Accise carburanti: dal 4 luglio torna il prezzo pieno, mazzata sugli italiani

Accise carburanti: dal 4 luglio torna il prezzo pieno, mazzata sugli italiani

Il 4 luglio scade lo sconto accise: benzina e diesel aumentano di circa 3 euro a pieno. Finisce così una lunghissima telenovela sulle tasse dei carburanti

 

Il 4 luglio scade lo sconto accise: benzina e diesel aumentano di circa 3 euro a pieno. Finisce così una lunghissima telenovela sulle tasse dei carburanti

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2 Luglio 2026 - 16:17

Allo scoccare della mezzanotte di dopodomani sabato 4 luglio scadrà lo sconto sulle accise dei carburanti introdotto dal Governo. In assenza di un decreto di proroga dell’ultimo provvedimento firmato lo scorso 5 giugno, da sabato le imposte sui carburanti torneranno a prezzo pieno. Nel dettaglio, la tassazione si attesterà a 0,67290 euro al litro per benzina e gasolio, e a 0,14727 euro al litro per il GPL. Una decisione che si preannuncia come una mazzata per le tasche dei cittadini, alla vigilia dell’esodo estivo, nel pieno di un periodo difficilissimo dal punto di vista economico.

A lanciare l’allarme sugli effetti concreti del mancato rinnovo della misura fiscale è il Codacons, che ha elaborato le proiezioni sui listini attesi nei prossimi giorni. Lo sconto in vigore fino a domani, pari a 5 centesimi di euro sia per il gasolio sia per la verde, una volta revocato produrrà un effetto moltiplicatore a causa dell’applicazione dell’IVA 22% sulle stesse accise. Il risultato matematico è un aggravio immediato di 3,05 euro per ogni rifornimento di carburante.

PREZZI CARBURANTI, FIAMMATA ESTIVA

Le ripercussioni sulla rete distributiva nazionale saranno visibili fin da subito, con i prezzi medi che subiranno un rialzo generalizzato.

Secondo le analisi dei consumatori, il prezzo medio del gasolio passerà immediatamente a 1,94 euro al litro sulla rete stradale ordinaria, superando invece la soglia psicologica dei due euro sui tratti autostradali, dove si attesterà a 2,02 euro/litro.

Situazione analoga per la benzina: la media nazionale sulla rete ordinaria salirà a 1,86 euro al litro, mentre per chi si troverà a fare rifornimento in autostrada il costo balzerà a 1,95 euro al litro.

QUELLA DOPPIA VELOCITÀ PENALIZZANTE

In più, c’è l’usuale paradosso: la totale asimmetria tra l’andamento del mercato petrolifero internazionale e le tariffe applicate dalle compagnie ai distributori.

Nell’ultimo mese, infatti, l’indice Brent – il benchmark di riferimento per il mercato europeo – ha registrato un crollo, precipitando dai 95 dollari al barile di inizio giugno ai 70,8 dollari odierni, segnando una flessione netta del -25,5%.

Di questo drastico deprezzamento della materia prima, tuttavia, gli automobilisti italiani hanno beneficiato pochissimo: i listini alla pompa sono calati con il contagocce, facendo registrare nell’ultimo mese una riduzione microscopica che si è fermata ad appena il 6%. Viceversa, appena l’oro nero vola, i prezzi alla pompa si adeguano in un batter d’occhi.

Accise carburanti dal 3 luglio torna il prezzo pieno, mazzata sugli italiani

STORIA GIÀ VISTA

Questo squilibrio si è verificato nonostante il pressing istituzionale esercitato dal ministero delle Imprese. Adolfo Urso ha esortato le compagnie a tagliare i listini industriali per riflettere i ribassi del greggio.

Un intervento che, alla luce dei fatti, ha prodotto risultati parziali e non sufficienti a compensare il rialzo fiscale imminente. Situazione identica a quelle del passato con altri Governi, di qualsiasi colore.

L’INFLAZIONE FA PAURA

Con il ritorno del prezzo pieno delle accise, lo scenario rischia di farsi ancora più cupo per i bilanci familiari e per l’intera economia nazionale, a causa dei potenziali effetti inflattivi legati ai costi di trasporto delle merci, che in Italia viaggiano prevalentemente su gomma.

Possibili le ricadute a ogni livello, specie se il petrolio tornasse a salire. Analizzando il mercato del nuovo, l’ANFIA (filiera auto) fa notare come – secondo l’indagine ISTAT – a giugno 2026 si stima una diminuzione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (base 2010=100), da 93,4 a 92,4.

Peggiora l’indice relativo all’opportunità attuale all’acquisto di beni durevoli, tra cui l’auto, che passa da -68,9 a -83,5. Da valutare adesso le ricadute del prezzo pieno di benzina e diesel, rammentando che il 90% degli italiani punta sul termico, nonostante la coda incentivi BEV 2025.

LA DANZA DELLE ACCISE FINISCE QUI, PER ORA

Il balletto sulle tasse su benzina e diesel va avanti da anni. Prima si promettono tagli radicali per alleggerire i carburanti, poi le esigenze di cassa dello Stato impongono il dietrofront. Tra decreti e rinvii, alla fine, le accise rimangono sempre vive e vegete.

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