Constatazione amichevole: i casi in cui può essere contestata

L’assicurazione auto accetta sempre la ricostruzione contenuta nella constatazione amichevole? O ci sono dei casi in cui il contenuto può essere contestato?

14 novembre 2022 - 15:00

La praticità della constatazione amichevole è innegabile. Permette infatti agli automobilisti coinvolti in un sinistro stradale di rimanere alla larga dalle lungaggini burocratiche delle assicurazioni. In pratica, nel caso di incidenti di lieve entità, le parti in causa possono compilare il modulo Cid (o Cai) in cui ricostruire la dinamica dei fatti. Devono farlo nella maniera più precisa possibile, con tanto di disegno della posizione dei veicoli al momento dello scontro. Tutto all’apparenza molto semplice e rapido, ma resta un punto da chiarire. La compagnia di assicurazione auto accetta sempre la ricostruzione contenuta nella constatazione amichevole? Oppure ci sono dei casi in cui quanto scritto dagli automobilisti può essere contestato? Già, perché contestare il modulo Cid significa che l’assicurazione non è disposta a riconoscere i danni dell’incidente. Tradotto in termini ancora più pratici vuol dire negare il risarcimento danni.

PERCHÉ L’ASSICURAZIONE AUTO CONTESTA LA CONSTATAZIONE AMICHEVOLE

Se la constatazione amichevole è firmata da entrambi i conducenti dei veicoli coinvolti nell’incidente stradale, si presume che i fatti si siano verificati nel modo descritto. Ovvero, come messo nero su bianco dalle norme vigenti, “nelle circostanze, con le modalità e con le conseguenze risultanti dal modulo stesso”. Se la compagnia di assicurazione sospetta che la ricostruzione dell’incidente non sia avvenuta nelle modalità indicate nel modulo Cid, ecco che non paga i danni provocati. Anche se entrambe le parti concordino nella descrizione del sinistro con tanto di sottoscrizione e individuazione delle responsabilità. Lo fa se sospetta che l’incidente stradale non sia mai avvenuto. Oppure se ritiene che si sia verificato in maniera difforme da quanto scritto nel modulo Cid. In questi casi si parla di vere e proprie truffe assicurative, peraltro costantemente al centro dell’attenzione dell’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. Si tratta tuttavia di casi limite di frode, da non confondere con le condizioni di validità della constatazione amichevole. In questa seconda circostanza si entra infatti su un terreno diverso che è quello del valore probatorio del modulo Cid.

CONSTATAZIONE AMICHEVOLE: QUANDO L’ASSICURAZIONE PUÒ RIFIUTARLA

La regola generale prevede quindi la contestazione del modulo di constatazione amichevole nel caso in cui l’assicurazione auto ritenga la ricostruzione non vera o inverosimile. Qui entra appunto in gioco il valore probatorio del modulo Cai. Lo è solo per i guidatori coinvolti nel sinistro stradale che lo hanno sottoscritto. Ma non per la compagnia di assicurazione. Tuttavia spetta a quest’ultima dimostrare che l’incidente sia avvenuto in modo diverso da quello riportato nella constatazione amichevole. E va da sé che neanche il giudice, chiamato eventualmente a pronunciarsi in caso di controversia sul risarcimento, è vincolato dalle dichiarazioni degli automobilisti. La Corte di Cassazione ha ribadito questa posizione spiegando in maniera semplice come in caso di incidente, la parte danneggiata non possa chiedere il risarcimento diretto alla propria assicurazione tenendo conto di quanto dichiarato nel modulo Cai. E soprattutto se quanto scritto appaia lacunoso e poco veritiero. Diventa quindi chiaro come la compagnia di assicurazione possa tecnicamente contestare sempre il modulo Cai. Lo può fare in quanto rappresenta un’ammissione di responsabilità da parte del conducente e non una prova in senso legale.

CASI REALI DI CONTESTAZIONE DELLA CONSTATAZIONE AMICHEVOLE

Sulla base di quanto argomentato, possiamo allora esaminare alcuni casi e pronunce reali di contestazione della constatazione amichevole. Quelli cioè che sono approdati nelle aule dei tribunali. Per i giudici della Cassazione (sentenza 26975 del 2019), il contenuto del modulo Cai può essere superato dai rilievi contrari dell’assicurazione se non c’è produzione concreta di elementi positivi a fondarne la veridicità. Secondo il Tribunale di Roma (sentenza 16767 della sezione XII del 3 settembre 2018), il verbale immediato di constatazione amichevole, se è sottoscritto dai conducenti coinvolti e completo in ogni sua parte, genera una presunzione valevole nei confronti dell’assicuratore, ma superabile con prova contraria. Il giudice di pace di Torino (sezione IV del 27 febbraio 2006) è andato anche oltre, mettendo nero su bianco che non è necessario che l’assicuratore dia la prova positiva delle effettive modalità di svolgimento dell’incidente. Basta qualsiasi mezzo di prova per dimostrare che il sinistro non sia mai accaduto o che si sia verificato secondo modalità diverse.

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