Accisa mobile sino a fine agosto, e poi? Il dopo ferie è un rebus

Accisa mobile sino a fine agosto, e poi? Il dopo ferie è un rebus

Prima il taglio accise, poi quelle mobili, confermate sino a fine agosto. Da settembre regna l'incertezza: il Governo non ha ancora sciolto i nodi sul rinnovo, lasciando automobilisti e trasportatori in un rebus

 

Prima il taglio accise, poi quelle mobili, confermate sino a fine agosto. Da settembre regna l'incertezza: il Governo non ha ancora sciolto i nodi sul rinnovo, lasciando automobilisti e trasportatori in un rebus

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6 Agosto 2026 - 10:06

Il taglio delle accise deliberato nelle scorse ore, combinato successivamente con le norme sulle accise mobili, “avrà di fatto efficacia sino a fine agosto, nella speranza che nel frattempo sia sbloccata del tutto la navigazione nello stretto di Hormuz”. Lo ha detto il ministro delle Imprese, Adolfo Urso. Ricapitolando, lo sconto statale sul diesel dura dal 7 al 24 agosto, con -14 centesimi al litro (17 IVA inclusa), poi scatterà l’accisa mobile. Si va avanti a furia di decreti con mini decurtazioni e micro proroghe, in attesa che qualcosa cambi.

MISURE TEMPORANEE SULLE ACCISE: QUAL È IL RISULTATO

Zero programmazione per automobilisti e imprese. La scelta del Governo Meloni di ricorrere a interventi tampone, come la combinazione tra il taglio temporaneo delle accise valido fino al 24 agosto e la successiva attivazione del meccanismo delle accise mobili, evidenzia l’assenza di una visione strategica di lungo periodo. Mentre si fanno i conti con le compagnie petrolifere che alzano i listini.

Questo approccio emergenziale, legato a doppio filo a fattori geopolitici esterni e imprevedibili come la crisi nella rotta strategica dello Stretto di Hormuz, scarica interamente il peso dell’incertezza economica sulle spalle dei cittadini e delle aziende.

Automobilisti e imprese si ritrovano così ostaggi di una pianificazione a breve scadenza, costretti a subire variazioni continue dei prezzi alla pompa che impediscono previsioni su costi logistici e di trasporto. L’utilizzo reiterato di decreti d’urgenza, micro proroghe e riduzioni millimetriche restituisce l’immagine di un Esecutivo costretto a rincorrere l’emergenza anziché prevenirla o governarla strutturalmente.

Ne deriva un clima di generale sfiducia e di incertezza operativa per il tessuto produttivo nazionale, che necessiterebbe di interventi fiscali stabili, trasparenti e capaci di sterilizzare i ricarichi energetici in modo permanente, tutelando la competitività del sistema economico del Paese da shock internazionali ricorrenti.

QUALCHE MALUMORE NELL’ESECUTIVO

Da segnalare inoltre le parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Abbiamo tagliato un po’ di spese ai ministeri, non erano molto contenti. Quanto vale la misura? 245 milioni“. Nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha detto: “Non avendo portafoglio, non mi possono tagliare proprio niente“, riferisce Staffetta Quotidiana.

Il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto ha aggiunto: “Con la stabilizzazione degli addetti all’ufficio per il processo abbiamo raschiato il fondo del barile, non so cosa si possa prendere dal ministero della Giustizia… meglio che mi tenga le mani in tasca perché non si sa mai”

Infine il ministro dell’Università Anna Maria Bernini: “Ho un portafoglio e, sì, è stato aperto. Pro quota, ciascuno ha contribuito perché il caro carburanti impattasse meno possibile su famiglie e imprese. Abbiamo scelto la logistica, quindi il trasporto e l’agricoltura”. 

Accisa mobile sino a fine agosto, e poi? Il dopo ferie è un rebus

I PREZZI DI BENZINA E DIESEL OGGI

Questa mattina, riporta Staffetta, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,994 €/l per la benzina, mentre il gasolio si attesta a 2,092 €/l, risentendo delle tensioni sulle materie prime e della dinamica dei mercati internazionali. In autostrada rispettivamente 2,072 €/l e a 2,166 €/l.

TUTTO TROPPO IMPREVEDIBILE

La gestione del caro carburanti conferma la fragilità di una linea politica fondata su misure temporanee e rattoppi finanziari interni. I sacrifici imposti ai dicasteri, pur di coprire un intervento da 245 milioni di euro, evidenziano tensioni sotterranee e una penuria cronica di risorse strutturali.

Di fronte a prezzi che superano stabilmente i due euro al litro, il sistema economico e logistico italiano rimane ostaggio della contingenza internazionale. Senza una riforma fiscale organica e una vera programmazione energetica, la stabilità dei trasporti e la competitività delle imprese continueranno a dipendere esclusivamente dall’imprevedibile evoluzione delle crisi geopolitiche.

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