Prezzo benzina e diesel in rialzo da 7 giorni: sconti tolti troppo presto? Rifornimento di benzina

Prezzo benzina e diesel in rialzo da 7 giorni: sconti tolti troppo presto?

Non si arresta il rialzo dei prezzi dei carburanti: benzina a 1,869 euro, gasolio a 1,968 euro. Solo rincari dopo il ripristino delle accise

 

Non si arresta il rialzo dei prezzi dei carburanti: benzina a 1,869 euro, gasolio a 1,968 euro. Solo rincari dopo il ripristino delle accise

10 Luglio 2026 - 16:40

Non si arresta il rialzo dei carburanti. Secondo l’osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale oggi è pari a 1,869 euro al litro per la benzina e 1,968 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,961 euro per la benzina e 2,052 euro per il gasolio. Si tratta del settimo giorno consecutivo di rincari dopo lo stop al taglio delle accise.

PREZZI BENZINA E DIESEL OGGI

Riepilogando, questa mattina 10 luglio 2026 il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale era pari a

  • 1,869 euro per la benzina (+11 millesimi rispetto a ieri);
  • 1,968 per il diesel (+22 millesimi);
  • 0,753 per il Gpl (-2 millesimi);
  • 1,554 per il metano (+1 millesimo).

Questi, invece, i prezzi sulla rete autostradale, sempre in modalità self:

  • benzina è a 1,961 (+10 millesimi rispetto a ieri);
  • diesel a 2,052 (+19 millesimi);
  • Gpl a 0,884 (invariato);
  • metano a 1,581 (+2 millesimi).

Nel mentre, Staffetta Quotidiana ha riportato la decisione dell’Eni e di Q8 di alzare di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e diesel. IP ha optato per un rialzo, rispettivamente, di 3 centesimi e 4 centesimi, mentre Tamoil ha alzato di 2 centesimi la benzina e di 5 il gasolio.

RIPRISTINO DELLE ACCISE = RINCARI (E LA GUERRA NON È AFFATTO FINITA)

Quando il Governo ha deciso di non prorogare lo sconto sulle accise, in vigore da metà marzo, la situazione era diversa: c’era la netta convinzione che la discesa dei prezzi dei carburanti, partita subito dopo l’accordo di tregua in Medio Oriente tra Iran e Stati Uniti, sarebbe proseguita nelle settimane successive.

Negli ultimi giorni, però, lo scenario è completamente cambiato. La tregua USA-Iran è ormai saltata e la nuova recrudescenza della crisi del Golfo ha fatto balzare le quotazioni del petrolio e dei prodotti raffinati, riaccendendo i rincari alla pompa. Dal 4 luglio, giorno del ripristino delle accise, i listini non hanno mai smesso di salire, tanto che oggi siamo al settimo giorno consecutivo di rialzi.

Rincaro benzina

COSA PUÒ SUCCEDERE NELLE PROSSIME SETTIMANE?

Adesso, le prospettive per le prossime settimane rimangono fortemente incerte e legate a doppio filo all’evoluzione geopolitica. Se le tensioni nel Golfo non dovessero rientrare, spingendo il petrolio stabilmente sopra la soglia degli 85-90 dollari al barile, l’effetto sui prezzi al consumo sarà inevitabile, con il rischio concreto di rivedere il gasolio sopra i due euro al litro anche in modalità self-service (e la benzina molto vicino). In questo scenario, la pressione sul Governo è destinata a crescere. Se da un lato Palazzo Chigi difende la scelta di non prorogare gli sconti per preservare i conti pubblici, dall’altro l’Esecutivo potrebbe trovarsi costretto a correre ai ripari. L’ipotesi sul tavolo, qualora la fiammata dovesse trasformarsi in una crisi strutturale, è quella di un “bonus benzina” mirato per le fasce di reddito più basse o dell’attivazione della cosiddetta accisa mobile, un meccanismo che riduce le tasse dello Stato all’aumentare dell’IVA incassata, così da sterilizzare i rincari senza pesare sul deficit.

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