Sicilia: incubo ladri di rame alle colonnine di ricarica auto elettrica

Sicilia: incubo ladri di rame alle colonnine di ricarica auto elettrica

Un’ondata di furti di cavi in rame sta devastando le infrastrutture di ricarica elettrica in tutta la Sicilia

 

Un’ondata di furti di cavi in rame sta devastando le infrastrutture di ricarica elettrica in tutta la Sicilia

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29 Aprile 2026 - 16:45

La Sicilia sta vivendo un’emergenza che colpisce la mobilità sostenibile con la sistematica distruzione delle colonnine di ricarica pubbliche: da Catania a Palermo, passando per Messina e le province dell’entroterra, bande organizzate prendono di mira i dispositivi per estrarre l’oro rosso contenuto nei cablaggi, segnalano VaiElettrico prima e Rainews dopo. Questo fenomeno criminale, che ha già reso inservibili oltre 200 infrastrutture, sta danneggiando la transizione ecologica dell’isola. Gli automobilisti denunciano disagi crescenti e l’impossibilità di ricaricare i veicoli, mentre le istituzioni chiedono interventi urgenti per fermare un’attività illecita che danneggia gravemente la collettività e scoraggia l’adozione di nuove tecnologie. Un fenomeno – quello dei ladri di rame, abili a tranciare i cavi – che comunque riguarda l’Italia intera, con segnalazioni nei social da parte di utenti di qualsiasi città, specie Roma e Milano: un guaio anche in vari Paesi esteri, con ricadute negative sugli operatori stessi.

IL FENOMENO CRIMINALE E IL VALORE DEL RAME

Il mercato nero del rame rappresenta il motore principale dietro questa serie di raid notturni. I malviventi scelgono con cura le colonnine, prediligendo quelle ad alta potenza che garantiscono una maggiore quantità di metallo prezioso: ogni cavo può contenere fino a 7 chilogrammi di rame, materiale che una volta ripulito dalle guaine protettive viene immesso nei circuiti illegali con guadagni rapidi. Per i ladri, il profitto – considerando la singola stazione – si aggira attorno a poche decine di euro, ma il danno arrecato alla rete di ricarica è immensamente superiore. La sostituzione dei cablaggi e la riparazione delle componenti elettroniche danneggiate comportano spese che raggiungono migliaia di euro per singolo episodio, gravando pesantemente sui gestori dei servizi e, indirettamente, sull’intera utenza.

LA MAPPA DEI RAID IN TUTTA L’ISOLA

Nelle ultime settimane, le cronache locali hanno registrato attacchi a tappeto da Mascalucia a Calascibetta, da Pedara ad Augusta, fino alle zone nord di Messina: in molti casi, le telecamere di videosorveglianza non sono riuscite a fungere da deterrente o risultavano fuori uso al momento dell’azione. Le bande agiscono con rapidità utilizzando cesoie professionali e spesso si avvalgono di furgoni schermati per eludere i controlli elettronici. Questa modalità operativa suggerisce una pianificazione accurata, alimentando il sospetto che dietro le singole operazioni di microcriminalità possa celarsi la mano della malavita organizzata, capace di gestire il riciclaggio dei materiali su vasta scala.

Sicilia, incubo ladri di rame alle colonnine di ricarica auto elettrica

L’IMPATTO SULLA FIDUCIA DEGLI AUTOMOBILISTI

Il disagio per chi possiede un’auto elettrica è diventato quotidiano. Molti proprietari, specialmente chi non dispone di un garage privato con wallbox domestica, si ritrovano bloccati senza la possibilità di rifornire il veicolo per gli spostamenti necessari: il timore di non trovare colonnine funzionanti sta frenando l’entusiasmo verso l’elettrico. La percezione di un’infrastruttura vulnerabile potrebbe alimentare frustrazione e rabbia, spingendo parte dell’opinione pubblica a non avvicinarsi alle BEV o a riconsiderare il ritorno ai motori termici.

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