLIMETRO DA 2,4 EURO
Intanto, i dati diffusi dal ministero delle Imprese evidenziano una nuova e decisa fiammata dei prezzi dei carburanti sul territorio nazionale, confermando la tendenza al rialzo in modalità self.
Nella media nazionale, la benzina tocca quota 2,143 euro al litro, registrando un incremento di 0,011 euro rispetto al rilevamento precedente (2,132 euro/litro). Ancora più marcato il balzo del gasolio, che sale a 2,266 euro al litro con un aumento giornaliero di 0,020 euro (da 2,246 euro/litro).
Facili i conti. Con l’attuale accisa, diesel a 2,266; ma con la futura accusa, gasolio oltre 2,3 euro. Infine, con la tassa successiva ancora, quasi 2,4 euro.

AUTOSTRADA: IL PIENO È UN “COLPO” AL PORTAFOGLI
La situazione appare ancora più pesante sulla rete autostradale, dove i listini continuano a spingere verso l’alto i costi di percorrenza per gli automobilisti. La benzina self in autostrada si attesta a 2,236 euro al litro, in crescita di 0,014 euro rispetto ai 2,222 euro/litro del giorno precedente. Il gasolio autostradale segna invece un balzo di 0,020 euro, toccando quota 2,346 euro al litro contro i 2,326 euro/litro di ieri.
BATOSTA PER CHI GUIDA E PER IL PAESE
L’effetto combinato dei rincari ai distributori e del ridimensionamento dello sconto fiscale rischia di appesantire ulteriormente il bilancio delle famiglie e delle imprese. Con la riduzione progressiva del taglio sulle accise, ogni pieno di gasolio comporterà un esborso maggiore proprio mentre i prezzi alla pompa toccano nuovi massimi.
Le associazioni dei consumatori lanciano l’allarme sugli inevitabili effetti a catena: l’aumento dei costi di trasporto del diesel inciderà direttamente sui prezzi dei beni di prima necessità, alimentando un nuovo spunto inflazionistico lungo tutta la filiera della distribuzione. Un clima di incertezza insidioso.