Termoli, gigafactory cancellata: quale futuro per l’impianto?

Termoli, gigafactory cancellata: quale futuro per l’impianto?

La gigafactory di Termoli non si farà più, è ufficiale. Scopri l'impatto della decisione di ACC sul futuro dello stabilimento molisano

 

La gigafactory di Termoli non si farà più, è ufficiale. Scopri l'impatto della decisione di ACC sul futuro dello stabilimento molisano

9 Febbraio 2026 - 15:15

Adesso è ufficiale: Termoli dice addio alla gigafactory di ACC (Automotive Cells Company), la  joint venture tra Mercedes, Stellantis e Total che avrebbe dovuto trasformare l’impianto molisano in un hub per la produzione di batterie per auto elettriche. Stessa sorte per la fabbrica di Kaiserslautern in Germania, mentre resta attiva quella di Billy-Berclau in Francia. La notizia in realtà era attesa da mesi, dopo che ACC aveva sospeso il progetto per via del calo della domanda di veicoli elettrici e di difficoltà strategiche e finanziarie. Resta adesso da capire che fine farà lo stabilimento di Termoli, anche se Stellantis ha rassicurato che garantirà il futuro della fabbrica. I sindacati, però, restano in allerta.

IL SOGNO INFRANTO DELLA GIGAFACTORY DI TERMOLI

Il progetto iniziale di ACC a Termoli era appunto quello di realizzare una gigafactory per la produzione di batterie per veicoli elettrici nell’area dell’attuale stabilimento Stellantis di Termoli, in Molise. L’idea, annunciata nel 2022, prevedeva la riconversione dell’impianto per un un investimento di oltre 2 miliardi di euro e l’impiego di circa 1.800 persone entro il 2030. La gigafactory avrebbe raggiunto una capacità produttiva prevista di circa 40 GWh all’anno con tre blocchi da 13,4 GWh l’uno, per servire il mercato europeo dell’elettrico e ridurre la dipendenza da fornitori asiatici. L’avvio della produzione era stato programmato tra il 2026 e la fine del decennio come parte del piano europeo di batterie di ACC (che includeva anche impianti in Francia e Germania). In sostanza si trattava di trasformare Termoli in uno dei principali poli industriali europei per batterie EV nell’ambito della partnership tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies.

Tuttavia il calo della domanda di veicoli elettrici e altre dinamiche di mercato e strategiche hanno convinto ACC prima a sospendere e poi a cancellare i piani per Termoli (e per Kaiserslautern), preferendo concentrare gli sforzi sul sito francese. Dove peraltro, secondo indiscrezioni, si registrerebbero continue difficoltà operative nel rispettare i programmi produttivi a danno proprio del maggior cliente e azionista di ACC, Stellantis, che per questo motivo starebbe affrontando ritardi fino a 8 mesi nella produzione di auto elettriche come le Peugeot 3008 e 5008.

L’ALLARME DEI SINDACATI: QUALE FUTURO A TERMOLI?

Appena appresa la notizia dello stop definitivo della gigafactory, la Fiom-Cgil ha reagito dichiarando che la situazione del sito di Termoli resta adesso legata esclusivamente a Stellantis e alle sue decisioni: “Il Gruppo deve aprire un confronto vero con i sindacati, ancora prima della presentazione del piano industriale, perché la situazione in Italia è a livello emergenziale. La decisione di ACC pone sempre maggiori preoccupazioni per la prospettiva dell’automotive nel nostro Paese. La presidenza del Consiglio non può continuare ad ignorare la situazione e deve convocare le parti a Palazzo Chigi“. Sulla stessa linea d’onda anche la Fim, secondo cui “un progetto fallito non può ricadere sul futuro dello stabilimento e dell’occupazione” e servono pertanto “nuovi investimenti e attività“, mentre per la Uilm “il futuro prossimo dello stabilimento deve essere necessariamente legato alle produzioni meccaniche, dei motori e dei cambi, settori nei quali Termoli ha dimostrato per 54 anni di essere un’eccellenza globale, accumulando competenze e professionalità irrinunciabili“.

Termoli gigafactory

STELLANTIS: ECCO COSA FAREMO A TERMOLI

Come anticipato, Stellantis ha comunque già provveduto a rassicurare i sindacati ricordando che l’azienda, rispettando la promessa fatta un anno fa al Mimit, punta a sostenere il Made in Italy e a garantire il futuro dello stabilimento di Termoli. “Agli attuali dipendenti dell’ACC“, si legge infatti in una nota del Gruppo, “sarà offerta la continuità lavorativa all’interno di Stellantis”, pur prendendo atto della decisione di ACC di avviare discussioni con le parti sociali al fine di bloccare i progetti delle gigafactory in Germania e in Italia: “Stiamo monitorando attentamente la situazione e restiamo pienamente mobilitati per valutarne le implicazioni industriali e sociali“.

Stellantis ha inoltre confermato sempre al Mimit, durante il Tavolo automotive di fine gennaio, che entro il 2026 arriverà a Termoli la linea di produzione del cambio e-DCT. Inoltre, è previsto un investimento sui motori GSS conformi alla normativa Euro 7, garantendone la piena utilizzabilità anche dopo il 2030 sia nella gamma di prodotti attuale sia in quella futura.

Vedremo se alle promesse seguiranno i fatti. In passato non sempre è andata così.

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