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Crisi energetica: 6 italiani su 10 temono di restare senza benzina
Gli italiani temono le conseguenze della crisi petrolifera. In particolare il 64% ha paura di restare senza scorte di carburante
Gli italiani temono le conseguenze della crisi petrolifera. In particolare il 64% ha paura di restare senza scorte di carburante
Quanto dureranno ancora le scorte di benzina nei distributori? Per poco tempo secondo 6 italiani su 10, che rispondendo a un sondaggio di Eumetra temono difficoltà nel reperire carburante alle pompe se non interverrà una rapida soluzione della crisi in Medio Oriente. Gli italiani esprimono infatti forte preoccupazione per le conseguenze di una crisi energetica prolungata, facendo tuttavia emergere una buona disponibilità ad adottare comportamenti più sostenibili per contenere consumi e spese.
IL 64% TEME DIFFICOLTÀ NEL REPERIRE CARBURANTE
Tra i partecipanti al sondaggio, il timore più diffuso riguarda però non tanto i carburanti quanto i rincari dei beni alimentari, indicati dall’84% con un picco nel Nord-Est (88%). Subito dopo si collocano gli aumenti delle bollette di luce e gas (83%) e solo al terzo posto il forte incremento del prezzo di benzina e diesel (80%). Come detto, più di sei italiani su dieci (64%) temono di restare senza carburante, una preoccupazione che risulta particolarmente sentita tra le donne. Seguono scenari legati a possibili misure di contenimento dei consumi: limitazioni all’uso dell’aria condizionata (36%), introduzione di targhe alterne o domeniche senza auto (35%) e restrizioni ai viaggi aerei (34%), tutte preoccupazioni più marcate nel Sud e nelle Isole. Meno diffuso, ma comunque presente, il timore di un ritorno obbligatorio allo smart-working totale (24%).
IL 40% È DISPOSTO A RIDURRE L’USO DELL’AUTO
Come anticipavamo, però, d concretamentei fronte a una crisi energetica prolungata, gli italiani sembrano pronti ad adattare i propri comportamenti. La misura più citata, ça va sans dire, è la riduzione dell’uso dell’auto (40%), soprattutto tra uomini (46%) e over 55. Seguono: evitare di prenotare voli nei prossimi mesi (28%), limitare l’uso del climatizzatore nelle ore più calde (27%), scegliere per le vacanze estive mete in Italia raggiungibili in auto o treno (23%) e lavorare da remoto su base volontaria (22%). Opzione quest’ultima più diffusa tra i giovani da 18 a 34 anni (29%) che dimostrano una naturale propensione allo smart-working rispetto ai colleghi più anziani.

CRISI ENERGETICA: SOLO L’11% DEGLI ITALIANI DICHIARA CHE NON FARÀ NULLA
Tra le altre azioni considerate per limitare gli effetti della crisi energetica ci sono pure fare scorte di beni alimentari (22%, soprattutto donne), ridurre l’uso degli elettrodomestici (21%) e investire in fonti di energia alternativa domestica, come i pannelli solari (17%). Una quota minoritaria dichiara di non prevedere alcuna misura (11%), mentre un italiano su dieci ipotizza di ridurre la spesa alimentare (10%) o di sostituire gli elettrodomestici di casa con modelli più efficienti (10%).