Prezzi carburanti: GdF potenzia i controlli contro frodi e infiltrazioni mafiose

Prezzi carburanti: GdF potenzia i controlli contro frodi e infiltrazioni mafiose

La Guardia di Finanza intensifica le verifiche sulla filiera dei carburanti per contrastare frodi fiscali, speculazioni e infiltrazioni della criminalità organizzata

 

La Guardia di Finanza intensifica le verifiche sulla filiera dei carburanti per contrastare frodi fiscali, speculazioni e infiltrazioni della criminalità organizzata

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29 Giugno 2026 - 13:00

La Guardia di Finanza stringe la morsa sulla filiera dei carburanti. Sotto la spinta delle tensioni geopolitiche e di un mercato energetico costantemente sotto pressione, il Corpo ha varato un massiccio potenziamento delle attività di vigilanza. L’obiettivo è blindare la trasparenza dei prezzi alla pompa a tutela dei consumatori e sradicare un fitto reticolo di frodi fiscali e infiltrazioni mafiose.

A spiegare tutto è il Generale di brigata Giancarlo Franzese, capo del III Reparto Operazioni del Comando generale delle Fiamme Gialle. Lo ha fatto in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Si tratta di un’attività di intelligence economico-finanziaria. Questa è capace di ricostruire l’intera catena del valore e intercettare le manovre distorsive prima che colpiscano le tasche dei cittadini.

CARBURANTI, QUALI TRUFFE

Tra i fenomeni fraudolenti più diffusi e preoccupanti sul territorio nazionale, spicca l’illecita introduzione di oli lubrificanti artatamente miscelati, noti in gergo tecnico come “designer fuels”, i quali vengono impiegati come carburanti per autotrazione in totale evasione dell’imposta di consumo.

Un altro fronte caldo è rappresentato dall’impiego illecito di prodotti energetici esenti o sottoposti ad aliquota agevolata, dirottati verso usi maggiormente tassati.

Il bilancio operativo degli ultimi 17 mesi testimonia l’intensità di questo sforzo: sono state sequestrate 2.836 tonnellate di prodotti energetici illegali e denunciati 658 soggetti, con un totale di 10 arresti eseguiti.

I TENTACOLI DELLA PIOVRA SULLE POMPE DI BENZINA

Un capitolo centrale dell’attività investigativa riguarda il ruolo delle mafie e la loro penetrazione nel settore. L’interesse delle moderne organizzazioni criminali nel comparto dei carburanti ha trovato una chiara conferma empirica in una recente operazione condotta a Messina, che ha portato all’applicazione di misure cautelari nei confronti di cinque persone.

I soggetti coinvolti gestivano un impianto di distribuzione stradale per conto di storici clan locali, schermando la reale proprietà dell’attività attraverso un fitto sistema di intestazioni fittizie.

Prezzi carburanti GdF potenzia i controlli contro frodi e infiltrazioni mafiose

LA PACCHIA DEI SOLDI PUBBLICI

Le mafie intravedono straordinarie opportunità di profitto nel beneficiare di pubblici finanziamenti a favore di iniziative imprenditoriali del settore.

Le indagini hanno svelato diversi casi caratterizzati da accordi di tipo collusivo stretti con funzionari pubblici infedeli, finalizzati ad agevolare il rilascio di autorizzazioni amministrative o a pilotare l’aggiudicazione di appalti pubblici legati ai lavori di realizzazione di parchi eolici.

UNA “LAVATRICE” PER SOLDI SPORCHI

Le indagini evidenziano come il settore dei carburanti costituisca una delle più remunerative opportunità per riciclare i proventi derivanti da altre attività illecite. Attraverso l’utilizzo sistematico di società cartiere e il ricorso a strutturate frodi carosello, i sodalizi criminali riescono a ottenere l’indebita fruizione di regimi fiscali agevolati.

Questo meccanismo genera ingenti e immediati profitti illeciti che derivano direttamente dall’evasione dell’IVA e delle accise (le famigerate tasse su benzina e diesel), somme che vengono poi sistematicamente reinvestite. Dove? Sia nello stesso circuito economico sia in altri traffici illegali, inquinando il mercato dei combustibili e alterando la libera concorrenza tra gli operatori onesti.

ANTI MINACCIA MECCANICA

Non ultimo, i carburanti alterati, come i “designer fuels” miscelati abusivamente per evadere le tasse, sono una minaccia meccanica. Queste sostanze prive di standard qualitativi aggrediscono i sistemi di iniezione, intasano i filtri e causano depositi distruttivi nei cilindri, provocando guasti gravissimi e riparazioni da migliaia di euro.

L’offensiva della Guardia di Finanza sulla filiera blocca alla radice la circolazione di questi prodotti contaminati. Stringere le maglie dei controlli significa quindi intercettare le miscele illegali prima che finiscano nei serbatoi, salvaguardando direttamente l’integrità dei motori e la sicurezza degli automobilisti.

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