Aeroporti insicuri: lascia l’auto nel parcheggio a pagamento e la ritrova smontata Fonte: Corriere della Sera

Aeroporti insicuri: lascia l’auto nel parcheggio a pagamento e la ritrova smontata

Un imprenditore bresciano ritrova la propria BMW cannibalizzata nel parcheggio P3 di Orio al Serio: 20.000 euro di danni

 

Un imprenditore bresciano ritrova la propria BMW cannibalizzata nel parcheggio P3 di Orio al Serio: 20.000 euro di danni

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19 Maggio 2026 - 13:48

I ladri “piranha“ che “cannibalizzano“ le auto colpiscono ovunque in Italia: perfino nei parcheggi a pagamento degli aeroporti. Infatti, il rientro da un viaggio d’affari si è trasformato in un incubo per un imprenditore bresciano a Orio al Serio (Bergamo), racconta il Corriere. Dopo essere atterrato in piena notte, l’uomo si è diretto verso il parcheggio a pagamento gestito da Sacbo, scoprendo che la sua BMW era stata “sbranata” dai criminali. I malviventi hanno smontato l’intero avantreno del veicolo (vedi foto in apertura), portando via componenti fondamentali come fari, cofano e radiatore. Ricambi che valgono oro al mercato nero dei pezzi usati. L’episodio solleva pesanti interrogativi sulla sicurezza dei posteggi aeroportuali, lasciando la vittima in una situazione di totale abbandono, senza assistenza immediata e con un danno economico che sfiora i 20.000 euro. Più una lunga catena di disagi e di procedure amministrative da sobbarcarsi.

IL FURTO SHOCK AL PARCHEGGIO P3 DI BERGAMO: AUTO A PEZZI

La vicenda che ha colpito Andrea Montini evidenzia la crescente vulnerabilità addirittura delle aree di sosta aeroportuali. L’imprenditore bresciano aveva lasciato la sua vettura nel parcheggio P3 di Sacbo mercoledì a mezzogiorno, pagando una tariffa giornaliera di 29 euro per garantire l’incolumità del mezzo durante un breve viaggio d’affari di due giorni. Al suo ritorno, avvenuto venerdì notte intorno all’1.30, l’amara scoperta in un contesto caratterizzato da una totale oscurità e assenza di controlli. A causa del buio pesto che avvolgeva l’intera area di sosta dello scalo di Bergamo, l’uomo si è reso conto del disastro soltanto nel momento in cui si è seduto al posto di guida. I malviventi hanno agito completamente indisturbati nel corso della notte, smontando con perizia tutto il possibile: un “lavoro” da professionisti, che si allenano in qualche carrozzeria abusiva. Un’opera chirurgica e mirata.

UN DANNO DA 20.000 EURO: MEZZO DISTRUTTO

Secondo le prime valutazioni tecniche effettuate sulla BMW, il valore dei pezzi di ricambio asportati e la complessa manodopera necessaria per il ripristino strutturale configurano un danno da 20.000 euro. Oltre alla ingente perdita economica immediata, si aggiunge un prolungato disagio logistico per l’attività lavorativa dell’imprenditore, dato che il veicolo dovrà rimanere fermo in officina per circa due mesi in attesa delle riparazioni. La vittima del furto ha espresso tutto il suo sconcerto per una situazione definita paradossale, considerando specialmente che l’accesso a questa specifica struttura a pagamento è regolato da barriere automatizzate. Nonostante la sosta venga regolarmente tariffata, i criminali hanno usufruito del tempo necessario per smantellare l’auto senza che nessuno rilevasse movimenti sospetti.

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IL DRAMMA DELL’ABBANDONO NELLA NOTTE

Oltre al pesante danno materiale, emerge il drammatico racconto di una notte vissuta in condizioni di totale isolamento psicologico e paura. Trovandosi da solo a gestire una simile emergenza in un’area isolata dello scalo, l’automobilista ha cercato un supporto immediato sul posto, senza ottenere alcun riscontro. Vestito in giacca e cravatta al rientro dal lavoro, l’uomo ha aspettato per oltre 20 minuti l’arrivo di un autobus navetta per fare ritorno al terminal passeggeri principale. Durante questa lunga attesa nella notte fonda, nessun operatore o utente della struttura si è fermato per prestare una prima assistenza o per raccogliere la segnalazione. La successiva ricerca della Polaria e di una qualunque forma di supporto all’interno dell’aerostazione non ha dato i risultati sperati, lasciando l’imprenditore in uno stato di profonda frustrazione: la chiara percezione di mancanza di sicurezza e isolamento sperimentata in quei frangenti evidenzia l’assenza di un protocollo di emergenza efficiente per la tutela dei clienti nelle ore notturne.

LA REPLICA DI SACBO

A seguito della formale denuncia sporta dal cittadino alle autorità, sono scattate le indagini per risalire all’identità dei componenti della banda di ladri. Un elemento di rilievo riguarda la lucidità del proprietario, il quale è riuscito a recuperare il dispositivo Telepass dall’abitacolo saccheggiato per passarlo sotto la sbarra di uscita, interrompendo la registrazione della sosta. Dal canto suo, la società di gestione Sacbo ha diffuso un comunicato ufficiale in cui esprime profondo rincrescimento per il grave episodio criminoso subìto dal cliente. L’azienda ha confermato la massima collaborazione con le Forze dell’ordine, mettendo a disposizione le immagini delle telecamere a circuito chiuso. Al contempo, è stato concordato con la ditta partner un piano straordinario per il rafforzamento della vigilanza nei posteggi, volto a incrementare i pattugliamenti e impedire che simili atti di vandalismo possano ripetersi in futuro nello scalo bergamasco.

LADRI “CANNIBALI”: FENOMENO PREOCCUPANTE

I “piranha” agiscono di solito di notte, in città e fuori. Federcarrozzieri stima un giro d’affari di 1,2 miliardi di euro l’anno in rivendita di ricambi di ogni genere, con 30.000 “cannibalizzazioni” a Milano e hinterland e 20.000 a Roma e dintorni, seguita da Napoli a 10.000. In teoria, ci sarebbero polizze assicurative anti furto che coprono qualora sparisca solo un pezzo, ma alla fine – tra franchigie in euro, scoperti in percentuale e massimali di indennizzo – risulta difficile recuperare, dal punto di vista economico, quanto rubato. Considerando i classici “topi d’auto” che portano via l’intera vettura e i ladri di rame alle colonnine, il quadro non è dei più confortanti per chi ha un veicolo in Italia.

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