Bain: da Ucraina e Russia il 100% del Palladio per le ICE

La guerra in Ucraina è l’ultima di una serie di grandi crisi da cui i Costruttori potranno uscire solo rivoluzionando totalmente i rapporti con i fornitori: ecco il rapporto Bain

17 maggio 2022 - 12:55

L’industria automotive ha mostrato solo di recente cosa accade quando la dipendenza di materie prime e componenti lega i Costruttori a singoli/unici fornitori o mercati chiave. La questione Ucraina – Russia è l’evento più recente di una lunga serie di crisi che hanno destabilizzato l’economia europea e internazionale, ma anche tra i più minacciosi per la sopravvivenza della filiera automotive. Lo abbiamo approfondito grazie a Gianluca Di Loreto, Partner Bain & Company Italy, che ha condiviso con SicurAUTO.it dati e analisi in esclusiva di uno studio inedito che spiega perché l’industria automotive europea risente così tanto del conflitto in Ucraina e cosa faranno i Costruttori per uscire dallo stallo.

GLI EVENTI RECENTI CHE HANNO COLPITO L’INDUSTRIA AUTOMOTIVE

L’industria automotive mondiale fronteggia continuamente situazioni che minacciano la continuità produttiva. Dalle calamità naturali che si abbattono su stabilimenti e hub strategici, a fattori politici, economici e sociali, che hanno avuto sempre un impatto sui mercati regionali. Solo negli ultimi 10 anni – secondo la ricostruzione di Bain nell’infografica sotto, ci sono stati numerosi eventi con impatti differenti ma comunque significativi sull’industri automotive.

Hanno provocato discontinuità o una maggiore frequenza di interruzioni nella fornitura e scambi commerciali per più periodi:

– 2011 – 2013, le proteste e i conflitti in medio oriente (a cui ci si riferisce come Primavera Araba);

– 2011 – 2012, terremoti in Giappone e Indonesia e Tsunami in Giappone;

– 2014, guerra Ucraina – Russia e le sanzioni imposte alla Russia;

– 2015, tifone a Taiwan e in Giappone, incidenti al porto di Tianjin (Cina), protesta sindacale nei porti USA;

Poi dal 2017 sono aumentati gli eventi che hanno avuto un maggiore impatto sull’industria automotive in particolare:

– 2017-2019, la Brexit che ha visto il Regno Unito uscire dalla zona euro;

– 2018 – 2020, guerra commerciale tra Cina e USA, con introduzione di dazi sulle importazioni;

– 2018 – ad oggi, incremento del rischio di attacchi informatici e necessità di cyber security;

– 2020 – ad oggi, l’emergenza Covid-19;

– 2021 ad oggi, la crisi di semiconduttori, materie prime e componenti;

– 2022, conflitto Ucraina – Russia;

LE MATERIE PRIME IN UCRAINA, RUSSIA E BIELORUSSIA

Ma perché l’economia internazionale (soprattutto europea, vista la distanza) risente così tanto del conflitto Ucraina – Russia, se l’est Europa assorbe solo il 2% delle vendite globali di auto? La risposta non è solamente nella fornitura energetica, ma soprattutto nella dipendenza della filiera dalle forniture di materiali e componenti indispensabili per la produzione di veicoli. L’analisi di Bain sottolinea anche un altro aspetto: ad essere minacciata non è solo la continuità produttiva delle nuove auto elettriche e Plug-in, ma anche la componentistica delle auto tradizionali. “Da Ucraina, Russia e Bielorussa infatti proviene il 100% del palladio (mondiale) elemento principale nelle marmitte catalitiche.” Spiega Gianluca Di Loreto“Oltre poi al 36% del nichel mondiale necessario nelle batterie delle auto elettriche”.

Guardando in particolare l’approvvigionamento di materie prime provenienti da Russia, Bielorussia e Ucraina, per il settore dell’industria automotive sono rilevanti principalmente:

Palladio (esclusivamente dalla Russia), maggiore del 100% come quota a livello globale, considerato anche l’apporto da riciclo;

Acciaio (prevalentemente dalla Russia), 69%;

Nichel (esclusivamente dalla Russia), 36%;

Rame (prevalentemente dalla Russia), 23%;

Alluminio (prevalentemente dalla Russia), 22%;

BAIN: 1 MILIONE DI VEICOLI COLPITO DA CARENZA DI COMPONENTI

Interruzioni degli approvvigionamenti, blocchi di produzione e dipendenza da altri mercati chiave, hanno spinto i maggiori fornitori di componenti e in molti casi i Costruttori stessi a cambiare il paradigma della supply chain, ma non sarà così facile o immediato. “Eventuali trasferimenti di produzione”, dichiara Di Loreto, nella foto sopra, “potrebbero richiedere da 3 a 10 mesi, a causa dei tempi di attesa per i macchinari e la formazione del personale”. Mercedes Benz, come riporta Bain, baserà i rapporti di fornitura non più sul prezzo più basso ma sull’ottimizzazione dei costi di trasporto, su distanze più brevi e che considerano le potenziali restrizioni a livello globale.

“Eventuali trasferimenti di produzione”, afferma Di Loreto, “potrebbero richiedere da 3 a 10 mesi, a causa dei tempi di attesa per i macchinari e la formazione del personale”. Cosa succederà nell’immediato futuro? Lo studio Bain prevede che nel 2022 e nel 2023 l’impatto sarà principalmente legato alla perdita di vendite dirette in Russia, Bielorussia e Ucraina. Dopo il 2024, invece, l’impatto sarà legato alle ripercussioni economiche generali della guerra. Gli effetti saranno percepiti maggiormente in Europa che negli USA (possibile rallentamento economico a medio termine) o in Cina (già alle prese con le rinnovate restrizioni per il Covid).

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