Prezzi carburanti salgono senza fine: quale futuro

Prezzi carburanti salgono senza fine: quale futuro

Aumenti di benzina e diesel spinti dalle tensioni USA-Iran: il Governo valuta la proroga del taglio accise con l'extragettito IVA e interventi mirati

 

Aumenti di benzina e diesel spinti dalle tensioni USA-Iran: il Governo valuta la proroga del taglio accise con l'extragettito IVA e interventi mirati

di 
4 Settembre 2026 - 09:50

Oggi il ministero delle Imprese rende noti gli ennesimi aumenti di benzina e gasolio: verde a 2,046 euro in aumento di 0,007 euro, e diesel a 2,157 in rialzo di 0,010. Ogni pieno è da batticuore per gli italiani, che “pagano” la guerra USA-Iran. In che modo potrebbe porre rimedio il Governo Meloni? Fino al 5 settembre c’è il taglio accisa gasolio di 0,171 euro, che forse potrebbe essere prolungato al 10 settembre, sfruttando l’extragettito IVA di agosto. A seguire, l’Esecutivo pensa ad aiuti mirati per ceti deboli e imprese, mentre alcuni sindacati gestori arrivano a chiedere i prezzi di Stato. L’escalation delle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz continua a scaricare il proprio peso economico direttamente sulle tasche dei cittadini italiani.

CARBURANTI BOOM: TAGLIO ACCISA CON EXTRAGETTITO IVA

La prima linea di difesa dell’Esecutivo è rappresentata dagli interventi fiscali diretti sul prezzo finale alla pompa. La copertura per questo prolungamento verrebbe garantita dall’extragettito IVA incassato dallo Stato nel mese di agosto. L’aumento nominale dei prezzi di beni e servizi durante la stagione estiva ha infatti generato un’entrata fiscale indiretta superiore alle stime previste nel documento di economia e finanza.

Utilizzare il maggior gettito derivante dall’inflazione dei prezzi al consumo per sterilizzare l’aumento dei carburanti rappresenta l’applicazione pratica del meccanismo di accisa mobile, uno strumento pensato per riequilibrarsi in modo anticiclico quando i prezzi del greggio schizzano verso l’alto.

Sebbene la proroga al 10 settembre conceda un margine di respiro temporaneo, si tratta pur sempre di una soluzione a brevissimo termine che necessita di essere integrata con una strategia di medio e lungo periodo.

BENZINA E DIESEL: AIUTI STRUTTURALI

Terminata la finestra di copertura immediata garantita dall’extragettito IVA di agosto, la strategia dell’Esecutivo si orienta verso interventi di tipo selettivo. L’ipotesi di mantenere un taglio generalizzato delle accise per un periodo prolungato comporta infatti costi finanziari ingenti per le casse dello Stato (un miliardo al mese), difficilmente sostenibili senza intaccare gli equilibri della finanza pubblica in vista della prossima legge di Bilancio.

La linea strategica delineata prevede quindi l’abbandono delle misure a pioggia in favore di un pacchetto di interventi mirati indirizzati a due specifiche categorie: le famiglie a basso reddito e le attività produttive maggiormente esposte ai rincari.

Prezzi carburanti salgono senza fine in Italia

CARBURANTI, QUALE POSSIBILE FUTURO

La direzione sembra quindi quella di costruire una rete di protezione più selettiva, capace di intervenire dove il caro carburanti rischia di produrre gli effetti più pesanti. Per le famiglie meno abbienti, il Governo potrebbe valutare un sostegno temporaneo legato al reddito, così da compensare almeno in parte l’aumento dei costi di mobilità senza destinare risorse indistintamente a tutti gli automobilisti. Per le imprese, invece, l’attenzione potrebbe concentrarsi sui settori maggiormente dipendenti dal trasporto su strada, come autotrasporto, logistica, agricoltura e alcune attività artigiane.

La vera sfida per il Governo Meloni sarà dunque trovare un equilibrio tra la necessità di proteggere il potere d’acquisto degli italiani e quella di non trasformare l’emergenza energetica in un nuovo capitolo strutturale della spesa pubblica. Il prolungamento del taglio delle accise può rappresentare una prima risposta, ma non può diventare l’unico strumento a disposizione dell’Esecutivo.

Commenta con la tua opinione

X