Prezzi benzina e diesel, rincari senza fine: il Governo cosa può fare

Prezzi benzina e diesel, rincari senza fine: il Governo cosa può fare

Aumentano ancora i prezzi di benzina e diesel, mentre si attende la decisione dell’Esecutivo

 

Aumentano ancora i prezzi di benzina e diesel, mentre si attende la decisione dell’Esecutivo

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26 Agosto 2026 - 09:44

Prezzo benzina a 2,017 euro il litro, su di 2 millesimi, e diesel a 2,137 (+1): senza il taglio accise di 0,171 euro che scade a mezzanotte, il gasolio costerebbe addirittura 2,308 in self su rete ordinaria. Considerando i picchi astronomici in autostrada e di oltre 3 euro in certe zone. Il Governo Meloni che fa? Con la guerra USA-Iran iniziata a fine febbraio 2026, pare tuttora alla ricerca di provvedimenti ponte. Perché la decurtazione delle tasse sul diesel costa allo Stato un miliardo di euro al mese, risorse preziosissime per pensioni, sanità e quant’altro. L’Esecutivo si trova di fronte a una sfida complessa: mitigare l’impatto dell’inflazione energetica su famiglie e imprese senza minare la stabilità dei conti pubblici. Il tutto mentre l’UE ha bocciato l’Italia che voleva tassare gli extraprofitti dei petrolieri grazie a un maxi balzello deciso da Bruxelles. No europeo anche alla flessibilità sull’energia per alleggerire il peso delle imposte sul diesel. In attesa della vera “botta” sull’inflazione.

PREZZI BENZINA E DIESEL ASTRONOMICI: TAGLIO ACCISE E SCONTI SOCIALI

Ecco gli strumenti d’intervento a disposizione del Governo.

Meccanismo dell’accisa mobile (sterilizzazione dell’IVA): applicare in modo strutturale la misura che consente di utilizzare il maggior gettito IVA, derivante dall’aumento dei prezzi alla pompa, per finanziare una riduzione equivalente delle accise. Questo sistema permette di raffreddare i prezzi nei momenti di picco senza gravare sul bilancio statale oltre le entrate extra. Ma bisogna attendere la fine di agosto e fare i conti a settembre.

Sconti sociali e bonus carburante mirati: rinunciare ai tagli generalizzati delle accise in favore di interventi selettivi. O effettuare le due operazioni in parallelo. L’erogazione di contributi diretti o voucher carburante orientati alle fasce di reddito medio-basse (tramite indicatore ISEE) consente di tutelare il potere d’acquisto di chi si trova in maggiore difficoltà finanziaria.

Defiscalizzazione e crediti d’imposta per il trasporto merci: misure dedicate alla filiera della logistica e dell’autotrasporto per impedire che l’aumento dei costi di distribuzione si ribalti direttamente sui prezzi dei beni di prima necessità e del carrello della spesa.

Potenziamento del monitoraggio e della trasparenza: incrementare i controlli attraverso la Guardia di Finanza e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato per sanzionare eventuali condotte speculative lungo la catena di distribuzione, garantendo una maggiore trasparenza sui prezzi medi regionali ed autostradali.

CONTRO IL CARO CARBURANTE: MEZZI PUBBLICI? CAUTELA

Incentivo al trasporto pubblico e alla mobilità condivisa: estendere i bonus per l’acquisto di abbonamenti ai mezzi pubblici locali e regionali per disincentivare l’uso del mezzo privato nelle tratte urbane ed extraurbane. Con le inefficienze di bus, tram e metro, e con l’ondata di scioperi in arrivo, non pare un’idea brillantissima. In quanto al car sharing, in Italia si sta spegnendo.

PREZZI DIESEL STELLARI: FILIERA SOTTO STRESS

È un guaio per gli automobilisti e per la filiera commerciale. Nelle aree ad alta densità, la pressione sui margini di profitto costringe le realtà locali a sperimentare forme avanzate di ottimizzazione informatica dei percorsi e di condivisione delle spedizioni. Si assiste così a una cooperazione spontanea tra operatori storicamente concorrenti.

Al contempo, il settore del lavoro dipendente assiste a una spinta verso la rinegoziazione degli accordi aziendali sulla flessibilità operativamente legata agli spostamenti house-to-work, traducendosi in richieste di lavoro agile programmato proprio in coincidenza con i picchi storici del costo del barile.

La crisi dei prezzi accelera l’adozione di strumenti digitali per la tracciabilità dinamica delle abitudini di guida ecologica nelle flotte aziendali, dove uno stile di guida efficiente si trasforma in un fattore decisivo di contenimento dei costi industriali. Tale scenario sposta progressivamente l’attenzione dal semplice prezzo finale del carburante alla gestione complessiva dell’efficienza dei tragitti, delineando una trasformazione permanente che rimarrà strutturale anche in un eventuale momento di rientro dell’emergenza energetica. La necessità economica si converte in un acceleratore di efficienza tecnologica e cooperativa, ridefinendo la mobilità commerciale ben oltre la mera risposta contingente alle politiche fiscali del Governo.

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