Petrolio Brent a 120 dollari: perché le stime Goldman Sachs schizzano

Petrolio Brent a 120 dollari: perché le stime Goldman Sachs schizzano

Tensioni sempre più forti fra USA e Iran, e problemi alle infrastrutture petrolifere dell’Arabia Saudita: ecco i motivi che spingono alle stelle il petrolio. Con ricadute pesanti su prezzi benzina e diesel

 

Tensioni sempre più forti fra USA e Iran, e problemi alle infrastrutture petrolifere dell’Arabia Saudita: ecco i motivi che spingono alle stelle il petrolio. Con ricadute pesanti su prezzi benzina e diesel

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15 Settembre 2026 - 14:49

Galoppano i prezzi del petrolio oggi dopo che gli attacchi alle infrastrutture energetiche dell’Arabia Saudita hanno messo fuori uso l’oleodotto Est-Ovest del regno: salgono i timori che i danni alle infrastrutture energetiche e alle rotte di trasporto possano richiedere più tempo del previsto per essere riparati. Il barile Brent decolla attorno a 110 dollari, ma Goldman Sachs stima che possa schizzare addirittura a 120 dollari, riferisce la Reuters. Le preoccupazioni si sono intensificate in quanto le forze Houthi in Yemen, sostenute dall’Iran, hanno lanciato ieri nuovi attacchi, mentre gli Stati arabi del Golfo rinviano le discussioni pianificate con Teheran. Più missili, meno dialogo, ed ecco il risultato, con ricadute pesantissime per benzina e diesel alla pompa.

PETROLIO: “FAME” DI GREGGIO IN AUMENTO

L’Arabia Saudita potrebbe esaurire il greggio disponibile per l’esportazione entro pochi giorni se l’oleodotto Est-Ovest non riprenderà le operazioni, secondo acquirenti e operatori di mercato. L’attacco all’oleodotto ha minacciato fino al 4% della fornitura globale di petrolio: così i listini lievitano.

“Il recente attacco potrebbe essere più grave del previsto e potrebbe minacciare i restanti 2 milioni di barili al giorno di esportazioni recenti da Yanbu, con le ultime valutazioni sui tempi di riparazione che variano da ‘molto presto’ a otto settimane“, ha dichiarato la banca d’affari in una nota. Che cita uno scenario in cui la produzione media di petrolio del Golfo nel 2027 resti inferiore di 4 milioni di barili al giorno rispetto ai livelli pre-guerra.

HORMUZ: PASSANO POCHE NAVI E SPETTRO 130 DOLLARI

Il traffico merci attraverso lo Stretto di Hormuz è sceso a 4 navi ieri, rispetto alle 10 del giorno precedente. Rincara la dose Capital Economics: “In assenza di un adeguamento della domanda o di maggiori flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, diverse settimane di chiusura dell’oleodotto Est-Ovest potrebbero spingere i prezzi del greggio Brent verso i 130 dollari al barile“.

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PREZZI BENZINA E DIESEL: MASSIMA INCERTEZZA

Mentre il Governo Meloni pensa a varie soluzioni, come un aumento dell’estrazione di petrolio in Italia col decreto Sblocca Trivelle, ecco le parole di Davide Tabarelli, presidente e fondatore di Nomisma Energia, in un’intervista a QN Energia: “La situazione peggiorerà. Possiamo continuare a raccontarci la storiella secondo cui tutto finirà in poco tempo, come hanno fatto credere i mercati negli ultimi 7 mesi, ma la realtà è che manca il petrolio“.

Ora viene meno l’uso dell’oleodotto in Arabia Saudita: garantiva un terzo dei 15 milioni di barili al giorno ora mancanti all’appello. Morale: “Rischiamo di ritrovarci al punto di partenza nella gestione dell’emergenza. In un quadro apocalittico, la benzina può toccare i 3 euro, ma l’unica certezza di questo mercato è l’incertezza, che potrebbe riportare i prezzi anche a 1,60 o 1,70 euro. Preghiamo che vada bene. Oggi la spinta è al rialzo e ci sono buone ragioni per temere uno shock persino più violento di quelli del 1973 e del 1979“.

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