Prezzo benzina e diesel: quanto sono aumentati nell’ultima settimana

Prezzo benzina e diesel: quanto sono aumentati nell’ultima settimana

I dati settimanali del ministero dell'Ambiente confermano un aumento dei prezzi di benzina e diesel, influenzati dalle tensioni sui mercati

 

I dati settimanali del ministero dell'Ambiente confermano un aumento dei prezzi di benzina e diesel, influenzati dalle tensioni sui mercati

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10 Marzo 2026 - 14:20

I dati pubblicati oggi, 10 marzo 2026, dal ministero dell’Ambiente delineano un quadro di moderato ma costante rialzo per il prezzo alla pompa di benzina e diesel. La rilevazione settimanale, che aggrega i prezzi medi praticati su tutto il territorio nazionale, mostra una tendenza incrementale che preoccupa consumatori e imprese di autotrasporto. Secondo l’ultimo aggiornamento, il prezzo medio della benzina ha raggiunto quota 1,670 euro al litro, segnando una variazione del +4,4% rispetto alla settimana precedente. Il gasolio segue una traiettoria simile, consolidando una dinamica di crescita che ha caratterizzato tutto l’inizio dell’anno 2026: 1,728 euro al litro (+8,63%). Questi numeri, seppur lontani dai picchi storici del 2022, indicano una pressione inflattiva legata al costo delle materie prime e alla raffinazione.

BENZINA: TREND E VARIAZIONI

La benzina super (senza piombo) continua a essere il riferimento principale per la mobilità privata. I dati indicano che la media nazionale di 1,670 euro al litro rappresenta il valore più alto registrato dall’inizio dell’anno solare. Confrontando questo dato con le medie di febbraio 2026 (pari a circa 1,653 euro/litro), si nota un’accelerazione del costo che incide direttamente sul pieno delle famiglie italiane. Le motivazioni dietro questo rialzo sono molteplici. Da un lato, la quotazione del greggio sui mercati internazionali ha mostrato una certa volatilità nelle ultime sedute; dall’altro, i margini di raffinazione in Europa restano elevati a causa di manutenzioni stagionali degli impianti e di una domanda globale che non accenna a flettere.

DIESEL: IL PESO SUI TRASPORTI

Il gasolio per autotrazione è, se possibile, ancora più sotto osservazione rispetto alla benzina. Essendo il carburante principale per il trasporto merci, ogni suo aumento si ribalta inevitabilmente sui prezzi dei beni di consumo sugli scaffali. La rilevazione odierna conferma che il diesel mantiene una quotazione sostenuta, con medie regionali che in alcune zone d’Italia superano abbondantemente la soglia psicologica dei 2 euro al litro (nella modalità self-service in alcune tratte specifiche o regioni periferiche). La differenza tra benzina e diesel rimane marcata. In diverse regioni italiane, come la Calabria o la Basilicata, i prezzi medi del gasolio risultano superiori a quelli della benzina, una configurazione del mercato che riflette la scarsità di offerta di distillati medi a livello continentale.

Prezzo benzina e diesel

DIFFERENZE REGIONALI: DOVE COSTA DI PIÙ

L’analisi territoriale del ministero delle Imprese, integrata coi dati del ministero dell’Ambiente, evidenzia discrepanze notevoli tra il Nord e il Sud del Paese.

  • Sardegna e Calabria: si confermano tra le regioni con i prezzi medi più alti, spesso a causa dei costi logistici legati alla distribuzione dei carburanti.
  • Marche e Sardegna: paradossalmente, alcune province come Sondrio o Ancona riescono a mantenere medie leggermente più basse rispetto alla media nazionale, grazie a una maggiore densità di impianti “pompe bianche” o indipendenti.
  • Autostrade: la rete autostradale si conferma la zona più onerosa per il rifornimento. Qui la benzina può toccare punte medie di 1,886 euro al litro, mentre il gasolio self-service sfiora spesso i 1,948 euro, rendendo il “pieno in viaggio” un’opzione decisamente costosa.

GPL E METANO: LE ALTERNATIVE

Per chi ha scelto motorizzazioni alternative, le notizie sono leggermente migliori, ma non del tutto positive.

  • Il prezzo medio nazionale del GPL si attesta intorno ai 0,691 euro al litro. Nonostante lievi fluttuazioni, rimane la scelta più economica per abbattere i costi di gestione del veicolo.
  • Il metano per autotrazione mostra una stabilità maggiore rispetto ai carburanti liquidi, con un prezzo medio che si aggira intorno a 1,404 euro al kg. Tuttavia, la rete di distribuzione meno capillare rispetto ai carburanti tradizionali ne limita l’impatto sul risparmio su vasta scala.

IMPLICAZIONI ECONOMICHE 

Un aumento di pochi centesimi al litro potrebbe sembrare trascurabile su un singolo rifornimento, ma su base annua la differenza diventa sostanziale. Per un automobilista medio che percorre 15.000 km all’anno, un incremento costante di 5 centesimi al litro si traduce in una spesa extra di circa 50-70 euro. Se a questo aggiungiamo l’effetto indiretto sui prezzi alimentari (dovuto al trasporto su gomma), l’impatto sul potere d’acquisto è evidente. Le associazioni dei consumatori monitorano con attenzione questi dati, chiedendo interventi governativi sulla tassazione (accise) qualora i prezzi dovessero superare nuovamente determinate soglie critiche. Al momento, tuttavia, non sono previsti tagli alle accise simili a quelli attuati in passato.

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