Osservaprezzi carburanti: l’app debutta con prezzi non aggiornati

Osservaprezzi carburanti: l’app debutta con prezzi non aggiornati

Il Codacons richiede lo stop immediato dell'applicazione ministeriale, a causa di gravi inesattezze e dati non aggiornati sui distributori stradali

 

Il Codacons richiede lo stop immediato dell'applicazione ministeriale, a causa di gravi inesattezze e dati non aggiornati sui distributori stradali

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21 Luglio 2026 - 11:44

Polemiche sulla nuova app ufficiale Osservaprezzi carburanti del ministero delle Imprese: a criticarla sono le associazioni dei consumatori. Il Codacons ne chiede il blocco temporaneo, presentando al riguardo una segnalazione all’Antitrust. Il problema? L’applicazione “non fornisce un confronto immediato tra i prezzi dei vari distributori, diventando inutile“. Ed è “potenzialmente in grado di diffondere informazioni fuorvianti agli automobilisti in quanto mostra tra i risultati anche impianti che non hanno aggiornato i listini al pubblico per ritardi nelle comunicazioni da parte dei gestori“.

Addirittura “in alcuni casi i prezzi di benzina e gasolio forniti dall’app sono fermi al mese di giugno. Una striscia in caratteri molto piccoli informa circa la data dell’ultima comunicazione dei listini“.

OSSERVAPREZZI CARBURANTI: IL PARADOSSO

In definitiva, un automobilista che utilizza il servizio potrebbe così essere spinto a recarsi presso il distributore indicato dall’app come quello più conveniente nell’arco di 10 km, per poi scoprire sul posto che i prezzi praticati sono diversi da quelli indicati dall’applicazione, o che l’impianto è chiuso.

LA DENUNCIA DI ASSOUTENTI

Da parte sua, Assoutenti fa notare come la mancata comunicazione dei prezzi giornalieri al ministero, da effettuare quando i listini aumentano o diminuiscono rispetto al prezzo precedente, “altera il fine stesso dell’app, che è quello di fornire in tempo reale informazioni ai cittadini circa i listini di benzina e gasolio praticati in una determinata zona“.

Due le richieste: eliminare dall’app gli impianti che, pur modificando i listini, non forniscono giornalmente i prezzi al pubblico; sanzionare i gestori sulla base della legge 23 del 2023 che prevede espressamente multe da 200 a 2.000 euro per chi vìola gli obblighi di rendere noti dei prezzi dei carburanti.

Osservaprezzi carburanti l'app debutta con prezzi non aggiornati

INTANTO I PREZZI ESPLODONO 

Da sabato 11 luglio a sabato 18 luglio 2026, il Brent è salito del +15,85 % in $/barile e del +15,91 % in €/barile (con un tasso di cambio €/$ pressoché stabile), riferisce la Figisc, sindacato gestori.

Le quotazioni dei raffinati sulla piazza del Mediterraneo sono lievitate in una settimana tra il +12,82 ed il +17,08 % (rispettivamente per la benzina e per il gasolio), a riprova di una perdurante e grave criticità sul livello della disponibilità dei prodotti e delle scorte.

La nostra impressione è che – in assenza di misure strutturali contro il boom dei prezzi – il ministero ricorra a provvedimenti di scarso peso. Col petrolio quasi a 90 dollari per le tensioni in Medio Oriente, e col Governo che ha eliminato troppo presto il taglio accise, Staffetta Quotidiana evidenzia come il diesel sia oltre 2,1 euro al litro e la benzina a 1,942 euro (a un millimetro dal massimo quest’anno), in costante rialzo.

Dell’ipotesi di sostegni a famiglie e imprese, l’Esecutivo non parla più. Pertanto, prezzi pieni con tasse al 100% e nessun aiuto a chi è in difficoltà. Con USA e Iran che si guardano in cagnesco, si va verso un esodo contrassegnato da pieni di verde e gasolio stellari.

CONSEGUENZE PER L’INFLAZIONE

Con il solito micidiale effetto domino, l’aumento dei costi di trasporto e logistica genererà una pressione inflattiva a catena su beni di prima necessità e servizi. Questo scenario erode ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie italiane, già provate dai rincari persistenti, e rischia di frenare la ripresa economica proprio alla vigilia dei flussi turistici estivi.

Nel frattempo, l’inefficacia di strumenti di monitoraggio come la nuova app Osservaprezzi del ministero delle Imprese, contestata dalle associazioni dei consumatori per dati obsoleti e non tempestivi, lascia i cittadini privi di un reale supporto informativo per mitigare l’impatto dei rincari sul proprio bilancio familiare, accentuando un clima di generale incertezza economica.

Fra i primi settori a risentirne, l’automotive: anzitutto, si rinuncia a comprare una vettura nuova, cercando di rivolgersi all’usato: con ripercussioni su sicurezza stradale, ambiente, costi dei risarcimenti e prezzi RCA.

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