Stop ICE 2035: clamoroso dietrofront dell’UE, salta tutto?

Stop ICE 2035: clamoroso dietrofront dell’UE, salta tutto?

Stop ai motori benzina e diesel nel 2035, l’Europa ci ripensa: il dogma del "solo elettrico" viene cancellato, anche se l’obiettivo di riduzione delle emissioni sarà comunque molto severo

 

Stop ai motori benzina e diesel nel 2035, l’Europa ci ripensa: il dogma del "solo elettrico" viene cancellato, anche se l’obiettivo di riduzione delle emissioni sarà comunque molto severo

12 Dicembre 2025 - 12:00

La decisione ufficiale sarà svelata solo il 16 dicembre, quando la Commissione UE, salvo ulteriori rinvii, presenterà il nuovo pacchetto per l’automotive. Ma non sembrano più esserci dubbi: la stop alla vendita di nuove auto ICE (benzina, diesel, gpl, ibride, ecc.) dal 2035 sarà ampiamente riveduto e corretto, senza nemmeno la necessità di rinviarlo al 2040. Lo ha rivelato Manfred Weber, leader del Partito Popolare Europeo, al quotidiano tedesco Bild dopo un colloquio con la presidente Ursula von der Leyen: “Dal 2035 in poi l’obiettivo di riduzione delle emissioni medie di CO2 delle flotte delle Case automobilistiche sarà del 90% e non più del 100%“.

STOP ICE 2035: CADE IL DOGMA DEL “SOLO ELETTRICO”

In soldoni significa che gli obiettivi di riduzione delle emissioni non saranno cancellati ma ridotti, e per raggiungerli occorrerà comunque continuare con una massiva elettrificazione dei modelli. Tuttavia verrà meno il dogma del “solo elettrico”, aprendo invece a modelli ibridi plug-in o dotati di range extender (quelli peraltro su cui i costruttori cinesi sono più forti), e lasciando una porticina socchiusa anche ai biocarburanti, tanto cari all’Italia. Forse riprenderà quota perfino il turbodiesel, visto che a parità di prestazioni emette il 30% in meno di CO2 rispetto a un motore benzina.

SULLA COMMISSIONE UE PRESSIONI DA GERMANIA E ITALIA

“Garantiremo pari opportunità a tutte le soluzioni per risolvere il problema della decarbonizzazione“, ha aggiunto Weber, “lasciando al mercato la libertà di scegliere le più efficienti e competitive. Manteniamo così le nostre due promesse più importanti: restiamo impegnati per la neutralità climatica, ma garantiamo anche la neutralità tecnologica“.

La Bild ha precisato che a pesare sulla decisione di Bruxelles sarebbe stata non solo la netta posizione assunta dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, ma anche la lettera congiunta inviata dal nostro presidente del consiglio, Giorgia Meloni, insieme ai capi di governo di diversi altri Paesi, tra cui il primo ministro polacco Donald Tusk.

Stop ICE 2035 dietrofront UE

ANCORA TANTI DUBBI DA SCIOGLIERE

Per una valutazione più precisa sul dietrofront della Commissione UE occorrerà attendere il testo definitivo della revisione al Regolamento UE 2023/851 che ha disposto lo stop alla vendita di nuove auto con motori termici (ICE) dal 2035, anche per capire se ci saranno delle limitazioni sulle tecnologie da adottare per raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni (Weber ha fatto capire di no, ma bisogna vedere bene). Intanto dal fronte del “tutto elettrico” le reazioni non sono così allarmistiche: secondo molti osservatori, infatti, visto che per le nuove immatricolazioni di veicoli dal 2035 bisognerà comunque ridurre le emissioni medie di CO2 delle flotte delle case automobilistiche del 90% rispetto al 2021 (90% non è così lontano dal 100%), il raggiungimento di tale soglia sarà possibile solo con una massiccia elettrificazione della gamma (BEV e plug-in), lasciando ai motori termici solo le briciole. In base ad alcuni calcoli, circa 1 ICE ogni 12–15 elettriche o plug-in vendute, e usando prevalentemente biocarburanti avanzati.

Insomma, al momento sembra che abbiano vinto tutti, poi sarà la realtà a dirci come si svilupperà davvero la mobilità del futuro. Sempre considerando che da qui al 2035 potrebbero cambiare ancora tante cose…

Commenta con la tua opinione

X