NCC che usa il diesel anziché l’elettrico: batosta per colpa dei prezzi
Pesantissima situazione in Italia a causa del prezzo del diesel: ne pagano le conseguenze anche gli NCC che hanno una macchina a gasolio
Pesantissima situazione in Italia a causa del prezzo del diesel: ne pagano le conseguenze anche gli NCC che hanno una macchina a gasolio
L’incubo prezzi diesel in Italia inguaia numerosi soggetti fra cui gli automobilisti privati e le aziende, ma anche gli NCC (Noleggio con Conducente) e i tassisti, dice la Cgia Mestre. In quest’ultimo caso, sono dolori per chi ha scelto macchine a gasolio, anziché le elettriche. Il costo del barile del petrolio non c’entra stavolta, in quanto cala. Ma la quotazione del diesel continua a salire, tra raffinerie fuori uso, scorte ai minimi da giugno 2022 e il persistente impatto dello stop alle esportazioni deciso dalla Russia un mese fa, spiega Staffetta. Lo sconto sull’accisa introdotto una settimana fa dal Governo si è già dimezzato: il prezzo medio nazionale è più basso di 8,8 centesimi, contro i 17 centesimi di decurtazione tasse. Si stima che il gasolio sfondi tranquillamente 2,1 euro al litro.
NCC: “PROFESSIONISTI DELLA STRADA” CHE HANNO SCELTO IL DIESEL PER RISPARMIARE
NCC e taxi sono i “professionisti della strada”, cioè quegli operatori che per legge devono possedere un’abilitazione specifica per guidare i mezzi con cui lavorano: una platea enorme di persone che percorre centinaia di migliaia di chilometri l’anno, di giorno e di notte. A questo elenco, l’Ufficio studi della CGIA ha aggiunto anche gli agenti di commercio, un’altra categoria di partite IVA che passa gran parte della giornata lavorativa al volante, spostandosi da un cliente all’altro.
CARO-DIESEL: LA CGIA AUSPICA L’INTERVENTO DELL’UNIONE EUROPEA
“Perché non interviene Bruxelles?“, si chiede polemicamente la Cgia. Appare necessario “interrogarsi sulle ragioni dell’inerzia delle istituzioni europee. È legittimo chiedersi cosa impedisca a Bruxelles di autorizzare gli Stati membri a introdurre misure temporanee di sostegno“. Ossia: riduzione delle accise sui carburanti, taglio all’aliquota IVA applicata, aiuti mirati destinati ai comparti produttivi maggiormente esposti all’impatto dei rincari energetici.

COME NEL 2022 TUTTO SAREBBE POSSIBILE
“Settori strategici per l’economia europea, come il trasporto di merci/persone, la pesca e l’agricoltura che risentono in maniera diretta dell’aumento dei costi energetici, con conseguenze rilevanti sulla tenuta dei margini e sulla competitività delle imprese“. Oltretutto, la critica dell’Associazione artigiani e piccole imprese, l’UE dispone degli strumenti normativi necessari per garantire una risposta coordinata ed efficace a questa emergenza. Come accaduto nel 2022 allo scoppio della “vera” guerra Russia-Ucraina.
NUMERI PESANTI
In Italia, infatti, le attività riconducibili ai tre comparti monitorati sono 303.814. Di questi, 203.742 agenti di commercio, 68.482 autotrasportatori e 31.590 tra tassisti e NCC. In quanto alle Regioni, la Lombardia guida la classifica con 49.333 attività (anche per questo ha appena piazzato bonus a favore dei taxi), seguita dal Lazio con 29.018 e dal Veneto con 28.913. Su scala provinciale, invece, il primato spetta alla Città Metropolitana di Roma, con 22.468 attività. Seguono quelle di Milano (19.374) e di Napoli (15.613).
“Per padroncini, tassisti, NCC, il carburante rappresenta una delle voci di costo più rilevanti del bilancio aziendale, e ogni rincaro si traduce in un’erosione diretta dei margini, già ridotti all’osso dalla concorrenza (spesso praticata da abusivi) e dall’inflazione generale“.
EFFETTO DOMINO DEL CARO DIESEL
Le conseguenze di questa escalation si ripercuotono a catena sull’intera filiera logistica e commerciale della penisola, generando forti tensioni inflazionistiche che colpiscono direttamente il potere d’acquisto dei consumatori finali.
Quando il costo del rifornimento impenna verticalmente, le aziende di autotrasporto si trovano costrette a ritoccare le tariffe delle spedizioni, scaricando i rincari sul prezzo finale delle merci trasportate sugli scaffali dei supermercati e dei negozi al dettaglio.
Parallelamente, le amministrazioni locali e regionali tentano di correre ai ripari varando pacchetti di agevolazioni economiche straordinarie, sebbene tali sussidi spesso si rivelino insufficienti a coprire il disavanzo finanziario accumulato dagli operatori professionali nel corso dei mesi. Davvero un problema per il Governo Meloni.