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Cid, se lo firma il guidatore non proprietario è valido?

La sottoscrizione del Cid è un passaggio importante anche ai fini della validità probatoria. Ecco cosa succede se lo firma il guidatore non proprietario

24 giugno 2021 - 17:00

Abbiamo imparato che con le compagnie di assicurazione non si scherza. Nel caso di un incidente stradale, la forma vale quanto la sostanza, pure se di mezzo c’è una leggera collisione tra veicoli per cui è sufficiente il Cid per sistemare le cose. In buona sostanza, l’assicuratore verifica con attenzione tutto quanto accade dal momento dell’incidente fino alla presentazione della richiesta di risarcimento danni. E bastano pochi dettagli per fare la differenza rispetto al valore dei documenti presentati. Un dubbio ricorrente tra gli automobilisti è ad esempio quello relativo al valore del Cid. Più esattamente, il modulo Cai (Constatazione amichevole di incidente), come viene oggi chiamato, è valido anche nel caso in cui viene firmato dal guidatore che non è il proprietario dell’auto? Pensiamo ad esempio al caso piuttosto comune di un sinistro con un veicolo intestato a un familiare o a un amico. Esaminiamo questa situazione anche sulla base delle più recenti pronunce giurisprudenziali.

VALIDITÀ DEL MODULO CID, ADESSO CAI

Caratteristica di fondo del modulo Cid è la sua semplicità d’uso. Nel caso in cui le parti coinvolte in un incidente concordino sulla ricostruzione dei fatti, ecco che possono mettere tutto nero su bianco e accelerare i tempi del risarcimento da parte della compagnia assicurativa. In buona sostanza è sufficiente inserire i propri dati, scegliere tra uno dei 17 casi proposti e quindi disegnare, anche molto sommariamente, la disposizione delle auto al momento del sinistro. Il punto è anche un altro. Dal punto di vista probatorio, la validità del modulo Cid, le cui istruzioni per la compilazione sono illustrate anche sul sito dell’Ivass, è inizialmente limitata solo alle parti che lo firmano. In pratica, l’assicurazione non lo considera valido in maniera automatica. Prima di procedere con il risarcimento danni, il perito incaricato di seguire il caso, effettua i controlli necessari prima di dare l’eventuale via libera. Non solo, ma lo stesso Cid può non aver alcun valore neanche per un giudice incaricato di dirimere la controversia. In definitiva, il modulo vincola solo gli automobilisti che lo hanno sottoscritto.

GUIDATORE NON PROPRIETARIO, IL CID È VALIDO?

Fissati allora questi punti sul funzionamento del modulo, resta da capire se il Cid è valido nel caso in cui a firmarlo sia il guidatore non proprietario dell’auto. Ebbene, la Corte di Cassazione ha fissato nuovi paletti sulla validità del Cid o del Cai. Nell’ordinanza numero 13718 del 19 maggio 2021 ha messo nero su bianco un principio. Il modulo ha un valore confessorio ovvero di ammissione delle responsabilità delle parti coinvolte nell’incidente se è sottoscritto anche dai proprietari. La Corte distingue quindi tra il caso in cui la ricostruzione dei fatti è “liberamente apprezzabile” dal giudice. E quella in cui “ha valore di piena prova”. La ragione del maggiore peso assegnato al Cid sottoscritto dal proprietario del mezzo si spiega facilmente. Nel caso in cui l’automobilista danneggiato decida di promuovere un’azione giudiziaria contro l’impresa assicuratrice, il proprietario del veicolo coinvolto nell’incidente non può rimanere estraneo. Deve cioè essere messo nelle condizioni di partecipare alla lite giudiziaria in quanto è il sottoscrittore della polizza.

ORDINANZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE SU VALORE DEL CID COME PROVA

Entriamo allora nel vivo della decisione della Corte di Cassazione. La pronuncia sul valore di prova del Cid rappresenta infatti un importante precedente a cui far riferimento nel caso di future controversie. Per i giudici il modulo Cid firmato dal solo conducente ha una portata decisamente ridotta. A tal punto che le dichiarazioni e la ricostruzione della dinamica dei fatti rischiano di perdere importanza e valore. Nel testo degli Ermellini si legge che “secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, in tema di risarcimento del danno derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, la confessione proveniente da un soggetto litisconsorte facoltativo, qual è il conducente danneggiante non proprietario del veicolo, rispetto all’assicuratore ed al proprietario dello stesso, è liberamente apprezzabile dal giudice nei riguardi di costoro” mentre “ha valore di piena prova nei confronti del medesimo confidente”. In definitiva, per una maggiore efficacia della procedura, prima della trasmissione del Cid o del Cai alla società di assicuratrice è consigliabile fare firmare il modulo anche dal proprietario dell’auto coinvolta nell’incidente.

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Il CID, oggi modulo CAI,  viene consegnato dalla compagnia assicurativa al momento della stipula dell’assicurazione Auto. Se la polizza è in scadenza, cliccando sull’immagine in basso e inserendo due semplici dati come la targa del veicolo e la data di nascita del proprietario del mezzo, in pochi minuti si possono confrontare gratuitamente tanti preventivi RCA e scegliere l’offerta più vantaggiosa.

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