Carburanti: 12 miliardi di euro sottratti all’erario ogni anno

Carburanti: 12 miliardi di euro sottratti all’erario ogni anno

Il commercio illecito di carburanti sottrae 12 miliardi all’anno all'erario, inquinando il mercato e impedendo il necessario taglio delle accise

 

Il commercio illecito di carburanti sottrae 12 miliardi all’anno all'erario, inquinando il mercato e impedendo il necessario taglio delle accise

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6 Luglio 2026 - 10:26

Ogni anno, le casse dello Stato italiano perdono 12 miliardi di euro a causa di un commercio clandestino di prodotti petroliferi: una minaccia sistemica per l’intera economia nazionale. La cifra, impressionante per entità e costanza, trova le sue radici in analisi presentate fin dalle sedi parlamentari. È il caso della testimonianza resa anni fa da Sandro Raimondi, Procuratore della Repubblica di Trento, che già nel 2019 evidenziava come il 30% del venduto sfuggisse all’imposizione fiscale, sottolineando la crescente infiltrazione della criminalità organizzata nel settore, riferisce Gestori Carburanti. Un allarme rilanciato in queste ore in Commissione parlamentare.

CARBURANTI: TASSE EVASE? VARI EFFETTI NEGATIVI

Il fenomeno causa un danno erariale. Questo impedisce manovre di alleggerimento fiscale, come la tanto attesa riduzione delle accise per allinearle alla media europea: ci sono solo misure estemporanee.

Il problema ha risvolti profondi che riguardano la trasparenza della filiera e la sopravvivenza stessa della concorrenza leale.

Gli automobilisti, ignari del meccanismo, si riforniscono quotidianamente presso impianti dove spesso la provenienza e la qualità del carburante non possono essere minimamente garantite, alimentando di fatto un sistema che inquina il mercato in ogni sua fase: dall’importazione allo stoccaggio, fino al trasporto e alla distribuzione al dettaglio.

La cronaca recente continua a confermare la gravità della situazione con sequestri quasi quotidiani effettuati dalla Guardia di Finanza.

Tuttavia, l’attuale impianto normativo costringe le forze dell’ordine e la magistratura a rincorrere le irregolarità dopo che si sono verificate, in un gioco di guardie e ladri dove questi ultimi partono con un vantaggio competitivo incolmabile basato sull’evasione fiscale.

QUALE SOLUZIONE AL PROBLEMA DELLE TASSE NON PAGATE SU BENZINA E DIESEL

La soluzione esiste, ma rimane chiusa nei cassetti del ministero delle Imprese, prosegue l’articolo. Il disegno legge di riforma del settore attende da tempo di essere portato all’approvazione del Consiglio dei ministri: contiene gli strumenti necessari per invertire la rotta.

Secondo le proiezioni, anche solo il recupero del 15% del gettito attualmente sottratto allo Stato consentirebbe un abbattimento permanente e strutturale delle accise di circa 5 centesimi al litro.

Un ulteriore beneficio di pari entità potrebbe derivare dalla chiusura di almeno 7.000 impianti inefficienti e dall’espulsione delle influenze malavitose che inquinano la filiera.

In totale, si parla di 10 centesimi al litro che potrebbero tornare direttamente nelle tasche degli automobilisti italiani. È un “asso nella manica” che il ministero non cala sul tavolo.

Carburanti: 12 miliardi di euro sottratti all'erario ogni anno

IN ATTESA DELLA RIFORMA DEL SETTORE DELLA DISTRIBUZIONE, È SUCCESSO DI TUTTO

È dal 2019 che il settore distributivo attende una riforma dei propri assetti relazionali. Sette anni di attesa, segnati da un susseguirsi di crisi planetarie – dalla pandemia al conflitto in Ucraina, fino alle tensioni in Medio Oriente – che hanno sistematicamente relegato in secondo piano una revisione normativa a costo zero, ma mai attuata, dice il sindacato di categoria Figisc.

La dipendenza energetica dell’Europa da aree instabili ha innescato continue emergenze sui prezzi, riaccendendo il dibattito sulle accise e drenando risorse e attenzioni politiche.

Mentre la politica rimandava, il mercato si è evoluto unilateralmente. Si sono consolidati nuovi assetti proprietari, è aumentata la polverizzazione del settore e si è assistito a una proliferazione di contratti anomali, a discapito della tutela dei gestori e della rappresentatività della categoria.

AGITAZIONE DEL SETTORE

Faib Confesercenti e Fegica hanno infatti proclamato lo stato di agitazione dei benzinai, minacciando una chiusura prolungata se la riforma del settore carburanti non approderà rapidamente in Consiglio dei ministri. Le organizzazioni denunciano “l’inaccettabile inerzia del ministero delle Imprese, che sta bloccando il provvedimento concordato“.

Tale ritardo, secondo i sindacati, aggrava la crisi di un comparto già fragile: le associazioni chiedono un impegno concreto e immediato per evitare il blocco totale del servizio su rete ordinaria e autostradale.

La protesta punta a sbloccare l’iter legislativo, ritenuto indispensabile per garantire sostenibilità economica, legalità e certezze contrattuali a migliaia di gestori.

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