RC auto massimale franchigia scoperto

RC auto: massimale, franchigia e scoperto, guida alle clausole

In merito all'assicurazione RC auto, il massimale, la franchigia e lo scoperto sono tre clausole che vengono spesso inserite nei contratti ma che non tutti conoscono bene. Proviamo a spiegarne il significato.

24 maggio 2019 - 20:02

Ogni volta che si firma il contratto assicurativo di una vettura, si raccomanda sempre di fare attenzione alle clausole della RC auto: massimale, franchigia e scoperto. Tre voci che spesso gli assicurati sottovalutano ma che in realtà sono importantissime, poiché sono queste che a conti fatti determinano l’importo esatto del risarcimento in caso di sinistro stradale. Importo che risulta a volte più basso delle previsioni proprio per la presenza, trascurata, delle tre clausole. Vediamo perciò di scoprirne di più.

I MASSIMALI NELLA RC AUTO

Con il termine massimale si indica la somma massima che l’assicurazione corrisponde all’avente diritto in caso di sinistro, in base al contratto che l’assicurato ha stipulato con l’assicurazione stessa. Ciò significa che se l’importo del danno arrecato è superiore al massimale, l’assicurato deve pagare la differenza di tasca sua. Conviene quindi stipulare una polizza RC auto dai massimali molto alti, ma questa scelta ha il suo rovescio della medaglia: la clausola incide in maniera preminente sulla determinazione del premio assicurativo. Per cui più i massimali sono alti, più l’assicurazione costa. Bisogna quindi farsi molto bene i conti.

VALORI MINIMI DEI MASSIMALI

Allo stesso tempo per i massimali RC auto esiste un valore minimo, sotto al quale non si può scendere. Attualmente in Italia il massimale minimo previsto per legge è di 1 milione di euro per i danni alle cose e 5 milioni di euro per i danni alle persone. Ne deriva che l’assicurazione può pagare, per singolo sinistro, una somma pari a 6 milioni di euro, indipendentemente dal numero di persone coinvolte e di beni danneggiati. Attenzione però a non farsi ingannare dalla grandiosità di certe cifre. I 6 milioni di euro minimi garantiti per legge, che a prima vista possono sembrare più che sufficienti a coprire i danni causati in un incidente stradale, risultano in realtà pochi se il sinistro coinvolge gravemente tre o quattro persone, per non dire di più. Tradotto: optare per una polizza con massimali minimi per risparmiare sul premio non è sempre la scelta più saggia.

RC AUTO: CHE COS’È LA FRANCHIGIA

La franchigia di una polizza RC auto indica la quota del rimborso che non è posta a carico della compagnia assicurativa, ma resta a carico del conducente. A prima vista può sembrare simile al massimale, ma al contrario di quest’ultimo è una quota minima, al di sotto della quale la compagnia non è tenuta a pagare. L’inserimento della franchigia in un contratto assicurativo non è obbligatoria, ma spesso sono gli stessi contraenti a richiederla perché fa scendere sensibilmente il premio. Inoltre se in un incidente i danni sono inferiori al valore della franchigia, il bonus malus non scatta. Da parte delle compagnie, invece, la franchigia è un ottimo deterrente contro le eccessive richieste di risarcimento anche in caso di danni molto lievi.

FRANCHIGIA RELATIVA E FRANCHIGIA ASSOLUTA

La franchigia può essere di due tipi, relativa o assoluta. Con la franchigia relativa il risarcimento del danno, a seconda dei casi, può essere posto a carico dell’assicurato oppure della compagnia assicurativa. Se il risarcimento è uguale o inferiore alla franchigia prevista, è l’assicurato a dover pagare i danni. Se invece il risarcimento è superiore alla franchigia, i danni sono totalmente a carico dell’assicurazione. Esempio: franchigia 500 euro e danno 300 euro, paga l’assicurato; franchigia 500 euro e danno 600 euro, paga l’assicurazione. Con la franchigia assoluta, invece, il danno viene sempre risarcito dall’assicurato, ma limitatamente all’entità della franchigia. Esempio: franchigia 500 euro e danno 300 euro, paga l’assicurato; franchigia 500 euro e danno 700 euro, l’assicurato paga 500 e l’assicurazione i restanti 200. Inutile precisare che una polizza RCA con franchigia relativa costa di più.

CHE COS’È LO SCOPERTO E DIFFERENZE CON LA FRANCHIGIA

A differenza della franchigia, lo scoperto non è un importo fisso e non viene calcolato sulla cifra assicurata, ma è espresso in percentuale sull’ammontare del danno. In altri termini, lo scoperto rappresenta la percentuale del danno che resta a carico dell’assicurato. Data questa caratteristica il suo ammontare non si può calcolare preventivamente. Né può avere un importo fisso, ma viene monetizzato soltanto in seguito alla valorizzazione del danno stesso. Come i massimali anche lo scoperto ha un minimo e un massimo.

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