Taglio accise: stavolta nessuna proroga, ecco perché
Il Governo italiano si avvia verso lo stop definitivo allo sconto sulle accise dei carburanti a partire dal 3 luglio 2026
Il Governo italiano si avvia verso lo stop definitivo allo sconto sulle accise dei carburanti a partire dal 3 luglio 2026
L’estenuante telenovela del taglio accise carburanti in Italia sta per finire, a quanto pare. Lo sconto sulle tasse di 5 centesimi al litro di benzina e diesel (che si traduce in 6,1 centesimi con IVA) non verrà ulteriormente rinnovato dal Governo Meloni. Perché? La tesi dell’Esecutivo è che ci sarebbe la pace in Medio Oriente, con calo del petrolio, e riflessi positivi alla pompa. Morale: gli interventi fiscali eccezionali sui carburanti sono nati per rispondere a picchi emergenziali e vanno progressivamente a esaurirsi. Con la riapertura dello Stretto di Hormuz, si sarebbe allentata la morsa sui mercati energetici, generando una discesa costante delle quotazioni internazionali del greggio che riduce la pressione sui prezzi al dettaglio.
STOP TAGLIO ACCISE, CHE LEGNATA
L’effetto pratico della fine dello sconto si farà sentire subito sui tabelloni dei distributori. Questa mattina (dati Staffetta Quotidiana), il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,823 €/l per la benzina (-6 millesimi rispetto a ieri), 1,914 €/l per il gasolio (-8), 0,768 €/l per il Gpl (-2) e 1,559 €/kg per il metano (-1). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 1,917 €/l per la benzina (-9), 2,001 €/l per il gasolio (-12), 0,879 €/l per il Gpl (invariato) e 1,586 €/kg per il metano (invariato).
Pertanto, col ripristino dell’accisa IVA inclusa di 6,1 cent, abbiamo che la benzina e il diesel salgono rispettivamente a 1,884 €/l e 1,975 €/l sulla rete stradale ordinaria, mentre sulla rete autostradale si attestano rispettivamente a 1,978 €/l e 2,062 €/l.
PRIMA SÌ, POI FORSE, QUINDI NO
Affrontare una dinamica complessa come il caro energia attraverso un atteggiamento incerto o con decisioni dell’ultimo minuto rischia di innescare fenomeni speculativi lungo la filiera distributiva. Le perplessità aumentano se si guarda allo scenario macroeconomico globale: il recente accordo diplomatico tra Stati Uniti e Iran non offre garanzie assolute di stabilità, data l’estrema fragilità degli equilibri geopolitici in Medio Oriente e l’assenza di una risoluzione definitiva per i conflitti in corso nell’area.
Si devono fare i conti con Trump e i leader della Repubblica Islamica, che da un momento all’altro potrebbero fare un cambiamento di 180 gradi. Senza dimenticare che, se il greggio scende, il calo del prezzo alla pompa non è né immediato né automatico.

IL QUADRO DELLA SITUAZIONE AL DISTRIBUTORE
Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i 20 mila punti vendita che comunicano i prezzi all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese (rete stradale e autostradale insieme), ecco le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta Quotidiana: benzina self service a 1,831 euro/litro (compagnie 1,830, pompe bianche 1,833), diesel self service a 1,924 euro/litro (compagnie 1,925, pompe bianche 1,923).
Benzina servito a 1,971 euro/litro (compagnie 2,007, pompe bianche 1,905), diesel servito a 2,066 euro/litro (compagnie 2,104, pompe bianche 1,994). Gpl servito a 0,777 euro/litro (compagnie 0,785, pompe bianche 0,769), metano servito a 1,560 euro/kg (compagnie 1,560, pompe bianche 1,560), Gnl 1,461 euro/kg (compagnie 1,465 euro/kg, pompe bianche 1,458 euro/kg).
Sulla benzina self service Eni è a 1,826 euro/litro (2,037 il servito); IP a 1,834 (2,005 servito); Q8 a 1,827 (2,005 servito); Tamoil a 1,820 (1,907 servito); sul gasolio self service Eni è a 1,919 (2,132 servito); IP a 1,930 (2,103 servito); Q8 a 1,924 (2,103 servito) e Tamoil a 1,910 (2,003 servito).