Bonus carburanti 100 euro: battaglia nel Governo per i destinatari
Scontro nell'Esecutivo sul bonus carburanti da 100 euro tra chi spinge per i redditi bassi e chi per i lavoratori
Scontro nell'Esecutivo sul bonus carburanti da 100 euro tra chi spinge per i redditi bassi e chi per i lavoratori
Dilemma nel Governo Meloni: a chi assegnare il bonus carburanti di 100 euro? Al centro della disputa nell’Esecutivo ci sono i criteri di selezione dei beneficiari, un nodo politico complesso che vede posizioni contrapposte su come distribuire le risorse disponibili. Da un lato, la linea sostenuta dal premier punta a concentrare i sussidi esclusivamente sulle fasce di popolazione con redditi bassi, applicando un rigido criterio basato sull’indicatore ISEE per tutelare i nuclei familiari in condizioni di oggettiva fragilità economica. Dall’altro lato la Lega – guidata da Matteo Salvini – spinge per una logica differente, chiedendo che il beneficio venga esteso a chi utilizza l’auto per motivi professionali, indipendentemente dal reddito complessivo. Questo scontro di visioni ha prodotto una paralisi decisionale, costringendo i tecnici a congelare il testo per evitare una rottura profonda durante le votazioni in Consiglio dei ministri.
BONUS, TUTTO FERMO
La strategia originaria di Giorgia Meloni, evidenzia l’ANSA, si fondava sulla necessità di ottimizzare le risorse dello Stato, indirizzandole verso le situazioni di maggiore emergenza. Secondo i promotori di questa linea, un bonus da 100 euro può fare la differenza solo se riservato a chi si trova sotto una determinata soglia di povertà. L’obiettivo dichiarato è contrastare l’esclusione sociale e garantire un aiuto immediato per il pagamento delle bollette e il rifornimento dei mezzi di trasporto privati.
QUANTI SOLDI SERVONO
La scelta di utilizzare l’ISEE come unico sbarramento serve a evitare la dispersione dei fondi pubblici in mille rivoli, concentrando l’efficacia dell’intervento finanziario laddove il bisogno è immediato: impostazione rigorosa per mantenere in equilibrio i conti pubblici senza generare nuovo deficit. Il bonus si rivolgerebbe a 1,2 milioni di nuclei con ISEE entro i 15 mila euro beneficiari della social card, attraverso la quale verrebbe erogato il bonus: il costo dell’operazione sarebbe di 120 milioni di euro contro i 2 miliardi spesi dal Governo dal 18 marzo a oggi per tagliare le accise.

LE RICHIESTE DELLA LEGA E IL SOSTEGNO AI LAVORATORI
La reazione contraria della Lega si basa su considerazioni di natura economica legate alla produttività del Paese. Il partito di Salvini ritiene che i continui rincari dei carburanti stiano penalizzando ingiustamente la classe media e, in particolare, i lavoratori pendolari, gli artigiani e i rappresentanti di commercio. Secondo questa prospettiva, aiutare chi usa l’auto per lavoro significa sostenere l’economia reale e non semplicemente erogare un sussidio assistenziale. La richiesta è quindi quella di superare il vincolo del reddito familiare basso, inserendo criteri legati ai chilometri percorsi o all’utilizzo del veicolo per scopi professionali. Un problema in più, dopo la questione delle accise: l’Unione Europea ha detto no a un altro taglio con scostamento di bilancio.
UN AIUTO PER DUE
Il rinvio del voucher da 100 euro ha avuto un effetto a catena anche su altre scadenze fiscali attese dai consumatori: la mancanza di un accordo politico sui criteri di assegnazione impedisce il varo di un piano di riforme organico. Gli automobilisti italiani dovranno quindi attendere che i partiti di maggioranza trovino un compromesso operativo. Le ipotesi sul tavolo dei tecnici ministeriali valutano la possibilità di creare due canali di accesso per il bonus, dividendo i fondi tra il sostegno sociale e l’incentivo professionale, ma i margini di bilancio rimangono estremamente ridotti e complicano la trattativa.
BISOGNA FARE IN FRETTA
Con l’inflazione che continua a erodere il potere d’acquisto, il blocco decisionale rischia di trasformarsi in un danno concreto per milioni di famiglie. Il confronto politico dei prossimi giorni sarà decisivo per capire se l’Esecutivo riuscirà a trovare una sintesi efficace o se la misura destinata al contrasto del caro energia verrà definitivamente accantonata a favore di altri interventi strutturali nella successiva legge Bilancio.