Prezzo diesel di oggi a 2,1 euro: panico tra gli automobilisti

Prezzo diesel di oggi a 2,1 euro: panico tra gli automobilisti

Chi ha un'auto diesel, così come qualsiasi operatore che viaggia col gasolio, vive un'estate infernale a causa dei rincari alla pompa: adesso siamo a 2,1 euro

 

Chi ha un'auto diesel, così come qualsiasi operatore che viaggia col gasolio, vive un'estate infernale a causa dei rincari alla pompa: adesso siamo a 2,1 euro

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4 Agosto 2026 - 12:06

Estate di fuoco per gli automobilisti con una vettura diesel: oggi il prezzo del gasolio è addirittura a 2,1 euro il litro (+3 millesimi rispetto a ieri), riferisce Staffetta Quotidiana. E per gli altri carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale, c’è poco da sorridere, con la benzina a 1,999 euro (invariato), 0,743 per il GPL (-1) e 1,621 euro/kg per il metano (+1). In autostrada si decolla con la verde a 2,084, diesel a 2,173, GPL a 0,875 e metano a 1,609. Senza il taglio accise di 17 cent sul diesel, che scade il 6 agosto, si toccherebbe il record storico di 2,27 euro, al di sopra del primato di 2,23 toccato a metà marzo 2022. Con guai anche per NCC, taxi, logistica, trasporti, e conseguenze sull’inflazione.

SOLDI CERCASI PER COPRIRE UN ALTRO TAGLIO ACCISE DEL DIESEL

Oggi, il Governo Meloni deciderà il da farsi sulle tasse del gasolio. Serve una copertura finanziaria per l’ammanco pesantissimo, specie oggi che l’Italia attraversa una fase delicata dal punto di vista economico. In parallelo, si affronta il caro gas dovuto anche alla mancanza dell’oro blu russo, low cost e di alta qualità.

L’Esecutivo da marzo ha già speso oltre 2 miliardi di euro per calmierare i prezzi di benzina e gasolio: i soldi sono arrivati dai maggiori incassi di IVA 22% sui carburanti, dalle multe Antitrust alle società energetiche, da fondi vari. L’ultimo taglio, quello dal 28 luglio al 6 agosto, è costato 125 milioni di euro.

MA È TUTTORA EMERGENZA?

Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin sostiene che l’intervento sulle accise sia “nato da una emergenza che doveva essere di 15 giorni. Ormai questa guerra dura da sei mesi: l’intervento non può più essere di emergenza, Su questo c’è la valutazione a livello di Governo. Che poi si faccia ora in modo definitivo o che Giancarlo Giorgetti [ministro dell’Economia] permettendo si possa fare ancora qualche operazione ponte, lo vedremo“.

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ACCISE MOBILI, LE SOPRAVVISSUTE

A questo punto, l’unico strumento rimasto a disposizione del Governo sono le accise mobili: il taglio delle tasse finanziato con l’aumento dell’IVA sui carburanti del mese prima, dovuto all’aumento del prezzo dei carburanti stessi. Sono comunque minori entrate per lo Stato, in difficoltà sotto numerosi punti di vista (dalle pensioni alla sanità, passando per le infrastrutture).

Quanto denaro balla? La stima va da minimo 120 milioni a massimo 250 milioni di euro durante luglio 2026, da impiegare ad agosto. Facciamo due calcoli: -17 cent sul gasolio per una settimana equivalgono a un ammanco di 125 milioni; con 120 milioni, si avrebbe la decurtazione per 7 giorni, mentre con 250 milioni per 15 giorni. Alternativa: sconto inferiore per durata maggiore per arrivare sino alla fine di agosto.

ESODO COL BATTICUORE

L’impatto di questa situazione sui bilanci familiari rischia di compromettere pesantemente le partenze estive di milioni di italiani, costretti a fare i conti con preventivi di spesa mai così elevati per i trasferimenti su strada. Le associazioni dei consumatori continuano a premere sull’Esecutivo affinché vengano adottate misure strutturali e non semplici palliativi a scadenza ravvicinata, capaci solo di generare confusione e attese spasmodiche agli impianti di distribuzione.

Nel frattempo, i gestori delle stazioni di servizio denunciano un calo dei volumi erogati di benzina e diesel, segno inequivocabile che i cittadini stanno drasticamente riducendo gli spostamenti non essenziali.

La tenuta della filiera logistica e dei trasporti commerciali rappresenta un ulteriore nodo: l’aumento costante dei costi operativi rischia di innescare una pericolosa reazione a catena sui prezzi dei beni di prima necessità, alimentando una spirale inflattiva difficile da arginare nei prossimi mesi autunnali.

Le decisioni attese a Roma dovranno necessariamente contemperare le esigenze di bilancio pubblico con la salvaguardia del potere d’acquisto, in un contesto geopolitico internazionale che continua a mantenere elevate le tensioni sui mercati energetici e sulla disponibilità delle materie prime fossili.

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