Noleggio vale il 32% del mercato auto ma il futuro preoccupa: ecco perché

Noleggio vale il 32% del mercato auto ma il futuro preoccupa: ecco perché

Nei primi 9 mesi 2026 le immatricolazioni del noleggio auto in Italia crescono del 6% (32% del mercato), ma le incertezze normative minacciano il settore

 

Nei primi 9 mesi 2026 le immatricolazioni del noleggio auto in Italia crescono del 6% (32% del mercato), ma le incertezze normative minacciano il settore

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6 Ottobre 2026 - 10:41

Nei primi 9 mesi 2026, in Italia, le società di noleggio di auto e commerciali hanno immatricolato 443 mila veicoli, in aumento quasi del 6% sullo stesso periodo del 2025, svela Dataforce, elaborando i numeri del ministero delle Infrastrutture. Un comparto che vale ben il 32% di tutte le vendite del Paese: un pilastro senza eguali. A sorridere ancor più è il noleggio breve (sotto i 30 giorni, per capirci), a 131 mila e addirittura +36%. Eppure, ci sono nubi all’orizzonte, che andiamo a capire meglio qui giù.

SPLENDE IL SOLE SUL NOLEGGIO, CON NUVOLE IN VISTA

Italo Folonari, presidente Aniasa (Associazione italiana autonoleggio), evidenzia come sia arrivata una conferma: “La capacità del settore di sostenere il mercato automotive e di rispondere alle esigenze di mobilità di imprese, professionisti, cittadini e turisti”. Una crescita che rischia tuttavia di essere frenata da una “bulimia legislativa”. Cioè?

  • Fringe benefit. Qui il Governo tira dritto nonostante le proteste del settore. La tassazione non risulterà più differenziata in base alle emissioni di anidride carbonica (imposte fra il 25 e il 60%). Ma sarà del 50% del valore convenzionale ACI: ridotto al 10% per le auto elettriche e al 20% per le ibride plug-in. Per ora, a niente sono serviti gli appelli dell’Aniasa (noleggio) affinché la normativa non diventi realtà.
  • “Insane complicazioni sull’Imposta Provinciale di Trascrizione”.
  • Altrettante complicazioni sul bollo (tassa di proprietà).
  • Assurda previsione contenuta nel Codice della Strada che trasferirebbe sulle società di noleggio i costi delle multe non pagate dai clienti stranieri.

QUALI RICADUTE SUL NOLEGGIO

Queste misure rendono sempre più difficile programmare investimenti. Non c’è solo l’incertezza del quadro regolatorio. Folonari parla di “visione del settore come una sorta di bancomat da cui drenare nuove risorse”.

Eppure, c’è un “contributo concreto alla transizione ecologica: le flotte a nolo hanno un’età media di circa 4 anni, contro gli oltre 11 anni del parco circolante nazionale”.

Poi il noleggio breve spinge l’industria turistica, “permettendo a milioni di visitatori di raggiungere borghi, località e attrazioni non adeguatamente serviti dal trasporto pubblico”.

Noleggio vale il 32% del mercato auto ma il futuro preoccupa, ecco perché

LE RICHIESTE ANIASA ALLE ISTITUZIONI

“Chiediamo quindi alle istituzioni di superare un approccio normativo frammentato, di avviare il più volte declamato percorso di semplificazione e razionalizzazione delle regole”.

Si punta a “eliminare sovrapposizioni, adempimenti e disposizioni che aumentano la complessità senza produrre benefici e di riconoscere pienamente il noleggio come un asset strategico per il Paese. Servono stabilità, certezza delle regole e una visione di medio-lungo periodo. È ora di definire un quadro normativo unico dedicato al settore”, la chiosa.

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