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Guerra in Ucraina: tutti i danni al settore automotive

Gli effetti nefasti della guerra in Ucraina: tutti i danni al settore automotive, dalla carenza dei componenti ai problemi di logistica, senza sottovalutare la sicurezza

8 giugno 2022 - 12:30

L’industria dell’automotive, già provata dallo tsunami della pandemia, è tra quelle che stanno maggiormente accusando gli effetti nefasti della guerra in Ucraina. Le difficoltà riguardano tutti i settori, dalla carenza (e dal rincaro) dei materiali alla logistica, per non parlare del problema della sicurezza dei veicoli, assolutamente prioritario. Si rischia infatti che a causa della situazione precaria del comparto arrivino sul mercato veicoli non adeguatamente testati.

GUERRA IN UCRAINA: DANNI LOGISTICI E DI APPROVVIGIONAMENTO

Secondo un lancio di TÜV Italia che cita uno studio dell’agenzia Standard & Poor’s Global Mobility, nel biennio 2022-2023 è prevista una riduzione di circa 5 milioni di unità sulla produzione globale di autoveicoli. Le ragioni sono da ricercare, in primo luogo, nei problemi logistici e della catena di approvvigionamento che ha generato il conflitto, oltre alle carenze di alcuni componenti critici. In Ucraina vengono prodotti i cablaggi, usati nei veicoli per l’energia elettrica e la comunicazione tra le parti: il Paese ospita 17 stabilimenti dediti a queste produzioni ed è secondo solo a Romania e Marocco, oltre a essere strategicamente coinvolto insieme alla Polonia nella rotta di sdoganamento e smistamento anche di materie prime e prodotti provenienti dalla Cina. D’altra parte, sul fronte opposto, ci sono gli stabilimenti situati in Russia alle prese con le conseguenze delle sanzioni e della difficoltà dei trasporti.

Di fronte a queste difficoltà, i produttori stanno dando la priorità alla produzione di vetture di fascia alta (in particolare quelle elettriche o ibride) che offrono maggiori margini di profitto, a sfavore della produzione delle utilitarie e, quindi, a danno delle fasce economicamente più deboli. Non a caso ci troviamo di fronte ad una crescita del mercato dell’usato, amplificando il fenomeno di una maggiore richiesta di pezzi di ricambio, talvolta obsoleti (con evidenti ripercussioni sulla sicurezza di auto e moto).

GUERRA IN UCRAINA: CARENZA E RINCARO DEI MATERIALI

Ma sebbene ci sia un orientamento alla produzione di auto ibride o elettriche, anche in questo campo occorre fare i conti con diversi ostacoli. Sia Ucraina che Russia, infatti, sono paesi fornitori di materiali preziosi per le batterie elettriche. Il nichel, il cui prezzo è letteralmente impazzito nelle ultime settimane, è utilizzato sia nelle batterie per auto elettriche che nella produzione di acciaio; sono fortissimi anche i rincari che si registrano per cobalto e litio.

A questo proposito ricordiamo che da Ucraina, Russia e Bielorussa proviene oltre il 36% del nichel mondiale necessario nelle batterie delle auto elettriche e addirittura il 100% del palladio mondiale, elemento principale nelle marmitte catalitiche (approfondisci qui).

Secondo un’analisi di IHS Markit, i costi medi delle batterie per vetture elettriche sono aumentati fino a 7.000 dollari per veicolo sulla scia dell’invasione russa dell’Ucraina. Quest’ultima è anche una grande esportatrice di gas neon che serve per la produzione di semiconduttori.

EFFETTO GUERRA SUL SETTORE AUTO, ANCHE SULLA SICUREZZA DEI VEICOLI

Alla luce di una situazione così impervia, conclude TÜV, è fondamentale continuare a garantire la sicurezza elettrica ed elettronica dei componenti automotive, soprattutto nelle auto di nuova generazione, così complesse rispetto ai modelli passati. Diventa perciò fondamentale affidarsi, nella gestione dei progetti di validazione prima dell’immissione su strada, a partner di testing esperti e all’avanguardia, per assicurarsi che le auto che guideremo risultino sicure al 100%. Insomma, ‘a prova di guerra’.

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